Numeri del Prosecco Doc: exploit straordinario nel 2013

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Se i numeri hanno un preciso significato ed esprimono precise realtà ecco qualche cifra per aiutare a fugare le perplessità suscitate dall’operazione che, scherzosamente, potremmo definire Trento-secco o Pro-Trento, che ha visto il Gruppo Lunelli di Trento (alias Ferrari Trento Doc) acquisire il 50% della prosecchista superiore Bisol.

Leggiamo attentamente i numeri, sorprendenti, citati dal Presidente del Consorzio tutela Prosecco Doc Stefano Zanette in occasione del Vinitaly, riferiti all’andamento del Prosecco pluriregionale nel corso del 2013. Primo elemento: “a livello mondiale la Denominazione di Origine Prosecco nel 2013 ha registrato un +18 % rispetto al 2012 con l’immissione di oltre 170 milioni di bottiglie nei mercati dei 5 continenti”.

Questo significa, ha dichiarato, che “nel mondo delle bollicine DO almeno una bottiglia su 3 è di Prosecco”. Le cose vanno ancora meglio nei tre migliori mercati esteri: “in Germania 1 bottiglia di bollicine su 2 è di Prosecco mentre negli USA e nel Regno Unito 4 bottiglie su 10 arrivano dal territorio ad origine protetta Prosecco, che – vogliamo ricordarlo – spazia da Treviso a Trieste includendo tutte le province del FVG e la maggior parte di quelle venete”.

La Germania si conferma il primo mercato estero e si assicura ogni anno circa un terzo dell’intera quota export. L’incremento nel corso del 2013 è “solo” dell’1,6%, ma viste le quantità resta comunque una crescita significativa. Sono andate molto bene le cose negli Stati Uniti, con un incremento del 24% che corrisponde al 16% della quota export complessiva.

Ma molto meglio le cose sono andate nel Regno Unito, che diventa il secondo esportatore di Prosecco Doc dopo la Germania. L’incremento nel 2013 è strepitoso, + 57.9 %, e la quota complessiva di export tocca il 20,3%. Questo exploit del Prosecco va letto anche alla luce di due contemporanee défaillance di “concorrenti” dello Charmat aromatico italiano, il Cava e lo Champagne.

Nel 2013 il metodo classico spagnolo in UK ha registrato un calo molto significativo del 16,76% perdendo sei milioni secchi di bottiglie e restando comunque intorno ai 30 milioni di pezzi.

Lo Champagne, per il quale il Regno Unito si conferma di gran lunga il primo mercato estero, passa da quasi 32 milioni e mezzo del 2012 a 30.786.727 unità del 2013 perdendo un milione seicentomila pezzi. Ma se si considera che non molti anni fa, nel 2007, si era toccata la quota stellare di 39 milioni di bottiglie e nel 2010 quella di 35.494.489, c’è da concludere che l’offensiva di un outsider dal nome facile da ricordare, dal costo molto contenuto, disponibile in quantità importanti e facile da bere come il Prosecco stia diventando davvero molto pericolosa.

E non c’è da stupirsi, come recita un trionfale comunicato dal Consorzio, che “dei 155.000 visitatori che hanno oltrepassato i cancelli del Vinitaly, 1 ospite ogni 28 è passato al Consorzio Prosecco Doc”. Va bene che si giocava in casa in terra veneta, però restano numeri che fanno impressione…

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