Dolomiti Blanc de Blancs metodo classico VSQ Extra Brut Castel Noarna

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
7


Fraghe 004

Dal Trentino un altro metodo classico che ha scelto di non presentarsi sul mercato come Trento Doc, la denominazione ufficiale relativa alle “bollicine” prodotte con la tecnica della rifermentazione in bottiglia bensì come VSQ Dolomiti.

Si tratta di un Blanc de Blancs tutto Chardonnay tipologia Extra Brut prodotto da una cantina che ha sede in un posto bellissimo in Vallagarina, a Noarna di Nogaredo.

Parlo della cantina Castel Noarna ovvero il Castelnuovo di Noarna costruito sui resti di una fortificazione romana e ricostruito XI secolo proprietà della famiglia Zani dal 1974, quando l’acquistò dal Conte Alberico Lodron con i terreni circostanti.

Gli Zani, ed in particolare Marco Zani, impegnato anche in campo alberghiero a Rovereto, dopo una quindicina d’anni, nel 1989, iniziarono a vinificare direttamente le uve, traendo vantaggio dalla collocazione ottimale dei vigneti, un corpo unico di sette ettari posti attorno al castello: 350 metri di altezza, esposizione est sud-est, terreni calcarei – argillosi, ricchi di scheletro, con una notevole componente minerale costituita da porfidi rossi, verdi e quarzo.

Una tappa importante nella storia di questa azienda agricola, che ha sempre fatto parte dell’Associazione Vignaioli del Trentino, è avvenuta nel 2007 quando i vigneti hanno cominciato ad essere in condizione biodinamica, mentre dall’anno successivo è iniziato il percorso di certificazione biologica con ICEA.

Questa cura attenta dei vigneti consente di produrre diversi vini: Nosiola, Lagrein, un uvaggio bianco, una cuvée di Cabernet, Merlot, Lagrein e dal 2008 questo Extra Brut. Non conosco i motivi che hanno portato Zani a non presentarlo come Trento Doc, ma posso immaginare siano simili a quelli che hanno indotto altri produttori (non tantissimi in verità, mentre all’Istituto del Trento ad oggi ne aderiscono 40) a fare la stessa scelta in polemica con un presunto potere detenuto dalle grandi cantine produttrici. Però poiché all’interno dell’Istituto sono presenti anche cantine da poche migliaia di bottiglie penso ci siano tutti i presupposti per farne parte e far sentire all’interno un’eventuale voce critica.

Tornando al vino ricordo che Marco Zani, anche negli anni Novanta ed in seguito, ha sempre manifestato una particolare passione, per i miei gusti eccessiva, per l’utilizzo del legno, alias barrique, per la fermentazione e l’affinamento, cosa che gli avevo fatto notare. Erano anni, quelli, fatti un po’ di eccessi, dove la potenza, la concentrazione, lo spessore ed una certa “eccentricità” aromatica favorita dall’uso dei legni nuovi francesi trovavano degli estimatori. E un certo mercato, soprattutto tedesco o americano.

Provando, per la prima volta confesso, l’Extra Brut Blanc de Blancs di Castel Noarna, non millesimato, ma figlio dell’annata 2010, con sboccatura novembre 2013 e trenta mesi di permanenza sui lieviti, ho avuto la conferma che questa passione per il legno, anche nel caso della produzione di un metodo classico, è rimasta. E che la stilistica scelta porta il suo vino sulla stessa linea di una serie di Trento Doc che prediligono l’estrazione, l’ampiezza, il corpo, la struttura, sull’agilità e sulla freschezza.

Eppure le caratteristiche del terreno, calcareo, limo 18-22 %, ricco di minerali (porfido, quarzo, basalto, ardesia), viti di una trentina d’anni allevate a pergola trentina semplice, avrebbero potuto benissimo consentire di ottenere un vino dotato di maggiore scatto, brio e mineralità.

Invece, anche se la scheda tecnica dell’Extra Brut parla di “botti di legno non nuove” una certa legnosità, che ad alcuni potrà anche piacere, si nota, nei profumi, dove emergono note di frutta surmatura, di frutta secca tostata, di vaniglia, e al gusto, che è sicuramente, largo, intenso, molto persistente, di innegabile ricchezza, ma che non è particolarmente caratterizzato da dinamismo e articolazione, ma piuttosto bloccato da una nota leggermente dolce e asciutta che domina nel finale e rende indispensabile l’utilizzo del vino a tavola per attenuare una pienezza che assaggiando il vino per sé solo potrebbe, almeno per il mio gusto, apparire eccessiva.

Sono persuaso che riducendo questo contributo del legno e giocando maggiormente su freschezza e sapidità questo vino potrebbe dare risultati migliori. Il terroir, le uve giuste, le esperienza del produttore non mancano.

Castel Noarna Cantina e vini
Via Castelnuovo, 19 – 38068 Noarna di Nogaredo (TN)
tel. +39–335–5988958 – fax +39–0464–439644
email : info@castelnoarna.com
www.castelnoarna.com

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