Annotazioni a proposito della Giornata Champagne

FrancoRicci

La “figuraccia” l’hai fatta tu Sor Marchese del Grillo-Franco Ricci!

Cari lettori di Lemillebolleblog, voglio confessarvi una cosa delicata. Forse a causa di troppe “bollicine” bevute sono rimasto vittima di un’allucinazione. Io credevo, l’ho scritto anche qui, di aver partecipato lunedì 7 a Milano ad una fortunata, ben riuscita festosa edizione 2013 della Giornata Champagne, l’evento annuale organizzato dal CIVC il Centro di informazione Champagne Italia.

Ho visto tanta gente, ho incontrato tanti appassionati e sommelier (alcuni nomi li ho fatti nel mio articolo, da Alessandro Scorsone a Luca Gardini ad un fiorentino di cui non ricordo il nome) e ho visto un corretto servizio dei vini, assicurato dalle 39 Maison presenti e dai loro importatori/distributori, tramite figure professionali presenti ad ogni postazione, o responsabili commerciali delle varie società oppure, com’era possibile, da sommelier.

Ho visto, forse in sogno, tanti sommelier A.I.S. (e non) lombardi, che ben conosco operativi ed efficienti ai tavoli, e ho incontrato, tra gli altri, Hosam Eldin Abou Eleyoun, ovvero il delegato di Milano dell’A.I.S. Tanta sommellerie presente dunque, ma evidentemente mi sbagliavo, sognavo o peggio ancora vaneggiavo.

A risvegliarmi e farmi capire che avevo le traveggole, che a Milano alla Giornata Champagne mi aggiravo in preda alle allucinazioni, è stato un articolo, segnalatomi ieri da un amico sommelier A.I.S. romano (non faccio il suo nome per evitargli rappresaglie), un articolo “esemplare” per lucidità e conoscenza dei fatti che potete leggere qui.

In questo articolo, pieno di livore, di bile mal trattenuta, e di invidia, l’autore, al secolo Franco Maria Ricci, ma più conosciuto come Il Marchese del grillo della sommellerie italiana, quello che dicono essere il vero “padrone”, capo, presidente occulto, gran burattinaio di un’associazione onorata come è l’A.I.S., ci rivela che “la nota stonata, anzi, stonatissima” della Giornata “era la mancanza di sommelier al servizio”. E poi definisce, con clamorosa faccia di tolla, “la qualità dell’informazione che il CIVC, capitanato da Domenico Avolio, mette in atto da diversi anni nel nostro Paese… approssimata. Non consona certamente al Paese Italia che meriterebbe rispetto se non altro perché è un grande consumatore di Champagne”.

franco-ricci-SordiMarchesegrillo

E quindi poi dall’alto della sua clamorosa e notoria presunzione e arroganza dice, il grande esperto, che “Informazione” significa usare tutti i mezzi per comunicare nel modo migliore realtà e novità dei prodotti da presentare e rappresentare con eleganza e cultura. Questo invece non avviene. Si nota un dolce far niente che di sicuro non aiuta la gente a capire, non aiuta il popolo del vino ad affascinarsi sempre più di questa realtà d’Oltralpe centenaria e unica”.

Non tocca a me, l’amico Domenico Avolio lo saprà fare perfettamente da solo, da professionista serio e capace qual’é, difendere l’operato del Centro Informazioni Champagne Italia e la qualità dell’informazione e delle comunicazioni che il Centro fornisce.

nonéchampagne

Ora, aggravata dal fatto che il Sor Ricci scriva “siamo semplicemente indignati per aver assistito ad uno spettacolo poco edificante”, facendo capire di essere stato presente, mentre invece non era nemmeno accreditato e nessuno l’abbia visto, ci troviamo di fronte ad un chiaro tentativo del potente oligarca sommelieristico capitolino di mettere le manacce sulla comunicazione relativa allo Champagne in Italia. Ad un’autocandidatura, pronunciata al ritmo di “Fatece largo che passamo noi, Li giovenotti de ‘sta Roma bella, Semo regazzi fatti cor pennello. E le regazze famo innammorà”, con uno stile che io milanese di nascita preferisco non commentare, fatta gettando fango sull’operato di una persona in gamba, conosciuta e stimata all’estero, dove magari il nome di Ricci, che di lingua straniera mastica solo “er trasteverino” è ignoto ai più.

