Champagne Cuvée Louise 2002 Pommery

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir
Fascia di prezzo: più di 50 €

Giudizio:
10


CofanettoLouisePommery

La courbe de tes yeux

La courbe de tes yeux fait le tour de mon coeur,
Un rond de danse et de douceur,
Auréole du temps, berceau nocturne et sûr,
Et si je ne sais plus tout ce que j’ai vécu
C’est que tes yeux ne m’ont pas toujours vu.

Paul Eluard

Non ci sarebbe molto da scrivere di questo vino meraviglioso che ricorderò sempre. E’ stato il mio Champagne di questo Natale, il primo Natale trascorso con la donna che amo, il primo di tanti che voglio trascorrere con lei, lo Champagne che è stato uno dei momenti magici di una giornata da incastonare nella memoria come un diamante.

Scriverne, tentare di descriverlo, in fondo mi sembra una sorta di violenza alle emozioni, tutte nostre, di quella giornata, e un po’ come banalizzare la magnificenza di un vino perfetto per quel giorno e quei momenti. Inutile dire che si tratta di una cuvée de prestige creata nel 1979 e presentata per la prima volta nel 1986 e prodotta solo nelle annate veramente grandi, per celebrare la grandezza di una donna speciale. Una Signora che rimasta improvvisamente vedova ancora giovane, nel 1858 dovette affrontare il terribile impegno di mandare avanti la Maison de Champagne creata dal consorte. La signora si chiamava Jeanne Alexandrine Louise Mélin, ma oggi tutto il mondo la ricorda come Louise Pommery.

Il resto, le cose straordinarie fatte da questa Signora del vino, l’intuizione di iniziare a produrre Champagne con un gusto meno dolce, i primi Brut della storia, la produzione passata in poco tempo da quarantacinquemila a oltre 2 milioni di bottiglie, il progressivo ampliamento delle gallerie sotterranee delle cantine Pommery protrattosi per dieci anni ed in grado oggi di accogliere qualcosa come 25 milioni di bottiglie, distribuite in circa 20 chilometri di estensione, fanno parte della leggenda e della storia della Champagne e di questa Maison storica, oggi proprietà del gruppo Vranken-Pommery-Monopole.

Ed è giusto che a ricordare questa donna straordinaria sia una cuvée che viene messa a punto non solo dall’attuale chef de cave della Maison, Thierry Gasco, ma in prima persona dal principe Alain Aimery Marie Edmond de Polignac, pronipote di Louise Pommery della quale la Cuvée Louise porta il nome.


Il resto è di una banalità assoluta, come banali sono le parole che tenterò di inanellare per provare a restituire le sensazioni destate dall’annata 2002 (memorabile e ricordata tra le più grandi in assoluto in Champagne, sintesi di perfetta maturazione del frutto e di acidità calibrata), di questa cuvée composta per il 65% da Chardonnay e per il 35% da Pinot Noir provenienti da 3 Grands Crus: Avize e Cramant per lo Chardonnay, Aÿ per il Pinot Nero. Un Brut affinato sui lieviti qualcosa come dieci anni.

Un capolavoro che il buon senso avrebbe consigliato di lasciar riposare ancora per qualche tempo in cantina, ma poiché, come diceva Pascal Le cœur a ses raisons que la raison ne connaît point, ovvero il cuore ha ragioni che esulano dal raziocinio e poiché l’amore chiamava e richiedeva che la bottiglia del nostro Natale fosse veramente speciale eccomi compiere “l’infanticidio” e stappare, dopo averla prelevata dal bianco cofanetto elegantissimo dove giaceva e aver ammirato l’habillage e la preziosità del disegno della capsula e della gabbietta, la nostra Cuvée Louise 2002.

Abbinata ad un delizioso paté preparato da lei e da quel caviale (Agroittica made in Calvisano, il Calvisius Oscietra) che lei adora e quando gusta le sorridono gli occhi e sembra ancora più bella.

Paglierino oro luminoso, ricco di riflessi dorati la robe, ed un perlage sottilissimo, ricco di estro, volteggiante nel bicchiere, a disegnare una danza ebbra di gioia. Un naso all’insegna della delicatezza, dell’ineffabile, dell’armonia aromatica, della leggerezza, cremoso e carezzevole, sfumature di fiori d’arancio, noci e nocciole fresche, mandorle finemente tostate, ricordi di pâtisserie, passeggiate nei prati in primavera, miele d’acacia, e appena accennata, in lontananza, la succosa fruttuosità dei piccoli frutti di bosco conferita dal Pinot noir. Tutto in una cornice di assoluto equilibrio, finezza, di naturalezza limpida ed incantevole.

