Oltrepò Pavese Brut metodo classico Oltrenero Tenuta Il Bosco

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
9


OltreneroCuvéeBrutIlBoscoFOR THE ENGLISH VERSION CLICK HERE

Incredibile ma vero: anche in Oltrepò Pavese, nella terra dove, l’ho scoperto solo sabato, non bastava il Consorzio tutela vini O.P., bisognava inventarsi anche il Distretto del vino di qualità dell’Oltrepò Pavese, presieduto da un personaggio, Fabiano Giorgi, già vice presidente del Consorzio stesso, si possono inventare e organizzare delle cose fatte bene.

Forse basta affidarsi a forze nuove ed entusiaste, a giovani irriverenti il giusto e pronti a rischiare, per vedere di togliere la ragnatela e la muffa spessa che aleggia non solo nelle cantine oltrepadane. Avevo annunciato qualche giorno fa, qui, la degustazione di metodo classico oltrepadani, esattamente 21 vini, prodotti dalle seguenti aziende

Anteo Vini
Bruno Verdi
Conte Vistarino
Giorgi
Malpaga
Mazzolino
Monsupello
Scarpa Colombi
Il Bosco (Zonin)
Vinicola Broni

Degustazione che avrei fatto sabato 16, in quel di Stradella (e per tutto il viaggio da Bergamo all’Oltrepò mi sono ascoltato, con qualche brivido di emozione, la musica di Paolo Conte, Genova per noi, Il nostro amico Angiolino, Via con me, Un gelato al limon e la Fisarmonica di Stradella, pensando ad un amico e collega indimenticabile come Francesco Arrigoni, che Conte adorava…).

Una degustazione resa possibile, voglio ricordarlo e sottolinearlo complimentandomi pubblicamente con i loro artefici, che sono giovani, ambiziosi e capaci, da Fabrizio Calì a Stefano Torre di Enoconsulting a Salvatore Trotta, da Wine Not Italy, un’agenzia di marketing e comunicazione dedicata alla valorizzazione del settore viti-vinicolo dell’Oltrepò in campo internazionale, che é offerta di darmi una mano e organizzare, espressamente per me, un momento di degustazione dedicato ai metodo classico di una serie di aziende oltrepadane.

bottigliebendate

Non so come abbiano fatto, quale misterioso e convincente metodo di persuasione abbiano utilizzato, ma sabato all’appello i vini promessi c’erano tutti, serviti alla temperatura giusta e impeccabilmente presso l’attrezzato laboratorio di Enoconsulting, e io sono stato messo in condizione di fare bene il mio lavoro di assaggiare con calma, fare le mie considerazioni e prepararmi per la seconda parte del programma, l’incontro con i produttori dei vini degustati (erano presenti quasi tutti nonostante fosse un sabato pomeriggio).

stradella pv - ldp 40 - il mondo web interroga gli spumanti oltrepo - nelle foto il famoso enolo franco ziliani con i co-fondatori di winenot salvatore trotta e fabrizio calì -con il giovane enologo  stefano torres (giacca chiara e cravatta gialla)   foto torres

Già il posto dove si è svolto l’incontro predisponeva al buon umore, perché ero in casa di quel grande ristoratore, patron, difensore dei colori oltrepadani a tavola che è Giorgio Liberti, ovvero al Ristorante Prato Gaio di Montecalvo Versiggia (bivio per Volpara), dove ho incontrato un altro vecchio amico, Roger Marchi.

