Franciacorta Collezione Grandi Cru 2007 Cavalleri

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
10


CollezioneGrandCruCavalleri

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La storica azienda di Erbusco rientra nel Consorzio Franciacorta

Nella settimana che mi ha visto impegnato, da lunedì a venerdì, a degustare qualcosa come 320 Franciacorta in compagnia del collega inglese e ormai amico Tom Stevenson, un’esperienza che mi ha insegnato moltissimo e di cui scriverò con più calma nei prossimi giorni, e che considero per molti versi rivelatoria, ho avuto una bellissima notizia che voglio subito comunicare, con gioia, ai lettori di Lemillebolleblog. Una delle aziende storiche della Franciacorta, uno degli autentici caposaldi e punti di riferimento di questa denominazione, la Cavalleri di Erbusco, che mi onoro di conoscere e frequentare dal lontano 1987, dopo diversi anni di assenza ha preso una grande decisione e ha deciso di rientrare, in punta di piedi, nel Consorzio Franciacorta.

Giulia Cavalleri, da donna intelligente, oltre che capacissima patronne della Maison, qual è ha fatto la scelta giusta e più ovvia per un’azienda che ha visto, negli ultimi anni, entrare nuove forze come quelle rappresentate dalla figlia Diletta e dal nipote Francesco, e che era assurdo, da fiore all’occhiello della Docg bresciana, restasse al di fuori di questo attivo Consorzio.

GiuliaCavalleri

Cosa sia la Cavalleri è presto detto: una delle azienda storiche della Franciacorta, proprietà di una famiglia che possedeva terreni ad Erbusco già nel 1450. Le prime bottiglie di vino etichettate e commercializzate con il nome di famiglia, “Gian Paolo e Giovanni Cavalleri”, risalgono al 1968 e precedentemente alla nascita della Doc Franciacorta i vini venivano commercializzati sfusi. L’azienda è stata letteralmente forgiata e fatta crescere dall’indimenticabile Giovanni Cavalleri, splendida figura che fu anche presidente del Consorzio Franciacorta, e uno dei personaggi di riferimento nella fase di fondazione e di crescita dell’ente di rappresentanza dei produttori, oltre che un uomo dalla specchiata dirittura morale e un imprenditore illuminato.

Le prime bottiglie di “bollicine” di Cavalleri, 6000, furono prodotte nel 1979. L’azienda oggi dispone di 45 ettari di vigneto, in gran parte situati in alta collina, nei comuni di Erbusco ed Adro, 37 dei quali sono destinati alla produzione di Franciacorta e Curtefranca Bianco, vitati con uve Chardonnay, mentre negli otto ettari destinati alla produzione di Curtefranca Rosso si trovano Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Barbera e Nebbiolo.

I vigneti hanno un’età compresa tra i dieci e i trentacinque anni, con un’età media di venti; le densità d’impianto variano dai 3300 ceppi per ettaro degli impianti più vecchi, fino ai 5000 ceppi per ettaro di quelli più recenti. Sono potati per la maggior parte a cordone speronato.

Per festeggiare questa new entry, che è piuttosto un ritorno nell’alveo naturale dove i Cavalleri devono stare, e in primo piano, ho scelto un grandissimo Franciacorta da loro prodotto, uno dei vini che hanno brillato, nelle mie valutazioni, nelle degustazioni di questi giorni, una cuvée speciale, una cuvée de prestige come direbbero altrove, che viene preparata soltanto nelle migliori annate, quelle in cui i parametri analitici di alcool, acidità totale e pH sono ottimali. Una cuvèe ottenuta con vini dell’annata riportata in etichetta provenienti dai migliori cru aziendali, situati sulle colline attorno ad Erbusco.

Un vino che l’azienda definisce in questi termini sul proprio sito Internet: “le caratteristiche delle uve di partenza e la lunga permanenza sui lieviti permettono alla cuvèe di esprimere al massimo la finezza, l’eleganza e la struttura dello Chardonnay. Ancora oggi possono stupire per piacevolezza e personalità annate come 1993, 1994 e 1995”. Cavalleri giudica “la combinazione tra vecchie vigne e terreno collinare fondamentale per la produzione di basi longeve e con carattere, consente infatti di far giungere a maturazione il grappolo in modo ottimale: giusto grado zuccherino, acidità elevata e raggiunta maturità fenolica”.

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Il Franciacorta di cui sto parlando e che ho trovato strepitoso all’assaggio è il Collezione Grandi Cru 2007, vino prodotto per la prima volta nel 1983, oggi disponibile in 8500 esemplari e 750 magnum, uno Chardonnay in purezza, da uve provenienti dai vigneti Chiosino, Paradiso, Seradina sotto, produzione media in vigna 60 quintali ettaro, 40 litri per ogni quintale di uva, prodotto con una tecnica che prevede fermentazione in acciaio per l’85%, per il 10% in grandi botti di rovere da 30 ettolitri e per il 5% in barrique vecchie e affinamento sui lieviti di 48 mesi. Il tiraggio è stato fatto nell’aprile 2008 e la sboccatura del mio campione nel febbraio 2013.

