Champagne Rosé Jacquart

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir, Pinot Meunier
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


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I casi, fortunati, della vita mi hanno portato a bere nuovamente, dopo averne già scritto, sul Cucchiaio d’argento mesi fa, lo Champagne Rosé della esemplare cave cooperative. Jacquart, che è stata uno dei pionieri dello Champagne rosé, è il marchio di punta della Alliance Champagne Group (fondata nel 1998 dalle tre grandi cooperative CO.GE.VI, COVAMA e Union Auboise) , il terzo più grosso raggruppamento cooperativo della Champagne (63 milioni di euro di cifra d’affari) subito dietro Nicolas Feuillatte e Union Champagne.
Una coopérative che può contare su ben 1.700 soci che controllano oltre 2.400 ettari di vigneti, distribuiti sulla Montagne de Reims, nella Vallée de la Marne e lungo la Côte des Blancs e la Côte des Bar e i cui vini, di più che affidabile livello, sono importati in Italia dalla Fratelli Rinaldi di Bologna.
Ho bevuto il Rosé spinto anche da una pensata di marketing relativa al vino, ovvero la presentazione del nuovissimo astuccio termico per la bottiglia del Rosé, che ha visto “i colori della precedente confezione (il bruno “terra d’ombra”, che esprime tutti i valori dell’incomparabile terroir della Champagne, e il verde chiaro, a simboleggiare quello Chardonnay che connota tutte le cuvée della Jacquart) sostituiti in questo caso da un fondo completamente bianco, su cui campeggiano delle piccole “gemme” dalle sfumature pastello, con una prevalenza complessiva delle tonalità rosate”, e prendendo atto di questo che Patrick Spanti, Direttore Export della Maison, giudica “Uno strumento promozionale innovativo, e di grande fascino, per lanciare le vendite di fine anno di Jacquart”, ho trovato simpatico questo modo di dare ulteriori motivazioni d’acquisto al vino.
Jacquart - Astuccio termico Ros+® b.r.Poi però, al di là del modo accattivante di presentarlo e spingerlo, resta la verità e la naturale piacevolezza di questo Champagne, prezzo intorno ai 25 euro per un non millesimato che ha conosciuto un abbinamento di 48 mesi (quattro anni) sui lieviti, una cuvée che è generalmente composta per un 30-35% da Pinot Noir, 35-40% da Chardonnay e 25-30% da Pinot Meunier, con un 15-18% di Pinot noir vinificato in rosso, e che anche grazie ad un dosage non ruffiano, ma ben presente, di 10 grammi zucchero litro, raggiunge un equilibrio naturale e una piacevolezza innegabile.
Bellissimo come sempre il colore, un salmone pallido, scozzese, con leggera vena granata e sfumature di rosa di montagna, fine e continuo il perlage, per un naso succoso sin dal primo impatto, leggermente ed elegantemente dolce, con un caleidoscopio aromatico fruttato tutto fragoline di bosco, mirtillo, ribes, pompelmo rosa e mandarino, ed una sfumatura di erbe aromatiche e crème caramel, a comporre un insieme variegato reso più fresco da una nota di mandorla fresca e venature minerali.
BottiglievinoCucchiaio-Vinoalvino-nov2013 016

E al gusto, come scrivevo mesi fa e devo confermare oggi, una scoperta, disarmante, ma non ruffiana piacevolezza, una volontà precisa di realizzare un vino che metta d’accordo tutti e si faccia bere. Attacco in bocca nel segno di una moderata e naturale dolcezza di frutto, rotondo ma senza smancerie piacione, succoso nel frutto, vibrante maturo al punto giusto, ampio, carnoso, di bella cremosità e consistenza quasi “cigliegiosa”, una carezza morbida sul palato, eppure sorretto da un’acidità calibrata che dà nerbo e scatto e vivacità ravvivando la materia ricca.
Il finale, dove si coglie una leggera scorzetta di limone e un ché di mandorla, è rinfrescante al punto giusto. Non sarà uno Champagne da emozioni intellettuali, ma come si fa bere!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

 

 

 

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