E così finita la degustazione in attesa di incontrare i produttori io ed il team di Winenot, pescando da un menu che indurrebbe a dire “portami tutto, Giorgio”, ci siamo deliziati il palato, oltre che con una coppa suprema con due anni di stagionatura (da gastro-orgasmo) con queste prelibatezze assolute: Agnolotti di stufato di manzo al sugo di stufato, Ganascino di vitello brasato al Riesling nel suo intingolo di verdure e polenta, Salame di cioccolato con pistacchi, mandorle, e crema di cachi.

fotogruppoPratoGaio

E poi c’è stato l’incontro, disteso, positivo, utile (io credo) con i produttori, del quale, come di tutti i vini degustati, riferirò in un post che scriverò nei prossimi giorni. Svariati i vini che mi sono piaciuti (penso che pubblicherò tutte le note di degustazione con le mie valutazione) ma le sorprese più positive non mi sono arrivate da soliti noti, della qualità, come Monsupello e Bruno Verdi, ma da outsider, almeno per me che non li conosco, da Tenuta Malpaga e Scarpa Colombi.

E ancora, ecco spiegato questo post dedicato ad un loro vino, da un’azienda il cui nome (e la cui proprietà) sbalordirà forse qualcuno, ma non me che questa tenuta conosco da illo tempore e che il savoir faire di chi ci lavora, in primis il direttore ed enologo Piernicola Olmo, rispetto.

Sto parlando della Tenuta Il Bosco di Zenevredo, acquistata nel 1987 dalla famiglia Zonin, e parte dei Gianni Zonin Vineyards, ovvero delle tenute della casa vinicola Zonin. Dai 30 ettari iniziali oggi la tenuta è passata a 152 ettari di vigneto di proprietà ed il metodo classico, denominato Oltrenero, viene prodotto sia in versione Brut che Rosé Cruasé. Abbastanza buono anche il Cruasé, ma il vino che mi ha convinto, sicuramente uno dei migliori della mia degustazione è stato, sorprendentemente, l’Oltrenero Brut, non millesimato, ma da uve della vendemmia 2010, ottenuto dalle migliori uve Pinot Nero 100% provenienti da un singolo vigneto sito in collina con pendenze del 35, viti di oltre 20 anni allevate a Guyot, con resa di circa 80 quintali per ettaro.

Per le modalità di vinificazione voglio riportare i dati della dettagliata scheda tecnica: “dopo la leggera pressatura delle uve intere, raccolte in cassette, con un’estrazione del 45% di mosto fiore, avviene la decantazione statica per 12 ore a 16°C. La fermentazione alcolica si svolge per 12 giorni a 18°C ed il vino matura sur lie sino al luglio successivo alla vendemmia quando si procede all’aggiunta del liqueur de tirage per la presa di spuma che si protrae per 24 mesi fino al dégorgement e la contemporanea aggiunta del liqueur d’expédition per ottenere un residuo zuccherino di 4 g/l”.

Prima che qualche “pirla”, per dirla alla milanese, passi ad accusarmi di essermi “venduto” perché scrivo, e bene, di un metodo classico di un’azienda proprietà della Zonin, voglio fare il mio bravo outing. E voglio raccontare che in un’altra vita, ormai molti anni fa, ho avuto il piacere di collaborare ad un progetto di una certa importanza, direttamente con il cavalier Gianni Zonin (lui allora era presidente dell’Unione Italiana Vini ed io firma brillante del Corriere Vinicolo) e con quel galantuomo di Franco Zuffellato (suo cognato) allora responsabile del marketing, ma chiusa quella bella e interessantissima esperienza professionale, che mi ha insegnato un sacco di cose, ho mantenuto la mia totale indipendenza, con libertà di critica (come dimostrato qui e qui) pur mantenendo cordiali rapporti con due figli del cavaliere, Francesco e Domenico.

Oltrepònovembre 2013WineNot 004

Premesso questo, vengo al vino, che degustato assolutamente alla cieca mi ha convinto, anche se teoricamente la sua formula Pinot nero 100% si scontra con la mia convinzione che un filo di Chardonnay farebbe del bene, in termini di eleganza e bevibilità, a molti metodo classico oltrepadani. Colore paglierino scarico, brillante, bel perlage sottile e continuo, naso fresco, fragrante, con una bella nota sapida, incisiva, fresca, scattante, con note di mandorla e agrumi di definizione nitida e pulita e accenni delicati di frutti rossi di bosco a comporre un insieme molto piacevole.