I dati analitici parlano di 12,7 gradi alcol, di un dosaggio degli zuccheri intorno ai 5 grammi litro, di 7,7 di acidità totale, ph 3,07, con solforosa libera a 13 mg/lt e solforosa totale a 60 mg/lt.

Un vino che ho così descritto nelle mie, entusiaste, note d’assaggio. Colore paglierino oro vivace e luminoso, bel perlage sottile e continuo, naso avvolgente, cremoso, con note di agrumi canditi, zucchero filato, mandorle finemente tostate, fiori d’arancio e accenni minerali di grande delicatezza ed eleganza. Attacco in bocca soffice, per un gusto ricco, pieno, cremoso di grande morbidezza, che accarezza il palato con seta e velluto caldo, con ricchezza di sale, freschezza, acidità perfettamente calibrata, una bellissima persistenza delicata e merlettata e una maturità di frutto perfetta: super!

Cavalleri

Il vino ideale per festeggiare il grande ritorno dei Cavalleri nel Consorzio e per alzare il bicchiere ricordando quel grande signore e amico che è stato Giovanni Cavalleri: evviva!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

9 commenti

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9 commenti

  1. Mario Gagliardi

    ottobre 21, 2013 alle 9:27 pm

    Gentilissimo Franco , buonasera .Il rientro nel Consorzio di questa prestigiosa e storica cantina , è notizia fantastica e positiva . Per il vino , cosa dire ? Cinque stelle meritatissime , un Franciacorta egregio .

  2. Luca

    ottobre 23, 2013 alle 3:42 pm

    Il collezione devo ancora provarlo… Ma come livello medio dei prodotti Cavalleri è di gran lunga la migliore azienda Franciacortina. Il loro satèn è spettacolare, il dosage zero ottimo. Forse solo le eccellenze di Uberti e Bellavista sono sopra (non solo come qualità ma anche come prezzo), ma credo che il “Collezione” possa competere tranquillamente con un Sublimis o un Riserva Moretti (la degustazione di Ziliani conferma).

    • Franco Ziliani

      ottobre 23, 2013 alle 3:46 pm

      nella mia degustazione con Tom Stevenson della scorsa settimana i Franciacorta di Cavalleri mi sono sembrati nettamente superiori in toto a quelli di Uberti, che pure a Tom sono piaciuti molto

  3. bevo_eno

    ottobre 24, 2013 alle 3:47 pm

    io son del parere di Ziliani,
    Uberti nn si lascia bere con la stessa facilità

    • Franco Ziliani

      ottobre 24, 2013 alle 3:54 pm

      Io sono stato per anni uno dei più grandi sostenitori dei Franciacorta di Uberti e ho dedicato loro un sacco di articoli. Mi consideravo (e mi considero tuttora) un amico di Eleonora e Agostino Uberti.
      Da qualche anno però non mi riconosco più nei Franciacorta che producono e la degustazione della scorsa settimana mi ha confermato, con l’unica eccezione di un vino che mi é piaciuto moltissimo, la nuova cuvée speciale denominata Quinque, prodotta solo in magnum, questa impressione non favorevole.
      Non é un caso che su questo blog non abbia mai scritto un solo articolo dedicato ai loro Franciacorta, perché mi sarei trovato costretto ad esprimere le mie perplessità.

  4. Zakk

    ottobre 24, 2013 alle 6:26 pm

    In effetti tra i “classici” Cavalleri svetta su tutti gli altri.
    Uberti per me è trascurabile.

  5. Carlo Cattane

    ottobre 28, 2013 alle 12:40 pm

    Con entusiasmo Lei annuncia il rientro dell’azienda nel consorzio , dunque la scelta precedente di uscirne non l’ha condivisa ? e come spiega che un’azienda davvero importante come la sopracitata sia rimasta fuori da quella istituzione che dovrebbe rappresentare al meglio la denominazione Franciacorta ?
    Grazie in anticipo per la risposta.

  6. Luca Alghisi

    ottobre 28, 2013 alle 7:43 pm

    Gentile Sig. Ziliani, cosa intende quando scrive “di questo attivo consorzio”? crede che ci siano altre realtà rappresentative in queste vocate terre, al di fuori del sistema consorzio? finalmente,poi, parole ben spese per il fondatore…una delle anime appunto, di queste vocate terre. Cordialmente

    • Franco Ziliani

      ottobre 28, 2013 alle 9:20 pm

      Credo che con il rientro di Cavalleri il Consorzio abbia raggiunto un grandissimo risultato: restano fuori alcune aziende ma nessuna imperdibile o di qualità’ paragonabile a quelle delle migliori aziende presenti nel Consorzio

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