Viaggio a Reims: un racconto di Claudia Bondi

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L’Ambasciatrice Italiana dello Champagne 2013 racconta in modo personale la sua esperienza

Il “corteggiamento” è durato un bel po’ ma alla fine ce l’ho fatta ad ottenere da Claudia Bondi, fiorentina, 37 anni, sommelier AIS e wine consultant con la società Perle & Perlage, Ambasciatrice italiana dello Champagne 2013, e rappresentante italiana alla finale europea del Concours Européen des Ambassadeurs du Champagne che si è tenuta il 25 ottobre a Epernay e che l’ha vista finalista insieme ai vincitori delle selezioni nazionali svoltesi in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Austria, Germania e Svizzera il racconto della sua avventura francese. E Claudia, che ringrazio per la disponibilità, ha scelto di raccontare questo suo Voyage à Reims attraverso le suggestioni ottenute da quattro grandi Champagne degustati e da quattro introduzioni musicali. Un modo personalissimo e suggestivo di rendere omaggio, lei Ambasciatrice dello Champagne in carica, ad uno dei più grandi e affascinanti vini del mondo. Buona lettura!

Rossini aveva scritto il suo “Viaggio a Reims” immaginando un gruppo di persone che vi si recavano per l’incoronazione di Carlo X. Ogni volta che mi accingo a recarmi nella Champagne, penso sia a quelle note sia al nome “Il Giglio d’Oro”, l’albergo dove sostano i protagonisti. Il giglio, simbolo della mia città, Firenze, ma anche dei re di Francia: e mi piace pensare ad una connessione niente affatto casuale.

E’ trascorso circa un mese dal mio soggiorno-premio in Champagne insieme ai colleghi Ambasciatori delle altre nazioni: ed ora sono a casa, a cercare di mettere a fuoco il turbinio di sensazioni provate. Ecco le mie note di viaggio raccontate tramite 4 etichette che hanno scandito dei momenti topici, in ognuno dei quali suonava una sinfonia diversa.

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LA VALCHIRIA (R. Wagner) – BOLLINGER  “GRANDE ANNEE” 2004

Prologo: una giornata di sole caldo quasi di Provenza. Anche se la particolare luce ed il vento atlantico dichiaravano la matrice settentrionale del luogo. Sono state ore trascorse in maniera variegata, tra vigne pre-fillossera e James Bond.

Interpretazione mirabile dell’annata per un’etichetta conosciuta ai più come la “big” della maison, nata dall’unione di 60% di Pinot Noir e 40% di Chardonnay. La coltre olfattiva è di tessuto damascato, prezioso, con la sontuosità a giocare un ruolo di prima grandezza, tra fiori gialli, marzapane e perfino accenni di ceralacca. La materia stupisce in bocca per i suoi volumi di burro fuso e meringa graffiati da striature quasi mentolate e vivacizzati da una grintosa vena fresco-sapida. Lusso vero, ben lontano dall’essere bling. 92/100

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LE NOZZE DI FIGARO  (W.A. Mozart) – PIERRE PETERS  “LES CHETILLONS” 1996 

Prologo: pioggia come ci si aspetta dal cielo della Marna. Arrivati in azienda, notiamo un grande murales, raffigurante una soirée stile Grande Gatsby. Ed è stata subito allegria, che nel prosieguo si è poi moltiplicata.

Settima bottiglia degustata dopo una verticale di “Cuvée de Reserve”(di millesimi non dichiarati) che aveva già ammaliato gli animi anche dei non devoti allo stile.

Si è detto già tutto sull’annata 1996, e se sommiamo ciò al patrimonio intrinseco della bottiglia, ecco un connubio esplosivo, fomentato da uve parcellizzate ed almeno 6 anni sui lieviti. Bouquet inizialmente ritroso, con reminescenze di cereali e farina di segale che introducono prima mango e pera e poi malva e maggiorana, ed infine alla ribalta effluvi di polveri di cipria. Timbra il palato con aristocratica mineralità, avviluppata da una spirale di freschezza sinuosa. Prosegue dritto per la sua strada molto a lungo: verso il paradiso. 93/100

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L’ELISIR D’AMORE (G. Donizetti)- LENOBLE “CUVEE NATURE DOSAGE ZERO

Prologo: Nome di fantasia per questa maison creata nel 1920 dall’alsaziano Armand-Raphael, e che adesso vede al timone Antoine Malassagne e la sorella Anne. Primo impatto all’insegna del nitore e della lievità, che dopo si sono confermati in pieno.

36 mesi sui lieviti, malolattica qui svolta completamente ed una piccola parte dei vini affinati in legno: ecco la carta di identità per una bottiglia che al naso esibisce un corredo aromatico pieno, sferico, con dei tocchi di frutta matura come pesca bianca e susina. Sensazioni soffuse e diffuse, dunque, che si infondono al gusto sotto forma di una struttura dominata da una volta di armonia: risultato dell’intersezione tra accenti polposi ed attacchi quasi salini. Il tutto all’insegna della più pura cifra stilistica della maison: leggerezza, eleganza e notevole fruibilità. 87/100

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LA TRAVIATA (G. Verdi) – DEUTZ “AMOUR DE DEUTZ” 2005 

Prologo: Un viaggio indietro nel tempo, nell’800. Atmosfera in villa dai tempi deliziosamente dilatati. Maison che in Italia non è conosciuta dal grande pubblico come dovrebbe, che utilizza solo le migliori uve, vinificazione parcellare, e con delle cantine in Ay profonde fino a 55 metri.

Nome suggerito per caso da un amico che soggiornava in villa, ispirato da una scultura raffigurante Cupido. Cuvée nata con l’intenzione di celebrare l’inizio del Terzo Millennio, sosta per 7 anni sui lieviti ed è composta interamente da Chardonnay. All’olfatto incede con una silhouette lussuosa, ricca, che proclama più blasone che grandeur, e che risulta segnata da un intreccio di patisserie gurmande e scorza di mandarino. La coerenza gusto-olfattiva è sorprendente nel suo lineare percorso: una texture setosa con delle trame di mineralità marina. Evocativo di scenari, a partire dal suo nome. 91/100

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Questa settimana è stata un unicum, consegnandoci la chiave di accesso per entrare nel coeur della Champagne, e quindi anche delle persone che vi abitano e che di fatto sono i veri custodi di questa regione che è candidata per diventare Patrimonio Unesco.

Il titolo di Ambasciatore Europeo è poi andato all’amico olandese Nick Beute, premiato nel corso della cena di gala finale: una festa gioiosa per tutti noi che avevamo condiviso tempo prezioso all’insegna del confronto professionale ed umano. E’ proprio grazie ai miei compagni di viaggio che ho iniziato a rapportarmi al vino più famoso al mondo sotto molteplici prospettive. Essere Ambasciatrice dello Champagne per l’Italia non è solo un grande onore: lo ammetto, è anche molto divertente.

Chiudo con una piccola nota di colore: alla cena di gala i tavoli erano stati contrassegnati con il nome di un atteggiamento/sentimento. Quello attribuito all’Italia?  “Seduction”.

Claudia Bondi

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

 

 

 

 

 

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