Diciamo alto e forte, i sommelier a Milano erano presenti e operanti e invece di sparare ca….e Ricci avrebbe fatto bene ad informarsi che se non erano presenti ad ognuna delle 39 postazioni è solo perché il regolamento del CIVC prevede di dare priorità alla presenza, quando possibile, del produttore stesso o dell’importatore/distributore eventualmente affiancati o sostituiti, quando non potessero essere presenti, da un sommelier di una delle varie associazioni (AIS, Onav, Fisar) disponibili.

BIGJIM

Franco Ricci chiude il suo pezzullo livoroso e disinformato su Bibenda 7 con una frase: “ma a Milano, l’altro giorno, lo Champagne ha fatto una figuraccia”. In verità, visto come sono andate le cose, vista la non corrispondenza al vero delle sue affermazioni, visto il tono chiaramente interessato con cui ha pronunciato questa sua condanna, dove non mancano ovviamente lo spot di un’iniziativa, fatta a Roma, dalla sua squadra, quindi perfetta, a favore dello Champagne, nonché la segnalazione di un libro scritto da uno dei suoi più fedeli scudieri (la cui consorte era presente, da me vista, alla Giornata Champagne), la figura di ….. l’ha fatta il Signor Ricci.

E l’ha fatta fare, cosa ancora peggiore, all’Associazione di cui è, oltre che mica tanto occulto “burattinaio”, importante esponente, visto che è presidente di A.I.S. Lazio e curatore della discussa guida dei vini Bibenda, nonché editore della rivista associativa che porta lo stesso nome.

aislogo

Io mi chiedo come possa l’A.I.S. tollerare un simile stato di cose, come possa il presidente di A.I.S. Lombardia Fiorenzo Detti sopportare che il suo collega romano racconti balle, prendendo clamorose sole, e gettando il fango sul lavoro, ben fatto, dei sommelier lombardi.

Mi chiedo come possa tollerare la Giunta Esecutiva Nazionale (al cui interno ci sono ben due Ambasciatori dello Champagne), che si riunirà martedì 15 a Milano e che potrebbe esaminare la questione, che Ricci, dall’altro della sua tracotante spavalda arroganza e presunzione, arrechi un così pesante oggettivo danno all’immagine e alla credibilità dell’Associazione.

Perché va bene capire il personaggio e riconoscere alcuni suoi innegabili meriti, ma questo modo di fare e di proporsi da Marchese del Grillo che al prossimo dice “Perché io so io e voi non siete un cazzo”, è diventato non solo intollerabile ma dannoso. Mejo pensarci per tempo, prima che faccia troppi danni…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

34 commenti

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34 commenti

  1. Enotechina

    ottobre 12, 2013 alle 11:01 am

    Poche ma sentite parole a chi parla e straparla.

  2. Zakk

    ottobre 12, 2013 alle 3:48 pm

    Ogni iniziativa che taglia la presenza di un cameriere con padellino al collo secondo me parte con il piede giusto. Non è dato sapere per quale misterioso motivo per far assaggiare del vino ci voglia a mescere una persona targata AIS? Quale il valore aggiunto?
    Quando giro per cantine non vedo sommelier che mi servono, ma soltanto i produttori o i loro addetti commerciali.
    Ma chi me la ridà l’emozione del Bepi Quintarelli che spilla l’amarone dalla botte per farmelo provare? Ricci? Ma per favore!

    • Franco Ziliani

      ottobre 12, 2013 alle 5:15 pm

      la seconda parte del commento, intelligente, non riesce a riscattare la palese e classica imbecillità della prima, dove si definiscono “camerieri con padellino al collo” i sommelier. Il solito Zakk.

