14 milioni di bottiglie commercializzate: bilancio stabile per il Franciacorta Docg nel 2013

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Con l’aria che tira, con i consumi bloccati e la tendenza degli italiani a spendere meno perché il reddito non permette loro di consumare e di sostenere l’economia, solo semplici illusi o persone lontana dalla realtà potevano ragionevolmente pensare di ottenere nel corso del 2013 risultati migliori dell’anno precedente. In altre parole di vedere, stiamo parlando di vino e di metodo classico in particolare, crescere le vendite sul mercato nazionale, oltre che su quelli esteri. Pareggiare, per usare termini calcistici, quando si sapeva benissimo di non poter vincere, non poteva che apparire il risultato migliore.

Alla luce di quest’analisi realistica e disincantata della realtà, non si possono che giudicare positivamente, anche se non inducono ad entusiasmi smodati, i dati, relativi all’andamento della denominazione nel 2013, appena diffusi dallOsservatorio Economico del Consorzio Franciacorta, lo strumento di rilevazione consortile istituito da oltre due anni che raccoglie e certifica i dati di vendita provenienti dalle aziende associate.

Risultati positivi nel segno della continuità titola il comunicato, con una tenuta del numero delle bottiglie commercializzate, 14.070.552 nel 2013 contro le 13.848.210 del 2012. Il mercato interno è stabile, con 12.804.202 contro i 12.740.353 del 2012. Un leggero incremento, ma che in termini percentuali è sempre del 14,3% rispetto al 2012, sui mercati esteri, in particolare Giappone, Usa, Germania, Svizzera, con 1.266.350 pezzi rispetto a quota 1.107.857 del 2012 ed un export che sfiora il 10%.

Il Consorzio ha poi dichiarato che nel 2013 il prezzo medio di vendita per bottiglia è stato in linea con quello del 2012 e questo non può che rappresentare l’aspetto più positivo in uno scenario che, data la situazione economica e la crisi tutt’altro che risolta, continua ad essere indubbiamente difficile. Per qualsiasi tipologia di vino, soprattutto quelli collocati in una fascia di vendita non da “sbracamento”.

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Chiudendo questa analisi va sottolineato il fatto che, a fine gennaio, il Consorzio Franciacorta è già stato in grado di elaborare e diffondere i dati relativi al proprio andamento commerciale nell’anno scorso. Come osservatori del variegato panorama del metodo classico italiano, restiamo in fiduciosa attesa di ricevere quanto prima i dati, ufficiali come questi e non spannometrici, relativi agli altri competitor del Franciacorta Docg… Alla luce di quei dati, se e quando ci saranno, l’onorevole pareggio portato a casa dalla zona spumantistica bresciana, forse potrebbe addirittura essere rivalutato…

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2 commenti

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2 commenti

  1. cosimo piovasco di rondò

    febbraio 2, 2014 alle 3:26 pm

    Complimenti agli amici di Franciacorta per i risultati e per la trasparenza, che aiuta tutti a capire e a lavorare meglio.

  2. Alessandro

    febbraio 3, 2014 alle 4:21 pm

    Sono sorpreso dal rapporto tra vendite interne vs. vendite estere. In sostanza, all’estero, il Franciacorta non se lo fila quasi nessuno.
    Io vivo in Germania (zona di Francoforte) e devo dire che in effetti trovare un Franciacorta nelle enoteche (e men che meno nei supermercati) è molto difficile. Cio che mi sorprende è che è per contro piuttosto semplice trovare una bottiglia di Ferrari (solitamente base), anche se a prezzi doppi rispetto al mercato italiano.

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