Oltrepò Pavese metodo classico Brut Cuvée Cà del Tava Monsupello

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
8


MonsupelloCàdelTava

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Datemi pure del monotono, ma cosa ci posso fare se quando mi capita di assaggiarli i vini di determinate aziende e non di altre finiscono con il convincermi sempre? E così, grazie alla degustazione che ho fatto recentemente in quel di Stradella, anche se ne avevo già scritto due volte quest’anno, in versione Rosé, e relativamente al Nature Pas Dosé, mi “tocca” tornare a scrivere su una delle aziende simbolo, simbolo di virtù enoica e di coerenza, oltrepadane, il Monsupello di Torricella Verzate.

Inutile ripetere per l’ennesima volta quanto sia legato a quest’azienda che conta su 50 ettari vitati di proprietà, posti su terreni calcarei tufacei con marne al pliocene situati nella prima fascia collinare dei comuni di Torricella Verzate e Oliva Gessi, e su una produzione che raggiunge quota 200 mila bottiglie, di cui ben60 mila destinate alla produzione di metodo classico e al ricordo del suo indimenticabile fondatore Carlino Boatti (scomparso tre anni orsono ma sempre ben presente nella memoria di chi abbia avuto il piacere di conoscerlo) una persona splendida il cui lavoro è oggi continuato dalla moglie Carla e dai figli Pierangelo e Laura ben coadiuvati da un enologo serio come Marco Bertelegni.

I metodo classico di Monsupello, azienda che produce anche altri vini interessanti, dall’Oltrepò Pavese Barbera I Gelsi, al Rosso Great Ruby, al Pinot nero 3309, al Riesling Renano, allo Chardonnay Senso, per citarne solo alcuni, mi convincono sempre e mi sembrano esemplificare bene la giusta via che la spumantistica metodo classico oltrepadana deve intraprendere. Sono vini, come ho già scritto, il cui modo di proporsi è, dal punto di vista nominativo, molto particolare, perché alcuni sono proposti come Doc Pinot nero Oltrepò Pavese, per uno si utilizza la menzione, ormai pressoché desueta, di Classese, nel caso di un paio d’altri si riporta in retro-etichetta semplicemente la dizione “vino spumante di qualità”.

Oggi mi piace segnalarvi una cuvée di cui non avevo ancora scritto, a differenza del Monsupello Brut, del Nature, del Brut Classese millesimato, dell’ottimo Rosé, non Cruasé, per il semplice motivo perché non mi aveva ancora totalmente convinto, ma che riassaggiata, alla cieca, insieme ad altri vini, mi ha colpito per la sua particolarità. Parlo della cuvée denominata Cà del Tava che ha una composizione insolita: 60% Pinot Nero, 10% Chardonnay affinato in acciaio, 30% Chardonnay affinato in legno, di varie annate.

Un metodo classico oltrepadano con ben il 40% di Chardonnay? Non sia mai, diranno i pasdaran del Pinot nero in purezza! Invece, da vigneti di trent’anni d’età posti nella fascia collinare di Torricella Verzate, terreno calcareo, esposizione sud ovest, 4000 ceppi per ettaro, allevamento a guyot, vigneti dove viene effettuato l’inerbimento “per creare un più equilibrato rapporto chioma-radice della vite e per salvaguardare gli insetti utili al vigneto; per lo stesso motivo vengono utilizzati antiparassitari a basso impatto ambientale ed evitato l’utilizzo di diserbanti chimici”, si ottiene un metodo classico tremendamente gastronomico, che l’azienda suggerisce di accostare “a salmone fumè, ostriche, frutti di mare (lumache, ricci, gamberi, cozze), capesante, risotto allo scoglio, tagliolini ai crostacei, branzino alla ligure, dentice, orata, rombo, ideale con il fritto misto”, ma che io personalmente vedo abbinato anche a carni bianche oltre che pesci in preparazioni saporite e salsate, di grande personalità.

Un metodo classico, le cui fasi di preparazione vengono così minuziosamente raccontate sul sito Internet aziendale: “la vinificazione in bianco ha inizio con la pressatura soffice dell’uva intera, che porta alla separazione del mosto dalle vinacce; in contenitori diversi si separano il mosto fiore (ovvero il primo 50% di sgrondo liquido di pressatura, più fruttato, acido e fine) dal mosto di seconda pressatura. Il mosto fiore, chiarificato e travasato dopo circa un giorno, viene fatto fermentare in vasche d’acciaio ad una temperatura controllata di 18 °C.

CadelTava

La cuvée di Cà del Tava viene preparata assemblando le migliori riserve di Pinot Nero e Chardonnay di diverse annate ad un 50% di Pinot Nero dell’anno di produzione. La cuvée di Pinot Nero e Chardonnay subisce una stabilizzazione proteica e una filtrazione; nel “tiraggio” viene messa in bottiglie champagnotte insieme ad una liqueur de tirage, composta da vino, zucchero e lieviti selezionati.

Le bottiglie vengono tappate con bidule e tappo a corona e accatastate in cantina a rifermentare ad una temperatura costante di 12°C; l’affinamento di post-fermentazione sulle scorze di lievito dura almeno 60 mesi, prima di passare al remuage delle bottiglie sulle pupitres. Nella fase di degorgement, la bottiglia viene stappata, viene eliminato il residuo dei lieviti di rifermentazione e viene aggiunta la liqueur d’expédition”.

Il risultato è un vino dal perlage particolarissimo che si sviluppa in verticale da alcuni punti nel bicchiere e mostra, oltre ad un colore paglierino oro, una certa grassezza. Il naso è molto ricco, maturo, strutturato, tutto frutta esotica, ananas pompelmo, frutta gialla, note confettose, e sviluppo pieno e vinoso.
In bocca è largo sul palato, imponente, estrattivo, non particolarmente dinamico e fresco, ma dotato di ampiezza, consistenza, potenza, difetta un po’ di nerbo e slancio e sembra quasi più un vino che un metodo classico, ma se questo era il progetto ed il disegno compositivo del Cà del Tava devo dire che il risultato è pienamente conseguito e che il vino, anche se non con la facilità e la piacevolezza assoluta e nervosa degli altri metodo classico di Monsupello, si fa bere benone.

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

3 commenti

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3 commenti

  1. Fabrizio Bandiera

    ottobre 29, 2014 alle 1:56 pm

    C’é qualcosa che non torna, il disciplinare dell’Oltrepò Pavese Metodo Classico prevede minimo 75% di Pinot Nero.
    Se questo ne ha 10%+30% non può essere DOCG

  2. Fabrizio Bandiera

    ottobre 29, 2014 alle 1:57 pm

    10%+30% di Chardonnay… intendevo

  3. Marco Bertelegni

    marzo 6, 2015 alle 11:19 am

    Cà del Tava infatti non è DOCG, ma sempliocemente DOC fino al fine 2014. Dal 2015 tutti gli Spumanti metodo classico di Monsupello sono VSQ. Parte di essi restano DOCG fino alla sboccatura per poi esser declassati.

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