PommeryCuvéeLouise

E poi che spettacolo il primo sorso, indimenticabile come il suo primo bacio: una sintesi incredibile di seta e velluto, di freschezza e calore, una dolcezza assoluta d’espressione, uno spettacolo, avvolgente, sinuoso, suadente e incantato di freschezza, assoluta armonia, con le bollicine ad accarezzare delicatamente il palato, la cremosità perfetta, la morbidezza di un abbraccio che ti fa toccare il cielo con un dito e capire che la felicità esiste. E si è manifestata in questo Natale che porterò sempre nel cuore e in questa Cuvée Louise, dedicata alla mia lei, alla mia “amoureuse”, per dirla con Paul Eluard, e in questo amore da vivere insieme, gustando anche Champagne come questo (cinque stelle la valutazione, ma ce ne vorrebbero almeno sei), giorno dopo giorno, incanto dopo incanto…

Auguri, un sereno Anno Nuovo a voi tutti!

L’Amoureuse

Elle est debout sur mes paupières
Et ses cheveux sont dans les miens,
Elle a la forme de mes mains,
Elle a la couleur de mes yeux,
Elle s’engloutit dans mon ombre
Comme une pierre sur le ciel.

Elle a toujours les yeux ouverts
Et ne me laisse pas dormir.
Ses rêves en pleine lumière
Font s’évaporer les soleils,
Me font rire, pleurer et rire,
Parler sans avoir rien à dire.

Paul Eluard

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

9 commenti

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9 commenti

  1. Mario Gagliardi

    dicembre 31, 2013 alle 8:16 pm

    Gentilissimo Franco , buonasera. Bellissimo post, molto raffinato . Buon capodanno .

  2. domenico

    gennaio 1, 2014 alle 1:42 am

    …infatti sono arrivato a leggere questa sua precisazione, partendo dall’articolo letto su ansa.it. va bene un po di orgoglio e tanto di cappello ai nostri buoni vini, pero bisogna moltiplicare 300.000 e passa per circa dieci dodici euro dei nostri mediamente e forse meno, contro i minimo ventidue ventitre dei francesi venduti nella nostra gdo e arrivare alle centinaia deille grandi etichette venduti in enoteca e nei locali di lusso. Sempre beninteso apprezzando le nostre splendide realta. Se sbaglio mi corrigerete…ma noi appassionati sappiamo distinguere. Auguri e cin cin.

  3. Zakk

    gennaio 1, 2014 alle 9:19 pm

    Pommery è la prova che le maison ci pigliano per il naso.
    La cuvée Louise è uno champagne grandissimo senza dubbio. Però il resto della produzione personalmente non la ritengo degna del none champagne che porta in etichetta.
    Pensate alle selezioni di Moët & Chandon, veuve cliquot, ruinart, delamotte, Paul Roger, Billecart Salmon…..tutte notevoli, poi pensate ai loro champagne “base” e cercate di non piangere se vi riuscite.
    Perchè????

    • Franco Ziliani

      gennaio 1, 2014 alle 9:24 pm

      Spiegacelo Zakk! Ma non dirci che si fanno fare i loro base in…Franciacorta..saresti capace di dirlo

      • Zakk

        gennaio 2, 2014 alle 7:27 am

        Non mi sopravvaluti Ziliani. L’ho chiesto perchè non lo so.

  4. Zakk

    gennaio 1, 2014 alle 9:25 pm

    Dimenticavo una piccola correzione: il primo produttore a fare brut fu Perrier Jouet. Se penso a come è ridotto il loro grand brut a oggi…..

  5. francesco

    gennaio 4, 2014 alle 8:37 pm

    Grazie sig Franco per gli auguri di buon anno,ma sopratutto per le splendide parole dedicate alla sua musa e lo permetta a tutte le nostre muse ispiratrici!!Ha pienamente ragione nel giudicare superlativa la cuvee Louise 2002 ma l’emozione che ho provato a natale nel degustare una vecchia bottiglia di cuvee speciale Louise Pommery 1981 penso sia unica, un vino incredibile immortale(se gradisce ne sono rimaste 3…..)buon anno a tutti!

  6. cristiano

    gennaio 8, 2014 alle 12:56 pm

    Caro Ziliani, reduce da degustazione completa di Pommery: Noir, Apanage Brut e Rosè, Louise 2002 e Louise Rosè 2000. Mi permetta ma l’innamoramento la offusca: ancora imbevibili per eccesso di acidità i 2 Louise, assolutamente sbilanciati. Forse tra 5-6 anni ne riparliamo. Devo dire però che ricordo anche una ’99 che pure mi lasciò alquanto perplesso… Oggi meglio gli Apanage.

    • Franco Ziliani

      gennaio 8, 2014 alle 4:41 pm

      Cristiano, nessun offuscamento da innamoramento. Anche se ancora giovane la Cuvée Louise 2002 era davvero straordinaria come l’ho descritta. Mi creda. E si innamori anche lei, che vedrà la vita ed i vini più in rosa 🙂

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