Cuvée tradizione Caluso metodo classico Gran Riserva 2009 Orsolani

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Erbaluce
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
3.5


ErbaluceArneis 009

Qualche anno fa, poi se ne sono perse le tracce, era stato fatto un tentativo di dare un denominatore comune a svariati metodo classico italiani, prodotti dalle Valle d’Aosta sino alla Sicilia passando per le Marche e la Campania, che essendo privi di una denominazione specifica, ed essendo solo una tipologia di una Doc o Docg nota per la versione come vino fermo, finivano con l’essere confinati nella categoria generica degli “spumanti”.

Suggestivo era il nome dell’associazione, “Anima” (Associazione Nazionale Italiana Metodoclassico Autoctono), che comprendeva vini espressione di uve quali Cortese, Erbaluce di Caluso, Arneis, Trebbiano di Lugana, Verdicchio,  Montepulciano, Nebbiolo, Blanc de Morgex, Garganega, Asprinio d’Aversa e Nerello Mascalese.

Uve di differente natura, storia e identità, che esprimevano vini profondamente diversi tra loro, ma non privi di pregi, dati non solo dal carattere autoctono delle uve, elemento significativo ma non sempre sufficiente, ma dalla qualità del prodotto finale, che anche senza possedere la forza aggiuntiva a livello d’immagine data da una denominazione specifica, in taluni casi era indubbiamente più che apprezzabile.

Una delle uve, insieme al Verdicchio e al Cortese di Gavi, che aveva mostrato di possedere davvero un’anima “spumantistica” e una vocazione all’elaborazione con la tecnica del metodo classico che, va ricordato, non funziona di certo con qualsiasi uva anche se alcune attuali produzioni, soprattutto al Sud, dimostrano di pensare il contrario, è sicuramente l’Erbaluce di Caluso, il vitigno simbolo del Canavese, l’area compresa tra Torino e la Valle d’Aosta e ad est verso il biellese e il vercellese.

Una bellissima area collinare, celebrata anche per l’ottimo miele d’acacia, che dispone di una Doc dal 1967, diventata Docg dal 2010, il cui disciplinare, come accade in molti casi in Italia, è “onnicomprensivo” e passa indifferentemente dal vino bianco fermo, affinato in acciaio in legno, al passito e allo “spumante”.

Prescindendo da questo bisogna riconoscere che l’Erbaluce, nome molto bello che deriva dall’espressione latina “alba lux”, relativa alla luminosità dei grappoli, al colore che assumono gli acini in autunno, con i riflessi rosati e caldi che si fanno più intensi, e addirittura ambrati, nelle parti esposte al sole, che nel Canavese ha trovato il proprio ambiente ideale e vanta una presenza in loco che risale al Seicento ( è citato nel suo libro Della eccellenza e diversità dei vini che sulla montagna di Torino si fanno da Giovan Battista Croce, gioielliere presso il duca Carlo Emanuele I e grande appassionato di viticoltura) al metodo classico si presta piuttosto bene.

Come dimostra il lavoro di una delle cantine leader e storiche della zona, l’azienda Orsolani di San Giorgio Canavese, giunta alla quarta generazione dalla fondazione nel 1894, fatta crescere negli ultimi trent’anni da Gian Francesco Orsolani e ora condotta, sempre con la presenza del padre, dal figlio Gian Luigi.

A Orsolani senior è sempre piaciuto affiancare ad ottimi Erbaluce di Caluso fermi e passiti anche una piccola produzione di metodo classico, convinto, e non solo per la presenza di un’acidità naturale importante, ma dalla freschezza, dalla sapidità delle uve e dal loro corredo aromatico, che si prestassero bene, e senza forzature, alla trasformazione in “bollicine”. E ha trasmesso questa convinzione al figlio, che oggi produce la Cuvée tradizione Caluso metodo classico Gran Riserva millesimata con una prima fermentazione effettuata parte in legno e parte in acciaio, mentre la rifermentazione in bottiglia ha avvio dalla primavera dell’anno successivo. L’affinamento sui lieviti varia da 36 mesi sino a 60, ma io credo che i tre anni siano il periodo ideale per conferire il giusto carattere al vino.

Recentemente ho degustato un campione con sboccatura 2013, ottenuto da uve Erbaluce in purezza, da vigneti posti su terreni morenici – sabbiosi, posti a 300-350 metri di altezza nel territorio di Caluso, e ho trovato il vino decisamente ben fatto. Colore paglierino vivo, perlage fine e continuo, naso molto secco, diretto, nervoso, con crosta di pane, sale e mineralità in evidenza, e fiori d’acacia, con accenni agrumati e di frutta secca non tostata.

Molto secca e decisa anche la bocca (si tratta di un Extra Brut con un dosaggio degli zuccheri ridotto a 1,5 grammi per litro), con una buona verticalità e un certo dinamismo e una bella persistenza ricca di nerbo, anche se al vino non fanno certo difetto una certa rotondità e una presenza del frutto e una certa lunghezza e ampiezza sul palato. Un metodo classico sicuramente non privo di personalità.

Orsolani
Via Michele Chiesa
10090 San Giorgio Canavese (Torino)
Tel.0124 323860124 32386
Email info@orsolani.it
sito Internet www.orsolani.it

1 commento

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Un commento

  1. Corrado

    aprile 22, 2014 alle 3:37 pm

    da questo articolo e da altri articoli che lei ha scritto su questo blog su spumanti metodo classico ottenuti da vitigni autoctoni che lei li consideri minori.
    Rispetto ai metodo classico a denominazione tipo Trento Doc o Franciacorta che non si sono inventati niente, che hanno preso le uve utilizzate in Champagne, le hanno piantate nelle loro zone e hanno ottenuto un simil Champagne.
    Io do invece più merito a chi produce un buon metodo classico da vitigni considerati meno importanti o secondari e non imita niente.
    Lei cosa ne pensa?

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