Franciacorta Brut Cola

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


FranciacortaCola

Avrei voluto raccogliere l’invito di un lettore, Davide, che la scorsa settimana, intervenendo con un commento a questo post pubblicato nell’agosto del 2011 si diceva sicuro che mi possa piacere il Franciacorta non dosato di questo piccolo produttore di Adro, località ad accertata vocazione per la qualità della zona vinicola bresciana.

Non avendo avuto ancora modo di assaggiare questo vino, mi devo “accontentare”, per parlare dell’Azienda Agricola Cola Battista, creata nel 1985 da Battista Cola e ora condotta dal figlio Stefano, 10 ettari di vigneto situati sulle pendici del Monte Alto, nel Comune di Adro e nel Comune di Cortefranca, del vino base, il Franciacorta Brut.

Un vino prodotto in poco più di diecimila esemplari, da un uvaggio di Chardonnay e Pinot bianco, che si affina 24 mesi sui lieviti e si presenta con un dosaggio degli zuccheri di nove grammi litro.

Produzione e carattere dei vini davvero da récoltant manipulant, e vini che ogni volta che li assaggio mi colpiscono per la loro pulizia e piacevolezza, da Franciacorta da gustare sia come aperitivo, sia a tutto pasto con piatti sia a base di pesce e di carni bianche.

ColaBrut

Di recente ho avuto modo di degustare due versioni di questo Brut, non millesimato, quello da uve dell’annata 2010, attualmente in commercio e quello, in fieri, dell’annata 2011.

Del primo ho annotato queste impressioni: colore paglierino oro non di grande intensità, ma di magnifica brillantezza, naso abbastanza maturo e caldo, note di frutta esotica, agrumi, pesca noce, di buona fragranza e ampiezza. Bocca ampia e carnosa di bella sostanza e struttura sostenuta, più larga che verticale, una bella bolla croccante e piacevolezza sapida e nervosa di bella continuità e dinamismo.

Il Brut che sarà ha invece mostrato bel naso citrino sapido di larga consistenza, abbastanza maturo e ricco, con note di ananas e pompelmo, una bella vena salata minerale. In bocca gusto molto ampio strutturato con un buon bilanciamento e una bella consistenza e una indubbia piacevolezza, con ricchezza di carattere e una vena di mandorla precisa sul finale. Per chi predilige la tipologia Brut un Franciacorta di sicura affidabilità.

Azienda Agricola Cola Battista
Via indipendenza,3 (ex via s.Anna, 22)
25030 Adro (BS) Tel. 030 7356195
e-mail: info@colabattista.it  sito Internet http://www.colabattista.it/

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

 

 

5 commenti

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5 commenti

  1. Franco Ziliani

    dicembre 2, 2013 alle 10:50 am

    Stefano Cola letto l’articolo mi ha inviato via mail questa precisazione:
    “il 2011 assagiato con Tom Stevenson era non dosato non colmato e per essere una versione brut ho detto tutto) e senza l’aggiunta di solforosa, aperto il giorno prima !!
    La nota di leggero ossidato con senzazione di mandorla amare se dovessi giustificare questo vino tecnicamente ti direi questa sensazione e’ dovuta alla mancata solforosa il campione avena 39 tot e <9 libera mancava una copertura ed un adeguato affinamento in bottiglia".
    Eppure era davvero molto buono, ancora complimenti a Cola!

  2. Luigi Spanone

    dicembre 2, 2013 alle 10:59 am

    Ziliani, non ha mai pensato di fare una bella panoramica generale su Champagne e Franciacorata a confronto? Sarebbe interessante capire dove è più forte uno, dove l’altro soprattutto in rapporto ai prezzi. Un bel confronto oggettivo ci farebbe comodo, magari si riesce a sfatare il mito secondo cui il Franciacorta costa troppo rispetto alla qualità e se si spende più di 50 euro a bott. allora conviene lo champagne. Lei cosa ne pensa a riguardo? E cosa risponde a chi sostiene che il terroir franciacortino non sia così vocato come l’equivalente francese?

    • Franco Ziliani

      dicembre 2, 2013 alle 4:05 pm

      Luigi, quello che propone é a mio avviso sbagliato. Un conto é lo Champagne e un conto é la Franciacorta. Nulla in comune, solo un metodo di produzione dei vini. Metterli a confronto non ha alcun senso

  3. Zakk

    dicembre 2, 2013 alle 8:24 pm

    Ho avuto modo di assaggiare extra brut e non dosato 2009(?) di Cola due domeniche fa presso la manifestazione organizzata dall’enoteca Vino e Dintorni di Chiari (bs): mi son proprio piaciuti, dritti e filanti senza fronzoli, leggiadri e tesi.
    Azienda da seguire, sperando che, pur piccolo come numeri, riesca a mantenere costanza qualitativa.
    Ziliani, provi a esortare i piccoli produttori franciacortini a provare a resistere e tenere un po’ di vino di riserva per le annate successive, secondo me potrebbe essere la strada affinchè ognuno trovi il proprio stile riconoscibile.

  4. zakk

    dicembre 2, 2013 alle 10:35 pm

    io invece penso che il confronto abbia un senso, no per decretare chi è il migliore, ma per vedere quali differenze ci sono tra due territori e due climi diversi usando stesse uve e stesso metodo di vinificazione.
    Ziliani, lei non ha mai partecipato a comparazioni tra barolo, barbaresco, gattinara, bramaterra…. secondo me servono a capire quali sono le caratteristiche di zone diverse.
    Altrimenti non si potrebbero nemmeno paragonare i vini di due produttori vicini di casa, che hanno vigneti diversi pur nella stessa denominazione.

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