Franciacorta EretiQ Quadra

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot bianco, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


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Una cosa è certa: con quell’etichetta e quella capsula e con quel colore, ostentatamente viola, sarà molto difficile che a teatro, data la notoria idiosincrasia verso questo colore, qualcuno possa scegliere questa bottiglia per brindare. Ma se intendevano farsi notare, alla Quadra, con quel packaging e quel nome che è tutto un programma, EretiQ, si può stare certi che abbiano colpito nel segno.

Oddio, non sarà mica il massimo dell’eleganza o della sobrietà di stampo classico scegliere proprio il viola per l’habillage, ma poiché intelligenza richiede che non ci si debba fermare alle apparenze, tappatevi gli occhi se questo colore, come accade nel mio caso, vi disturba e vi sembra esteticamente discutibile, perché questo singolare vino ha un suo perché ed un suo indiscutibile senso.

Perché EretiQ, sinonimo di eretico, innanzitutto? Perché alla Quadra, proprietà della famiglia di imprenditori Ghezzi, e soprattutto a quell’originale del suo direttore, l’agronomo ed enologo classe 1960 Mario Falcetti, il quale contrariamente a quanto spesso si pensa è lombardo, anzi varesino di nascita e non trentino, anche se ha lungamente lavorato, esattamente dal 1986 al 1997 presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige (Trento) come ricercatore in ambito viticolo specializzandosi, a fianco del professor Scienza, nei progetti di zonazione dei territori vitati, sono stati avvinti da un singolare interrogativo.

Nonostante nella quarantina di ettari vitati di proprietà lo Chardonnay sia largamente protagonista con oltre trenta, e degli altri vitigni contemplati in terra franciacortina dispongano solo di quattro ettari a testa per il Pinot bianco ed il Pinot nero, un giorno è capitato loro di chiedersi: ma cosa succede ad un Franciacorta se gli togliamo la sua bella dose, che in moltissimi casi non è semplicemente una semplice dose ma l’essenza integrale del vino, di Chardonnay?

E, tanto per complicarsi le cose e provare ad essere ancora più “eretici” e fuori dagli schemi, cosa accadrebbe se provassimo non a lavorare in purezza su Pinot nero,  come c’è già chi fa e non solo con l’obiettivo di ottenere un Rosé, oppure su Pinot bianco (e a mia conoscenza, a differenza di quanto accade in Trentino o in Alto Adige, dove c’è chi ha tentato la via del Pinot blanc in purezza) ma a mettere in azione insieme, in una calibrata cuvée paritaria, i due Pinot?

Poteva trattarsi solo di un divertissement intellettuale, di un’ipotesi tutta teorica, ma cogliendo l’opportunità dall’eccellente annata 2009 in questa azienda che è distribuita da un grande nome come Meregalli hanno pensato bene che valesse la pena tentare l’esperimento. E così, raccogliendo le uve in maniera scalare dal 19 agosto al 5 settembre dai vigneti Colombaie (Erbusco), Bociarine (Provaglio) e Palazzina (Paderno Franciacorta), vigne tutte esposte a sud – sud-ovest, hanno dato vita a questa inconsueta cuvée Pinot bianco (50%), Pinot nero (50%), limitando il dosaggio degli zuccheri a un grammo e mezzo litro. Tirage per la presa di spuma effettuato il 19 aprile 2010, 24 mesi di permanenza sui lieviti, e sboccatura nell’aprile di due anni dopo.

Ora non so se il vino sia “eretico” o meno e se la sua creazione inviterà anche altri produttori franciacortini a seguirne l’esempio, cosa da escludere, considerando l’abbondanza di Chardonnay nella zona vinicola bresciana, ed il numero decisamente ridotto di ettari delle altre due varietà che solitamente agiscono a complemento di quest’uva regina.

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Resta però il fatto che questo Franciacorta sperimentale, “progettato e realizzato per i curiosi” e non certo animato dall’intenzione di rivoluzionare un panorama vitivinicolo che sarà sempre dominato da Re Chardonnay, che in Franciacorta cresce e matura bene e ha caratteristiche profondamente diverse da quelle che possiamo trovare in larga parte del Trentino e, ovviamente, in Champagne, sia riuscito. Ed è innegabile che, nonostante l’orripilante etichetta (ma io ho degustato a bottiglia coperta e pertanto non sono stato condizionato in alcun modo dal colore) EretiQ superi tranquillamente e senza forzature di alcun tipo la prova assaggio in con questa sua personalissima trazione a tutto Pinot.

Lo fa con il suo colore, un bel paglierino luminoso brillante, con il perlage sottile e continuo, e soprattutto grazie al suo naso fresco, vivo, salato di nitida definizione e fragranza floreale, con una bella vena sapida precisa e leggere sfumature di frutta secca e piccoli frutti rossi.

E convince ancora di più con la sua bocca affilata, di buona freschezza e sapidità, il timbro incisivo e scattante, un gusto di notevole continuità ed energia, l’acidità ben bilanciata, il frutto sottile e salato ed un finale, giocato su note minerali, molto interessante e ricco di sapore, decisamente piacevole.

E poi, cosa volete che vi dica, sempre meglio essere eretici che conformisti o prevedibili, non siete d’accordo?

Tenuta Quadra
Via S.Eusebio,1
25033 Cologne (Brescia)
Telefono +39 030 71 57 314 – Fax +39 030 70 59 728
E-mail info@quadrafranciacorta.it
Sito Internet http://www.quadrafranciacorta.it/

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

2 commenti

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2 commenti

  1. benux

    gennaio 27, 2014 alle 9:19 am

    vero meglio essere eretici!!!! io di pinot bianchi in purezza non ne ricordo, qualche nome?

  2. Carlo Giovanni Pietrasanta

    febbraio 11, 2014 alle 4:03 pm

    Direi che tralasciando l’etichetta ( che non mi disturba ) e conoscendo l’ingegno di Mario va assaggiato quanto prima

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