Notevole incisività al gusto, ben secco, con nerbo acido preciso, ricchezza di sapore, acidità scattante, dinamismo e mineralità, con finale molto persistente e appuntito e grande piacevolezza. Un gran bel vino, niente da dire, chapeau a chi l’ha prodotto.

P.S. per Piernicola Olmo, direttore della Tenuta
Come vede Olmo, pur avendo le mie idee sulle grandi aziende, non ho problemi a scrivere bene di un vino di una grande azienda se questo vino mi piace. Io rispetto e riconosco il lavoro altrui.

Forse sarebbe opportuno che altrettanto imparasse a fare anche lei, evitando, come ha fatto nel corso del dibattito al Prato Gaio, di prendermi in giro chiamandomi dottore (cosa che non sono) e dicendo che lei di vino non ne capisce e che non è un esperto come me. Lasciando così intendere che io di vino non capisca un tubo, a differenza da un tecnico come lei, che di vino dovrebbe sapere tutto. Mentre noi giornalisti, é un vizio di voi enologi considerarci così, non capiremmo niente…

Questi giochini un po’ infantili lasciamoli agli sciocchi. Non sono così cretino e presuntuoso da pensare di saperne sul vino come ne sa lei o di pretendere, come fanno alcuni “colleghi” cialtroni, di venire ad insegnarle come lo deve fare. Lei faccia il suo mestiere, da tecnico ed enologo, produrre il vino, che io faccio il mio, ovvero raccontarlo e scriverne.

Con reciproco rispetto, accettando il gioco delle parti. Come intelligenza, buon gusto e buona educazione richiedono.

Ioindegustazione

Tenuta Il Bosco
Località Il Bosco
27049 Zenevredo (PV)
tel.+39 0385 245326
fax. +39 0385 245324 http://www.ilbosco.com/

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

7 commenti

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7 commenti

  1. Franco Ziliani

    novembre 18, 2013 alle 3:07 pm

    un lettore mi ha inviato via mail queste riflessioni:
    “Franco, in riferimento alla querelle con Olmo, mi permetta un appunto: ma vale davvero la pena chiudere in polemica un articolo godibile? ma d’altro canto più e più volte leggo una vena di polemico fastidio nei suoi articoli e lo reputo oggettivamente un peccato ancor prima che un disturbo alla lettura”.
    Sono considerazioni che meritano una risposta.
    Cosa avrei dovuto fare?
    a) dovevo parlare bene del vino, che mi era piaciuto, facendo il brillante ed il superiore?
    b) dovevo evitare di scrivere del vino visto che il tecnico che l’ha prodotto si era comportato in quel modo con me?
    c) dovevo contattare privatamente il tecnico e dirgli quello che gli ho scritto nel finale del post?

    Scartando la seconda soluzione e non essendo ancora così uomo di mondo da scegliere la prima ipotesi, ho fatto come ho fatto, unendo le lodi al prodotto e all’azienda alle osservazioni rivolte al tecnico.
    Questo modo di fare risulterà per qualche lettore “un disturbo alla lettura”?
    Mi dispiace, vorrà dire che perderò quel tipo di lettore, perché io non riesco ad essere falso ed ipocrita e dire che tutto va bene quando invece non va.
    Se quel lettore che mi ha inviato quel rilievo non ha capito che la vis polemica é sostanziale al mio stile e al mio modo di scrivere di vino, forse era distratto, o forse non propongo il tipo di informazione sul vino che lui cerca.
    Ma poiché Internet é ricchissimo di alternative, può tranquillamente accomodarsi altrove.

  2. Alessandro

    novembre 18, 2013 alle 4:28 pm

    Non conosco il tecnico nominato ma la critica finale, per non dire l’invito che Ziliani gli rivolge, mi sembrano sacrosanti. Ognuno deve fare il suo mestiere con rispetto del mestiere degli altri. Sarebbe bello che questo signore si scusasse qui e con lui tutti quelli che la sanno lunga e in Oltrepò sono tanti.

