Extra Brut Rosé 2011 Bruno Giacosa

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
10


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Sono oltre due anni che, colpevolmente, non scrivo più su questo blog di Bruno Giacosa. Non parlo dei vini stellari, Barolo Falletto e Rocche dei Falletto, Barbaresco Rabajà e Asili, espressione dell’azienda agricola Falletto di Serralunga d’Alba, ma anche dei vini commercializzati con l’etichetta Casa Vinicola Bruno Giacosa, da uve acquistata da conferitori storici e vinificata nelle cantine di Neive, come il Barbaresco Santo Stefano, il Roero Arneis, il Dolcetto d’Alba Basarin.

E come il metodo classico Extra Brut e Extra Brut Rosé. Che anche se vengono vinificati nella Langa del Barbaresco non potranno mai essere commercializzati come Alta Langa, per il semplice fatto che sono piuttosto degli Oltrepò Pavese Docg mancati. O potenziali. Perché l’uva, Pinot nero in purezza, utilizzata, non è langhetta, ma viene acquistata, da illo tempore, da Bruno nella terra del Cruasé e della Bonarda.

E’ un mistero buffo che il miglior metodo classico da uve Pinot nero allevate in Oltrepò non nasca da una cantina oltrepadana, ma da un produttore e vinificatore, sommo, piemontese e albese. Ma così vanno le cose, e così come nel 2009 celebravo su Vino al vino la prima uscita di questo Extra Brut rosé, millesimo 2007, e nel febbraio 2011 scrivevo quanto fosse buono, a mio avviso più buono di un celebrato Blanc de Noir trentino, il millesimo 2009, oggi sono ancora doverosamente a battere le mani e celebrare con standing ovation la nuova uscita, millesimo 2011, di questo Extra Brut Rosé da sogno.

ExtraBrutRoséGiacosa

Un vino, stappato un paio di sere fa, che ha entusiasmato il mio amore e me, anche abbinato non a quell’aragosta che avrebbe chiamato d’imperio, oppure a crostacei, bensì ad un più normale (ma buonissimo) piatto di spinaci, uova all’occhio di bue e poi parmigiano reggiano di 24 mesi, selezione Giulio Signorelli Ol Formager, con noci.

C’è stato qualche movimento negli ultimi anni in casa Giacosa. La partenza e poi qualche anno dopo il ritorno, del bravissimo cantiniere storico e quindi enologo consulente di Bruno, l’amico Dante Scaglione. E poi la rinuncia, qualche tempo fa, a produrre i metodo classico e la scelta di saltare un’annata.

Ma quando Bruno & Dante (e il giovane cantiniere Francesco Versio) hanno deciso di tornare a produrre anche bollicine, acquistando Pinot nero dallo storico conferitore oltrepadano, non ce n’è stata per nessuno, e con un affinamento limitato a 16 mesi (la sboccatura del vino é del novembre scorso) ecco di nuovo, splendente come non mai, l’Extra Brut Rosé, annata 2011.

Che meraviglia, amici miei, queste “bollicine” giacosiane! Splendido il colore (degustazione effettuata, perché il faut s’amuser, nel grande calice Franciacorta) un buccia di cipolla – rosa antica, luminoso e splendente, fine e sottile il perlage, e subito un naso incredibilmente fragrante, fresco, delicato – “farfallino” lo definisce Lei – finissimo e complesso, carezzevole al naso, tutto fiori bianchi, agrumi, mandorle, un accenno di ribes e mirtillo, mela e nocciola fresche, un filo di ananas e di papaya essiccata, leggero, aereo, non invadente. Un profumo incredibilmente elegante per un Pinot noir oltrepadano in purezza.

RoséBrunoGiacosa

E poi che meraviglia la bocca, ben secca, decisa, di ampia e salda struttura, con un gusto che si allarga progressivamente sul palato, con perfetta corrispondenza con i profumi, un Extra Brut succoso, pieno, ma delicato, freschissimo, salato, ricco di nerbo, con bella croccantezza delle bolle, perfetto equilibrio e assoluta piacevolezza, una lontananza siderale dalle monocordi gnuccaggini di troppi Pinot nero in purezza oltrepadani, e una capacità di farsi bere, anche dopo cena, da grande vino.

MarchioBrunoGiacosa

Ma non potrebbe essere diversamente, quando c’è scritto Bruno Giacosa, un marchio, una garanzia, una leggenda, in etichetta…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

3 commenti

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3 commenti

  1. Timothy

    dicembre 18, 2013 alle 2:15 pm

    nulla da eccepire sulla bravura del produttore. sulla scritta spumante non c’è nulla da dire?.

    • Franco Ziliani

      dicembre 20, 2013 alle 11:27 am

      “spumante”? E dove sta scritto?
      A Bruno Giacosa, vista l’eccellenza del vino e la straordinarietà del personaggio, perdonerei e perdono tutto. Anche riportare sull’etichetta dei suoi Extra Brut l’odiata parola “spumante” 🙂

  2. Zakk

    dicembre 21, 2013 alle 12:49 pm

    La parola spumante non è sbagliata, ne qui, ne altrove.
    Si tratta soltanto di un insieme di vini con la particolarità di aver le bolle (volevo scrivere bollicine, ma tanti esemplari, soprattutto veneti, hanno le bollicione).
    Poi dire Franciacorta oppure Trentodoc oppure Alta Langa….. Significa indicare dei sottoinsiemi che appartengono a questo vasto gruppo.
    Sarebbe come pretendere che non si possa dire “vino rosso” parlando di Chianti o Amarone o Barolo o….

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