      • Zakk

        ottobre 13, 2013 alle 10:14 am

        perché, lei come definisce una persona vestita da pinguino con una catena e un padellino al collo che apre bottiglie e le versa nei bicchieri?
        Guardi, ho ridato indietro la mia tessera ais anni fa proprio perchè di fare da cameriere ai capoccioni ais proprio non mi andava. Si figuri poi, avrei dovuto servire magari al festival di Franciacorta visto che che gravito spesso ella provincia bresciana. Un minimo di coerenza lo mantengo ancora.

        • Franco Ziliani

          ottobre 13, 2013 alle 10:35 am

          quelle persone che lei definisce in maniera cialtronesca, pardon zakkiana, si chiamano sommelier.
          Se lei non intende rispettarli e rispettare la loro professionalità sono problemi esclusivamente suoi. In ambito A.I.S. ci sono fior di professionisti e persone che meritano il più ampio rispetto (insieme a qualche cialtrone…) e io mi onoro di aver collaborato professionalmente per diversi anni con questa Associazione.
          Impari l’arte del rispetto Zakk poi forse qualcuno potrà magari iniziare a prenderla sul serio

          • Zakk

            ottobre 13, 2013 alle 5:12 pm

            Guardi che dare del cameriere a un sommelier dovrebbe essere un’offesa per il cameriere.
            Il lavoro del cameriere io lo rispetto eccome. Lo testimoniano le generose mance che lascio dove questo lavoro vien fatto davvero bene.
            Rispetterei anche il lavoro dei sommelier se ne incontrassi uno capace di farlo in modo davvero professionale, a cominciare dalla compilazione delle carte vino dove questi operano, carte vino che hanno la fantasia di un palo di cemento piantato nel terreno.
            Gli aneddoti relativi a comportamenti al limite del ridicolo da parte di sommelier sono infiniti.
            C’è da dire che esser capitanati da Ricci spiega tante cose.

          • Franco Ziliani

            ottobre 13, 2013 alle 5:15 pm

            e lei pensa che qualcuno dotato di un minimo di raziocinio possa prenderla sul serio dopo osservazioni del genere?
            Lei crede che si possa dare un qualsiasi credito a qualcuno che si esprime in questi termini nei confronti di un’associazione che, degenerazioni e magagne evidenti a parte, é in larghissima sana e frequentata da persone per bene e professionali?
            Pie illusioni le sue..

          • Claudia Bondi

            ottobre 19, 2013 alle 2:56 pm

            Approvo, caro Franco!

  3. Andrea

    ottobre 12, 2013 alle 5:39 pm

    Buona sera Sig. Ziliani , per una volta tanto concordo in pieno con il suo pensiero e con i fatti da lei elencati. … Da romano je dico, che invece di Ais Lazio Bibenda ,si dovrebbe chiamare “massoneria del vino” .
    Le auguro buon lavoro.

    • Franco Ziliani

      ottobre 12, 2013 alle 5:48 pm

      mi spiace per lei che si trovi nella fastidiosa situazione di dover riconoscere che é d’accordo con me. Cominci a preoccuparsi 🙂

  4. Andrea

    ottobre 12, 2013 alle 7:16 pm

    Sig. Ziliani, forse e’ più infastidito lei, dato che stavolta non e’ riuscito ad essere prevenuto ….

    • Franco Ziliani

      ottobre 12, 2013 alle 7:29 pm

      io non sono infastidito per niente. Mi fa solo girare le scatole che lei, sbagliando di grosso, mi definisca “prevenuto”.
      Nessuna prevenzione nei confronti di determinati commentatori/molestatori che infestano questo blog e Vino al vino, ma semplice consapevolezza di trovarmi di fronte a persone che fanno spesso della provocazione fine a se stessa.

  5. Andrea

    ottobre 12, 2013 alle 7:40 pm

    I commentatori/molestatori quando non la pensano come lei …. Infestano….
    Quando concordano invece li definisce infastiditi ….
    Dato che solo lei pensa di avere le chiavi della consapevolezza….. Veda se riesce a capire cosa vuol fare da grande….

