Lessini Durello metodo tradizionale classico Pas Dosé 2009 Fongaro

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Durella
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


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Mancano pochi giorni all’appuntamento con la tre giorni, che prenderà avvio venerdì 22 e continuerà sino a domenica 24, di Durello & Friends, ovvero “Bollicine native diverse per natura” rassegna organizzata dal Consorzio tutela vino Lessini Durello in quel di Soave. Sarà una bella occasione per seguire un convegno, venerdì pomeriggio, e per assaggiare tutti i Lessini Durello, metodo classico e metodo Charmat (e anche fermi) e “bollicine” originali, che io mi rifiuto di chiamare “spumanti” prodotti dalla Valle d’Aosta sino alla Sicilia.
Ci sarà anche l’occasione, oltre che per scoprire chi riceverà il Premio giornalista Durello, ristoratore Durello e Ambasciatore Durello 2013 (gli spiritosi non propongano, please, Rocco Siffredi…), per saperne di più su una ricerca-sondaggio, che io ho già definito “la scoperta dell’acqua calda”, e per fare una full immersion in una piccola denominazione veneta che pian piano, con 17 produttori aderenti al Consorzio, circa 700 mila bottiglie prodotte, 366 ettari sulle colline veronesi e 107 ettari su quelle vicentine, con 428 viticoltori e 22 aziende, si sta ritagliando uno spazio, distintivo, originale, in quel mondo della spumantistica veneta che è dominato dal Prosecco. Docg e soprattutto Doc.
In attesa di partecipare a questa manifestazione, venerdì e la mattinata di sabato, voglio segnalare un Lessini Durello metodo classico che mi è particolarmente piaciuto nell’ambito di una degustazione di una ventina di campioni fatta a Soave giusto un mese orsono. Un vino di una tipologia, il Pas Dosè, che apprezzo particolarmente e che vedo con piacere estendersi anche nell’ambito del Durello.
Il vino è proposto da un durellista metodo classico della prima ora, un’azienda creata nel 1975 da Guerrino Fongaro. Come scrive sul proprio sito Internet “Quando nel 1975 Guerrino Fongaro decise di tornare nella terra natia dopo un esilio durato 40 anni, sapeva perfettamente che quello che stava facendo era al di fuori di qualsiasi logica di mercato.
Era la soddisfazione di creare qualcosa di unico. Era la voglia di dimostrare che un diverso tipo di agricoltura era possibile. Era la voglia di confermare che alla fine l’amore per la propria terra ripaga sempre. Furono in molti a giudicare bizzarre queste scelte: vigneti di nuova concezione, impianti di irrigazione a goccia, quando all’epoca se ne vedevano solo in Israele, reti anti grandine per proteggere i raccolti, un’agricoltura che ripudiava la logica delle grandi produzioni e l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi, ma soprattutto una fiducia incondizionata in un vitigno autoctono che nessuno aveva finora pensato di utilizzare: la durella”.

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Una varietà speciale “che per la forte acidità fissa naturale è da sempre stata venduta ai francesi o ai piemontesi per rafforzare i propri vini destinati alla spumantizzazione. Un’ uva che fino ad allora nessuno aveva mai pensato potesse rappresentare la base per uno spumante unico ed inconfondibile. Grazie anche alle tecniche di spumantizzazione apprese dai maestri della Franciacorta, Guerrino, decise infatti di puntare tutto sulla realizzazione di spumanti metodo classico, a lunga fermentazione in bottiglia”.
E questo lavoro di trent’anni si è dimostrato vincente, anche grazie “all’indissolubile binomio vitigno-terreno: la cantina, infatti, sorge su terreni vulcanici che conferiscono all’uva Durella spiccate proprietà minerali valorizzate poi dal lungo processo di rifermentazione in bottiglia”. Nella vasta gamma di metodo classico di Fongaro, produttore in quel di Roncà, il Pas Dosé, di cui viene prodotta anche una versione riserva, con permanenza sui lieviti non solo di 30 ma di 48 mesi, occupa il posto del vino di maggiore carattere.
Uve provenienti dalle colline a Nord Est di Verona, nella zona dei Monti Lessini, vigneti su terreni di origine vulcanica allevati a tendone veronese corto, raccolta delle uve, a mano e in cassette, scalare a seconda del grado di maturazione, vinificazione che prevede pressatura in modo soffice con temperatura sui 10-12° gradi, prima fermentazione in vasche termo-controllate con temperatura intorno ai 15-18° gradi con tempo medio di fermentazione nelle vasche di 20 giorni e presa di spuma con i propri lieviti in aprile.
E infine l’affinamento sui propri lieviti in bottiglia, non inferiore ai 30 mesi. Remuage sur pûpitres: a maturazione ultimata, le bottiglie sono prelevate dalle cataste ed infilate per il collo nelle pûpitres, vengono ruotate a mano ogni giorno per circa 30 giorni, al termine dei quali si esegue la sboccatura.
Nel caso del Pas Dosè al momento della sboccatura viene effettuato solamente il rabbocco con lo stesso vino. Il risultato, il mio assaggio è stato di un campione, di annata 2009, con sboccatura dichiarata del 23 aprile di quest’anno (complimenti ai durellisti metodo classico: praticamente tutte le retroetichette riportano la data esatta di sboccatura e non solo l’anno, come avviene in Franciacorta), è un vino di grande dinamismo e freschezza.
Colore paglierino brillante di grande vivacità e brillantezza, si propone con un naso fresco, intenso, cremoso, con bella vena di mandorla fresca, agrumi, fieno e fiori bianchi e continua con un attacco in bocca ben secco, croccante, molto sapido, con una bolla che si fa sentire ma non è aggressiva, un’acidità calibrata, grande nerbo e dinamismo, con continuità e bello sviluppo e persistenza lunga e salata.
Se vorrete proporlo come aperitivo, o come abbinamento a dei saluti o al classico baccalà alla vicentina, sarà un ottimo abbinamento.

FONGARO SOCIETA’ AGRICOLA S.S.
Via Motto Piane, 12 – 37030 – RONCA’ (VR)
Tel. & Fax +39.045.7460240
Mobile +39.346.5029560
Email: info@fongarospumanti.it
sito Internet http://www.fongarospumanti.it/

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

1 commento

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Un commento

  1. Davidao

    dicembre 16, 2013 alle 9:15 pm

    Provato anch’io…
    L’ho trovato molto elegante,lo definirei un vino un po’ “intellettuale” nell’accezione positiva del termine, sia chiaro. L’ho accompagnato a polpette fritte di baccalà, si, ci stanno bene, molto bene.
    Il mio primo pensiero è stato questo: non è un vino piacione, non è un vino per tutti.
    O meglio, se lo si serve ad amici non particolarmente appassionati di bollicine non aspettiamoci l’applauso, nonostante potrebbe accompagnare il pasto alla perfezione. D’altro canto abbiamo un amico che ricerca vini originali, con eleganza e personalità, non omologati è un centro perfetto.

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