Franciacorta Brut P.R. Monterossa

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


FranciacortaStevenson2 018

Anche questa azienda, nonostante la sua storia che risale a oltre 40 anni orsono e la sua importanza, 70 ettari di vigneti distribuiti un po’ tutta l’area della Franciacorta, per una produzione intorno al mezzo milione di bottiglie, non si può dire sia una presenza regolare su questo blog.

Nessun motivo in particolare, pura questione di gusti e di un mio non particolare apprezzamento per alcune cuvée, le più ambiziose, dell’azienda, (mi riferisco in particolare ai Cabochon, che pure a molti piacciono, e non poco) ma massimo rispetto, e come non si potrebbe, per la Monte Rossa di Bornato di Cazzago S. Martino, e per il percorso tracciato dai fondatori.

Parlo di persone splendide come l’imprenditore Paolo Rabotti e la consorte Paola Rovetta che con grande lungimiranza decisero di credere al “sogno” Franciacorta in anni lontani e alla possibilità che fare vino in questa provincia bresciana più rinomata per la produzione industriale potesse diventare qualcosa di serio e non un semplice simpatico hobby da fine settimana.

Paolo Rabotti si fece così coinvolgere in questa avventura da diventare addirittura il primo (validissimo, entusiasta e super operativo) presidente del nascente Consorzio vini Franciacorta, di cui fu uno dei più convinti fondatori.

E fu una delle persone che contribuirono a delineare la storia di questo consorzio e di questa denominazione occupandosi contemporaneamente, mentre il figlio Emanuele cresceva e si faceva ossa ed esperienza per subentrare al suo fianco, di far crescere, di dare forza, riconoscibilità e prestigio alla propria azienda.

Monte Rossa fu forse la prima azienda franciacortina a capire che bisognasse puntare totalmente sui metodo classico per favorire quel meccanismo di identificazione zona – prodotto che è stato uno dei successi della zona bresciana, anche se produceva vini fermi (che oggi chiameremmo Curtefranca) di buon livello nella loro tipologia.

Oggi è Emanuele Rabotti saldamente ed efficientemente alla guida dell’azienda (che vanta un socio di minoranza di grande notorietà come l’inventore di Eataly Oscar Farinetti – avrete visto anche Rabotti tra i testimonial della campagna pubblicitaria televisiva di Vino libero) e nell’ampia gamma di Franciacorta, ben otto, di cui fanno parte vini, come il Coupé non dosato, che mi riprometto di assaggiare alla prima occasione, tutti Franciacorta dotati di etichette che sicuramente non rischiano di passare inosservate e sono dotate di un loro stile, devo dire di essere rimasto molto favorevolmente colpito, ad un recente assaggio, sia della bottiglia normale che del magnum, dal Franciacorta Brut P.R.
Vino che come leggo è stato creato “per festeggiare i 35 anni di attività di Monte Rossa”, ed il cui nome rappresenta un omaggio, attraverso le loro iniziali, P.R. ai fondatori dell’azienda Paola Rovetta e Paolo Rabotti.

Si tratta di un Blanc de Blanc, Chardonnay in purezza, 65% vino d’annata proveniente da 15 cru dell’età media di 14 anni dislocati in Bornato, Brescia, Cellatica, Erbusco, Monterotondo, Provaglio, Provezze, Cologne, Passirano, Adro, e ben 35% vino di riserva, delegato a conferire corpo e struttura al vino. Ognuno di questi cru viene vinificato in purezza, fermenta sia in acciaio che in botti di rovere, con una pressatura delle uve molto soffice dove viene scelta solo la parte migliore per non oltre il 58% della resa e l’affinamento sui lieviti non è mai inferiore ai due anni.

Ho detto sopra che non sono mai riuscito ad entrare in sintonia con i Cabochon, il Brut e il Rosé Brut, entrambi millesimati, perché trovo in loro una presenza del legno utilizzato in vinificazione e affinamento a mio gusto eccessiva e una scoperta ricerca di struttura e importanza e perché preferisco vini più equilibrati nel loro insieme, dotati di una maggiore freschezza e piacevolezza.

Proprio le doti, insieme ad altre, che ho trovato nel Brut P.R., sboccatura luglio 2013, 6 grammi di zucchero per litro, dotato di un bellissimo colore paglierino oro molto intenso, perlage abbastanza sottile e continuo, naso molto caldo, maturo, con frutta esotica e una leggera speziatura in evidenza e soprattutto una bocca molto equilibrata, con una bollicina e una morbidezza quasi da Satèn, un gusto rotondo molto fresco e vivo sul palato, ben bilanciato e piacevole, fresco e vivo sul finale, con acidità presente al punto giusto.

Avendo avuto l’opportunità di degustare anche il magnum, sboccatura del giugno 2013 e un dosaggio degli zuccheri leggermente superiore (7 grammi), ho trovato un naso ancora più definito ed elegante, con una nitida nota minerale e di mandorla, una leggera speziatura, e poi un gusto molto pieno, molto morbido e cremoso sul palato con una nota finale  che richiama le mandorle per un Brut Franciacorta indubbiamente ben fatto, equilibrato, piacevole.

Società Agricola Monte Rossa
Via Monte Rossa 1rosso,
25040 Bornato di Cazzago S. Martino (BS)
www.monterossa.com
info@monterossa.com

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