    • Franco Ziliani

      ottobre 12, 2013 alle 7:44 pm

      ad esempio mandarla a quel paese, tanto per cominciare. Gradisce il consiglio?
      E se lo accetta, veda di andarci insieme al suo compare Zakk 🙂

      • Zakk

        ottobre 13, 2013 alle 10:18 am

        Dai Ziliani che in fondo mi vuole bene 🙂 🙂 🙂 🙂
        Una Zakkata ogni tanti risolleva il blog per incanto.
        Che sia lei stesso Zakk?!?!?

        • Franco Ziliani

          ottobre 13, 2013 alle 10:36 am

          solamente una persona mentalmente disturbata e con seri problemi può scrivere, anche se fosse per scherzo, bischerate simili.
          Abbia cura di sé, si curi che ne ha bisogno

  6. Andrea

    ottobre 12, 2013 alle 9:57 pm

    Se questo le può portare soddisfazione……..
    Dato che i suoi blog, soddisfazione non le danno, perché infestati da commentatori/molestatori…

    • Franco Ziliani

      ottobre 12, 2013 alle 10:23 pm

      guardi che quelli come lei e Zakk sono un’infima minoranza.
      Di soddisfazioni ne ho ampiamente, stia tranquillo

      • Zakk

        ottobre 13, 2013 alle 10:15 am

        Non conosco il signor Andrea che scrive qui sopra, per cui direi che siamo due infime minoranze.
        Grazie.

  7. Walter

    ottobre 14, 2013 alle 9:21 am

    Purtroppo Sig.Ziliani ha pienamente ragione, il signore (se signore si può chiamare) che lei parla,sta facendo dei danni di immagine alla nostra realtà vinicola che non ha eguali!!! Con articoli ed uscite da demenza totale!!!!!

  8. Alessandro

    ottobre 14, 2013 alle 9:23 am

    chiedo scusa ma mi pare che non siano tanto importanti queste scaramucce ma la gravità di quanto riportato nel post e che dà l’idea di una macchina – ais ormai arrivata a livelli conflittuali interni molto forti se non sbaglio

    • Walter

      ottobre 14, 2013 alle 9:32 am

      E quello che vedo anch’io, ma è un problema che sorge da tempo anche in altre associazioni, da quelle dei sommeliers a quelle dei barman e cuochi…. Non so se c’è un epidemia del “marchese del grillo” in Italia???

  9. Walter

    ottobre 14, 2013 alle 9:28 am

    Ed è troppo facile gettare m…a sugli altri per poi pubblicizzare il proprio locale ed il libro scritto da un amico!!!!! Questa e proprio l’Italia, si fa prima a demonizzare il prossimo anziché mettere in mostra le proprie qualità !!!

  10. Pino

    ottobre 14, 2013 alle 10:04 am

    Partendo dal fatto che l’ammiro e la stimo da anni.
    Riguardo allo stato dell’Ais… Venga in Toscana… e capirà perchè tollerano una cosa del genere… altro che oligarchia…
    Mi scuso per il nome palesemente fittizio…ma rischierei ritorsioni… come del resto ho già subito in quanto sommelier.
    a me sono riusciti a togliere la passione…

    • Pino

      ottobre 14, 2013 alle 12:33 pm

      In quanto alla professionalità…
      Mi è sempre stata riconosciuta competenza, professionalità e anche affabilità e passione…
      Ma purtroppo ne convengo… ci sono sempre meno colleghi che fanno i sommelier per trasmettere la loro passione e sempre più che lo fanno per il vil denaro e i sogni di gloria… o magari per farsi conoscere o far pubblicità alla propria azienda…
      Pensate… io rimango fedele all’ais finché mi concederanno l’onore di fare servizio alle anteprime…
      Perché per me è un ONORE portare in alto il nome dell’associazione con il mio impegno e la mia competenza… che badate bene… è piccola… perché come insegnavano ai miei tempi al primo corso ais… quando uno diventa sommelier, solo allora inizia ad imparare… ed io pur essendo sommelier da anni sono ancora un novellino secondo me… ma con la passione che avevo e che come ho già detto mi è stata tolta e rubata da questo sistema toscano malato… riuscivo a trasmettere la passione che mi animava a chiunque avessi davanti…
      scusate lo sfogo…

