Metodo classico della Magna Grecia in degustazione oggi a Catanzaro

MetodoclassicoMagnaGrecia

Annunciata per il 28 settembre e poi rinviata a dicembre, si svolgerà oggi in Calabria, in quel di Catanzaro, una manifestazione – vedete qui il programma – dedicata ai metodo classico, prodotti in terra calabrese da vitigni autoctoni. Vini prodotti dalle seguenti aziende: Ferrocinto, iGreco, Librandi, Santa Venere, Serracavallo, Statti.

Nelle intenzioni degli organizzatori la “manifestazione vuole sdoganare l’abitudine, insana, di consumare gli spumanti soltanto durante le occasioni speciali. Gli spumanti sono vini di alta qualità da consumare a tutto pasto e da abbinare tranquillamente, magari, alle eccellenze gastronomiche della nostra regione”.

La manifestazione si svolgerà a partire dalle 19,00 nel Palazzo del Duomo via XX Settembre 42 a Catanzaro e vedrà “le bollicine calabresi incontrare quelle del resto del mondo”. Per maggiori informazioni ecco i contatti.

Tutto positivo in questa manifestazione e lodevole il tentativo di fare squadra e presentare insieme i vini delle diverse aziende, presentati in modo suggestivo come “metodo classico della Magna Grecia”. Singolare che sia i vini calabresi sia i vini ospiti della degustazione vengano presentati riduttivamente, come “spumanti”, un termine generico che non esprime nulla e che accomuna sia vini prodotti con il metodo classico che il più veloce ed economico metodo Martinotti/Charmat, e che nella presentazione di alcuni metodo classico ospiti presenti in assaggio venga omesso di citare la loro denominazione d’origine.
spumantiCalabresi

Perché i due vini dell’Antica Fratta presenti sono Franciacorta Docg, lo Zero millesimato di Enrico Serafino un Alta Langa Docg, il Fongaro riserva Pas Dosé un Monte Lessini Durello Doc, il Tridentum Rosé di Cesarini Sforza un Trento Doc. Cose che gli organizzatori di questa manifestazione dovrebbero sapere…

Perché sarà anche semplice e diretto chiamare queste “bollicine” semplicemente “spumanti”, ma visto che dispongono di una denominazione apposita sarebbe più corretto, anche dal punto di vista didattico e della chiarezza della comunicazione, chiamarli con il loro nome…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

12 commenti

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12 commenti

  1. Vito

    dicembre 6, 2013 alle 10:33 am

    per completezza dell’informazione avrebbe dovuto scrivere anche che si tratta di un’iniziativa della delegazione di Catanzaro dell’A.I.S.
    Perché non l’ha fatto?

    • Franco Ziliani

      dicembre 6, 2013 alle 10:38 am

      sono sicuro di aver fatto corretta informazione inserendo i link diretti al sito Internet dell’Associazione che organizza questa iniziativa. Attraverso questi link che rimandano alle pagine Web dell’evento ognuno potrà aver chiara l’idea di chi siano gli ideatori.

  2. Margherita

    dicembre 6, 2013 alle 10:34 am

    spumanti calabresi? Ma ci sono le condizioni climatiche, con il caldo che c’è laggiù per produrre bollicine dotate di finezza?
    Io credo che per ottenere grandi metodo classico, come la Champagne insegna, siano meglio le condizioni che si trovano al nord, non al Sud…

  3. Giuseppe

    dicembre 6, 2013 alle 10:36 am

    bella questa iniziativa e grazie per averla segnalata. Speriamo che da questa presentazione nasca l’idea di lanciare il nome Magna Grecia come nome collettivo per i metodo classico calabresi.
    Sarebbe un’ottima soluzione per comunicarli

  4. Davidao

    dicembre 9, 2013 alle 2:45 pm

    Non conosco la zona precisa dove viene prodotto queto metodo classico, ma la Calabria è molto montana, per cui anche il clima “nordico” se vogliono ce l’hanno, cara Margherita. Per il resto, quando leggo queste cose, come gli spumanti del sud, non può non venirmi un sorriso di compatimento verso le Grand Dames parisiennes che vorrebbero classificare tutti i nostri metodi classici con un unica etichetta. Madame, c’est l’Italie… E’ la meravigliosa diversità della nostra nazione che ci rende unici e belli. Quando vogliamo esserlo.

