La Franciacorta onora due splendidi giovani ottantenni: Gualtiero Marchesi e Franco Ziliani

Baffelli-Ziliani-Marchesi

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E’ stato bellissimo partecipare lunedì sera, presso l’Hotel Touring a Coccaglio, all’incontro, con relativa conviviale, organizzato dal Rotary Club Brescia Franciacorta Oglio presieduto dall’amico Adriano Baffelli (già ottimo direttore del Consorzio Franciacorta).

Un incontro organizzato per festeggiare due giovani più che ottantenni, classe 1930 l’uno e classe 1931 l’altro, che hanno dato lustro alla Franciacorta: il più grande cuoco italiano, il maestro Gualtiero Marchesi, che per anni ha “officiato” ad Erbusco, presso l’Albereta, e “l’inventore” della Franciacorta intesa come zona produttrice di metodo classico, l’uomo di cui mi onoro di essere l’omonimo, (senza alcun rapporto di parentela) l’enologo e grande imprenditore del vino Franco Ziliani.

Splendida l’idea di chiamare questi due grandi uomini, che onorano l’enogastronomia italiana e che meriterebbero, come l’hanno meritato il direttore d’orchestra Claudio Abbado, l’architetto Renzo Piano, il fisico nucleare Carlo Rubbia e la neurobiologa dell’Università Statale di Milano Elena Cattaneo, di essere nominati senatori a vita, a raccontarsi in breve, a delineare, come hanno fatto, brillantemente, con scintillante lucidità ed estro, i loro percorsi professionali e di vita.

Sarebbe stato istruttivo e didattico registrare l’intera conversazione a quattro voci e proporla, a futura memoria, non solo a tutti coloro che operano nel campo del cibo e del vino, ma alle giovani generazioni, a dimostrazione di come si possano avere i capelli bianchi, e qualche annetto, ben portato, e saper guardare avanti al futuro, con sempre nuovi stimoli e voglia di fare.

Marchesi-Ziliani-Rotary

Stimolati a dovere dalle domande intelligenti di Baffelli, una persona che sono in tanti in Franciacorta a ricordare con tanta simpatia e stima, i due “diversamente giovani” hanno regalato ricordi, aneddoti e piccole storie, all’insegna di un “confesso che ho vissuto” che ha emozionato tutti noi che abbiamo partecipato (tra i presenti anche due figli di Franco Ziliani, Arturo e Paolo, i due vicepresidenti del Consorzio Franciacorta, Maddalena Bersi Serlini e Silvano Brescianini, oltre al past president, anche di quel distretto rotariano, Ezio Maiolini) alla serata.

Tra gli spunti più interessanti emersi dalla conversazione, l’ammissione di Gualtiero Marchesi secondo il quale la sua permanenza in Franciacorta ha migliorato tantissimo la propria cucina e l’annotazione secondo la quale la Franciacorta è cresciuta come vino ma non come territorio, e che deve darsi davvero molto da fare per migliorare da un punto di vista dell’offerta culturale e turistica, della qualità dei luoghi e non limitarsi a fare vini di qualità.

Gualtiero

Scoppiettante, e franca, la risposta di Franco Ziliani alla domanda di Baffelli su cosa pensasse delle recenti dichiarazioni del presidente del Consorzio Franciacorta Maurizio Zanellaleggete qui – che ha sostenuto che la Franciacorta potrà addirittura fare meglio della Champagne. Il patron della Guido Berlucchi, notorio champagnista, come ha confermato anche lunedì sera ribadendo che “lo Champagne è il più grande vino del mondo”, ha confessato “negli ultimi anni ho un po’ dimenticato lo Champagne, anzi non capisco più tanti Champagne come mi accadeva in passato quando ricevo uno Champagne tra dieci vini. Secondo me la Champagne deve tornare un po’ indietro e fare vini meno maturi, meno alcolici, più eleganti”. Come quelli che gli piacevano tanto in passato.

FrancoZiliani

Secondo Franco Ziliani Maurizio Zanella fa benissimo a fare dichiarazioni “robuste”, così l’ha definita, come quella recente, che fanno bene all’immagine e all’orgoglio franciacortino, dichiarazioni il cui effetto Zanella sa ben calcolare e prevedere. A suo parere la Franciacorta negli ultimi dieci anni ha guadagnato tanta strada nei confronti della Champagne e affermando una propria personalità, ha guadagnato tutto quello che poteva guadagnare e credo che di più non possa fare a meno di dar vita a studi e ricerche speciali sul proprio territorio, su microaree speciali. Io mi auguro che in Franciacorta si continui a produrre così bene. Sono contento di quello che ho fatto e mi sono divertito, ora vedremo cosa riusciranno a fare i miei figli”.

E’ quello che pensiamo in tanti, consapevoli che se i franciacortini di oggi sapranno farsi contagiare dalla capacità di sognare e dare corpo ad utopie che ha animato un pioniere come Franco Ziliani, e dalla ricerca dell’equilibrio e dell’armonia, che ha sempre contraddistinto l’arte di Gualtiero Marchesi (ricordo ancora il mio primo pranzo da lui, giusto trent’anni fa a Milano in via Bonvesin de la Riva) alla Franciacorta nessun traguardo sarà mai precluso.
Auguri Franco & Gualtiero e grazie di tutto cuore per il vostro meraviglioso esempio…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

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