    • Franco Ziliani

      novembre 18, 2013 alle 5:45 pm

      quel signore non si scuserà né qui né privatamente con me.
      Affari suoi. Ma che non lo faccia l’importante azienda per cui lavora é preoccupante…
      Si vede che condividono l’atteggiamento e le parole nei miei confronti del loro dipendente

  3. S.C.

    novembre 19, 2013 alle 11:01 am

    Mi sorge spontaneo dire che per valutare quell intervento bisognava essere presenti al dibattito, per mia fortuna ero presente. credo che una critica come una polemica sono utilissime se a scopo costruttivo… purtroppo nel contesto in cui ci trovavano quella polemica è risultata fuori luogo oltre che in toni poco educati… a sto punto mi chiedo: Perchè i panni sporchi non ce li laviamo in casa?!?! come sottolineato dal tecnico in questione vi era stata una riunione nei giorni precedenti tra i produttori di cruasè per stilare un nuovo regolamento/disciplinare… era il caso in sede pubblica di rivangare la stessa questione?!?! ci sono posti, momenti e situazioni per parlare in modo coerente con senso all argomento, quell uscita ribadisco era fuori luogo… inoltre si trattava della presentazione di una nuova “identità promozionale” formata da giovani che proponevano un modo diverso di promuovere il territorio ed i produttori… forse qualche scusa sarebbe dovuta anche a loro…

  4. Piernicola Olmo

    novembre 19, 2013 alle 11:44 am

    Gentile Franco,
    mi permetto di scrivere queste poche righe per chiarire i miei commenti seguiti alla sua presentazione. Innanzitutto mi scuso se ho usato il termine “dottore”, il mio voleva essere un modo rispettoso di chiamarla anche se, a ragion veduta, in effetti mi sarei dovuto informare meglio. In futuro, quindi, mi riprometto di chiamarla evitando tale termine, ma mantenendo intatto il rispetto nei suoi confronti, che leggo, felice, essere reciproco.
    In secondo luogo, quando ho detto che lei è più esperto di me, ne sono senza dubbio convinto. Io conosco a memoria ogni singolo metro quadro dell’azienda che ho il piacere di dirigere dal 1987, ma non posso sicuramente dire di aver avuto la possibilità di assaggiare il panorama vinicolo che, attraverso il suo lavoro, lei incontra ogni giorno. Facciamo due mestieri diversi, ma complementari. E che trovano giovamento da un sano confronto. Se lei ricorda il metodo classico prodotto anni fa nella Tenuta Il Bosco, questo presentava una certa percentuale di Chardonnay. Abbiamo poi ultimamente optato per un Pinot Nero al 100% perchè credo che nella zona in cui siamo il vitigno suddetto si esprima al meglio in purezza, specie nella versione rosé. Magari sarebbe bello riparlarne insieme davanti a diversi campioni “di studio”! Non rubo altro spazio al suo blog, anzi ringrazio sin d’ora per la disponibilità e il bel post sull’Oltrenero, che, da enologo, é la cosa che mi riempie più d’orgoglio e che condivido con gioia con tutti i miei collaboratori.
    Alla prossima occasione di incontro, con immutata stima,
    Piernicola Olmo

    • Franco Ziliani

      novembre 20, 2013 alle 1:11 pm

      episodio chiuso e scuse accettate, ci mancherebbe
      cordialità

  5. Mario Gagliardi

    novembre 21, 2013 alle 9:27 pm

    Gentile Franco , buonasera . Sono felice che ti siano piaciuti alcuni vini rifermentati di questo magico territorio . Vedrò di procurarmi una bottiglia del vino al quale tu assegni questa buona valutazione . Sono convinto che l’Oltrepò , nel prossimo futuro , ci riserverà entusiasmanti novità . Ti saluto cordialmente .

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