    • Franco Ziliani

      dicembre 9, 2013 alle 2:57 pm

      a me piacerebbe molto che qualcuno degli intervenuti alla degustazione di lunedì, anche il delegato dell’Associazione organizzatrice di Catanzaro, se volesse, raccontasse com’erano quelle bollicine della Magna Grecia.
      Io, anche se sono stato invitato, non ho potuto scendere appositamente in Calabria…

  5. Giancarlo Rafele

    dicembre 9, 2013 alle 5:14 pm

    Oggi non ho tempo di altercare con lei, sig. Ziliani. Magari un altro giorno.
    (G. Rafele, AIS Delegazione di Catanzaro)

    • Franco Ziliani

      dicembre 9, 2013 alle 5:20 pm

      nessuna volontà di alterco Signor Rafele: la invito a rileggere quello che ho scritto, che non aveva nulla di polemico ed era anzi un invito, anche a lei se vuole, a raccontarci, inviando un testo che sarò ben lieto di pubblicare, com’erano i metodo classico calabresi proposti venerdì.
      Rilegga e si rilassi: “a me piacerebbe molto che qualcuno degli intervenuti alla degustazione di lunedì, anche il delegato dell’Associazione organizzatrice di Catanzaro, se volesse, raccontasse com’erano quelle bollicine della Magna Grecia.
      Io, anche se sono stato invitato, non ho potuto scendere appositamente in Calabria…”

  6. Davidao

    dicembre 10, 2013 alle 5:18 pm

    Se per altro potesse indicare se c’è un distributore anche “giù al nord” magari la si prova volentieri una di quelle bottiglie.

    Personalmente trovo le bollicine meridionali molto affascinanti come idea.

  7. Tommaso Gerecitano

    dicembre 17, 2013 alle 2:30 pm

    Dove sta scritto che il “nord c’è l’ha più duro”. Ricordo a lor signori, che le escursioni termiche presenti nella nostra regione e le altitudini di alcune zone permettono di realizzare questi tipi vini, che nulla hanno da invidiare ad affermate etichette.

    • Franco Ziliani

      dicembre 17, 2013 alle 3:09 pm

      Tommaso, se lei vuole continuare a pensare che in Magna Grecia ci siano condizioni ottimali per la produzione di metodo classico, condizioni migliori di quelle che esistono in Alto Adige, Trentino, Franciacorta, Oltrepò Pavese e Alta Langa, faccia pure. Non voglio turbare le sue illusioni…

      • Marco Meli

        dicembre 24, 2013 alle 9:02 pm

        Si aggiorni sig.ziliani, legga cosa scriveva guido piovene già’ nel 1957:”Viaggiare in Calabria significa compiere un gran numero di andirivieni, come se si seguisse il capriccioso tracciato di un labirinto. Rotta da quei torrenti in forte pendenza, non solo è diversa da zona a zona, ma muta con passaggi bruschi, nel paesaggio, nel clima, nella composizione etnica degli abitanti. E’ certo la più strana tra le nostre regioni. Nelle sue vaste plaghe montane talvolta non sembra d’essere nel Mezzogiorno, ma in Svizzera, nell’Alto Adige, nei paesi scandinavi. Da questo Nord immaginario si salta a foreste d’olivi, lungo coste del classico tipo mediterraneo. Vi si incuneano canyons che ricordono gli Stati Uniti, tratti di deserto africano ed angoli in cui gli edifici conservano qualche ricordo di Bisanzio. Si direbbe che qui siano franati insieme i detriti di diversi mondi; che una divinità arbitraria, dopo aver creato i continenti e le stagioni, si sia divertita a romperli per mescolarne i lucenti frantumi. Si deve a questo se i viaggiatori stranieri, in Calabria, rimangono disorientati. Non riescono a definirla. La trovano diversa, non solo dalle altre regioni italiane, ma da qualsiasi parte del mondo.” Altro che padania…

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