Alta Langa Brut Bianc ‘D Bianc 2007 Giulio Cocchi

Denominazione: Alta Langa Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9


Fraghe 008

Prerogativa di svariati Alta Langa, la Docg di recente storia riservata ai metodo classico prodotti in un’ampia fascia collinare a destra del fiume Tanaro, minimo 250 metri di altezza, delle provincie di Alessandria, Asti e Cuneo, è l’essere realizzati, anche se il disciplinare recita vitigni Pinot nero e/o Chardonnay dal 90 al 100%, con una predominanza di Pinot nero.

E questo puntare sul vitigno rosso costituisce una delle prerogative di questa denominazione creata nel 2002, dopo un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione proseguita diversi anni con il supporto dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura – sezione operativa di Asti.

Buona parte degli Alta Langa oggi in commercio sono pertanto o Pinot nero in purezza o con larga maggioranza di questo vitigno e non solo nel caso dei rosati. Uno dei rari casi di Chardonnay dominante, anzi di Chardonnay in purezza, di Blanc de Blanc, anzi, come preferiscono scriverlo loro in piemontese in etichetta, Bianc ‘D Bianc, è l’Alta Langa Brut, inserito in una gamma che comprende anche il Totocorde 70% Pinot nero ed il Rosé Rösa Pinot nero in purezza, della Giulio Cocchi alias Bava (con Giulio Bava attuale presidente del Consorzio Alta Langa) azienda che io considero la portabandiera per costanza qualitativa dei migliori Alta Langa.

Questo Bianc ‘D Bianc è un vino che, come dicono i suoi autori, vuole esaltare la “razza” del territorio e l’espressione dello Chardonnay in purezza. La cuvée è composta dalle uve di una sola vigna posta a 320 metri d’altezza allevata a Chardonnay biotipo “precoce di Borgogna”.

E’ un metodo classico che conosce una lunga maturazione, 50 mesi, con la prima fermentazione alcolica che avviene in piccoli tini di acciaio per quasi tre settimane, al termine delle quali il vino viene lasciato riposare sulle fecce fini. La formazione della cuvée avviene a fine inverno incorporando il vino dei piccoli tini, tutti rigorosamente della stessa vendemmia Da 5500 chilogrammi di uva si ottengono 3000 litri di mosto fiore.

Fraghe 007

Il dosaggio degli zuccheri è nella linea dei Brut, con 8 grammi litro e un tenore alcolico contenuto in 12 gradi e mezzo.

Un campione con sboccatura 2013 mi ha dato queste impressioni: colore paglierino intenso evidenziato già della bottiglia trasparente e dall’etichetta bianca, perlage sottile e continuo, naso molto diretto pulito ampio di bella freschezza con note di frutta bianca, pesca e mela, in evidenza e leggeri accenni agrumati, quindi fiori bianchi freschi, fieno e una bella vena sapida e minerale a costituire un insieme aperto di grande fragranza.

L’attacco è secco al punto giusto ma non aggressivo ed il vino conquista con buona morbidezza e con nerbo preciso il palato e si fa apprezzare per l’equilibrio, la grande freschezza sapida, la vena lunga verticale ricca di energia. Non un Brut piacione e morbidone, ma un Alta Langa che sa abbinare con sapienza piacevolezza, facilità di beva (ottimo come aperitivo) e carattere.

 

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