Lessini Durello metodo classico Extra Brut riserva 2008 Casa Cecchin

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Durella, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


LessiniDurelloExtraBrutCecchin

Negli articoli che ho recentemente dedicato alle “altre bollicine” prodotte in terra veneta, meno importanti solamente da un punto di vista dei numeri ma non della tipicità e della capacità di interpretare e dare voce ad un territorio, sto ovviamente parlando della doc veronese vicentina Lessini Durello che comprende una suggestiva area collinare che in provincia di Verona riguarda l’alta Val d’Illasi, la Valle del Tramigna e i comuni più a nord della Val d’Alpone, e le vallate del Chiampo, del Leogra e dell’Agno nel vicentino, ho colpevolmente omesso di parlare di un vero protagonista.

Uno di quei personaggi, perché Renato Cecchin è un personaggio, anche se schivo e di poche parole, che hanno maggiormente creduto, in tempi in cui farlo era piuttosto difficile e richiedeva una bella dose di coraggio e perché no, di lungimiranza, nelle potenzialità di un uva come la Durella (o Durello), vitigno autoctono dei Monti Lessini.

E nella possibilità di esprimere non solo uve (e mosti) dotati di un importante corredo acido, storicamente appetiti e utilizzati da spumantisti, non di grandissime ambizioni, di altre regioni italiane ed estere (quanto Durello è finito nei Sekt tedeschi!) ma vini dotati di una personalità peculiare. Di una capacità di dare vita, nelle diverse tipologie contemplate dalla denominazione, a vini che avessero una variegata espressione, che avessero ampia dignità sia che fossero vinificati come bianchi fermi sia che per loro, esaltata da quell’acidità indomita, alla spumantizzazione.

Se oggi l’uva Durella non è scomparsa, ma negli ultimi tempi è stata addirittura oggetto di nuovi impianti, se può contare ai giorni nostri su 366 ettari sulle colline veronesi e 107 ettari su quelle vicentine per una produzione piccola ma qualificata cresciuta progressivamente dal 2010, è anche merito e opera di questo gagliardo ingegnere appassionato di viti e di vino, spinto dal progetto di riscattare la Durella da una immagine di vitigno minore, rustico, grezzo, che si esprimeva in vini aspri e “rabiosi” (rabbiosi), e farla diventare il vitigno simbolo dell’area dei Monti Lessini.

Talmente testardo Cecchin da spingersi, oltre quarant’anni fa, era il 1973, a piantare Durella accanto alla Garganega, da produrre cinque anni dopo i primi Durello secondo un nuovo stile più garbato e armonico e nel 1988 da provare non la via, che poteva sembrare più agevole, meno costosa, meno rischiosa, del metodo Martinotti, ma del metodo classico, di cui produsse le prime bottiglie nel 1988, 26 anni orsono.

Una linea mantenuta con coerenza anche oggi che l’azienda, da sette ettari vitati, produce un po’ tutta la gamma del Durello, ma “bollicine” unicamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia. Un metodo che è proprio nelle corde di Cecchin, il quale sfruttando la propria formazione da ingegnere ha brevettato un originale sistema per facilitare il remuage dei suoi metodo classico grazie ad un “cesto” esagonale da lui progettato che rende possibile ruotare manualmente 273 bottiglie con un unico gesto.

E così Cecchin, scegliendo di concentrare gli sforzi su un unico vino e non producendone, come fanno altri suoi pur bravi colleghi diverse tipologie, ha messo a punto una sua idea ben precisa di Lessini Durello metodo classico Extra Brut riserva, affinamento minimo 36 mesi sui lieviti, collaudato e di successo, visto che ne produce qualcosa come 12 mila bottiglie.

ExtraBrutCasaCecchin2008

Uva Durella anima del vino, da un vigneto del 1976 esposto a sud-est su terreni di origine vulcanica, temperata e resa più complessa e strutturata da un saldo del 10% di Pinot nero. E poi, piccolo “segreto” il riposo delle bottiglie nella delicata fase del contatto con i lieviti, in una sorta di cripta scavata nella roccia vulcanica dove il vino sembra come tornare a quella terra da cui è venuto.

Il risultato è un vino perfetto per l’abbinamento al piatto simbolo della cucina locale e veneta, il bacalà, alla vicentina o mantecato, anche se si difende benone su frutti di mare e crostacei, antipasti freddi.

Degustato recentemente in un esemplare con sboccatura dichiarata (a proposito: un pubblico plauso a tutti i produttori di Lessini Durello metodo classico che indicano sempre la data di dégorgement in retro-etichetta) marzo 2013, l’Extra Brut riserva 2008 ha confermato di essere sempre un punto di riferimento della denominazione. Colore paglierino brillante molto luminoso, perlage di buona finezza e continuità, naso molto secco, diretto, fragrante, con note di agrumi, frutta secca in evidenza, una fresca sapidità e uno spiccato carattere minerale.

Altrettanto secco, incisivo, perentorio l’attacco in bocca, e molto piacevole ed equilibrato lo sviluppo del vino, molto verticale e salato, con acidità presente ma molto ben calibrata ma non aggressiva, e una piacevolezza schietta davvero da vino tecnicamente impeccabile, ma con l’anima. E bravo Cecchin!

Casa Cecchin
via Agugliana, 11
36054 Montebello Vicentino
tel. 0444 64 96 10
e-mail info@casacecchin.it
sito Internet http://www.casacecchin.it/

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

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