  11. sergio

    ottobre 14, 2013 alle 10:30 am

    Che dire, anch’io c’ero alla giornata Champagne e posso garantire l’ottima riuscita. Molte Maison presenti con persone (più o meno) competenti ai banchi. Maqgari possiamo dire che qualche blasonata Maison abbia deciso di portare un numero ridicolo di bottiglie, praticamente impossibile da assaggiare.
    Per quanto riguarda i sommelier ci sono i “professionisti” e i “non professionisti” che sono quelli che partecipano alle varie manifestazioni ma che oltre ad avere studiato molto nel tempo libero ora hanno un’ottima conoscenza del mondo vitivinicolo e possono fornire informazioni molto interessanti.
    Anch’io sono sommelier ma non più iscritto ad AIS proprio per i motivi che hai descritto.
    Se il sommelier viene equiparato a un cameriere (senza nulla togliere ai camerieri, ma è un altro lavoro)allora le hostess e gli steward sono camerieri di aereo?

  12. Hosam Eldin Abou Eleyoun

    ottobre 14, 2013 alle 10:25 pm

    Caro Franco,
    La giornata dello champagne tenuta dal CIVC a Milano, secondo me è stata organizzata in modo perfetto, dall’accoglienza al servizio dello champagne. Ho visto colleghi sommelier, giornalisti e tanti professionisti del settore che hanno approfondito la loro conoscenza dello champagne ed hanno avuto il piacere di assaggiare e scoprire prodotti nuovi.
    In tutti i punti in cui mi sono fermato per degustare ho avuto sempre un servizio perfetto ed un livello di comunicazione delle informazioni molto professionale.
    Il CIVC lascia la libertà ad ogni azienda di scegliere il suo mezzo di comunicazione, alcune aziende hanno scelto sommelier AIS, altre collaboratori FISAR e come hai notato tanti hanno scelto di essere rappresentati dagli importatori o dai distributori, ho anche visto alcuni proprietari di aziende che hanno colto l’occasione per raccontare personalmente al pubblico italiano i propri vini.
    La prima edizione dell’evento “Prix Champagne de la Joie de Vivre”, consegnato alla cantante Malika Ayane organizzato dal CIVC è stato gestito completamente dall’Associazione Italiana Sommelier con la solita grande professionalità che distingue i miei colleghi.
    Ne ho parlato anche con il mio Presidente Fiorenzo Detti che ti saluta, il quale condivide pienamente questo mio pensiero.
    Le affermazioni di Franco Ricci sono solo espressione di un suo parere personale, sicuramente l’immagine riferita a lui della giornata non è corretta.
    Come AIS Milano e come AIS Lombardia non vogliamo entrare nella polemica e rispettiamo le opinioni di tutti.
    La nostra parte, con il gruppo di Sommelier che ha collaborato all’evento, l’abbiamo come sempre svolta cercando di fare del nostro meglio per le aziende e per la comunicazione del vino.
    Un caro saluto
    Hosam Eldin Abou Eleyoun
    delegato A.I.S. Milano

  13. sommelier informato

    ottobre 14, 2013 alle 11:21 pm

    bell’articolo il suo e giusta l’indignazione nei confronti della sparata di Ricci. Si capisce però che lei non frequenta più come un tempo gli ambienti AIS, altrimenti non presenterebbe Ricci come il “padrone” e “grande burattinaio” dell’Associazione e presidente e Giunta come persone che fanno quello che dice Ricci.
    A me, che sono un po’ più informato di lei, risulta invece che il Presidente Maietta e la Giunta ragionino e decidano con la propria testa e che i rapporti con Ricci non sono più “affettuosi” come una tempo.
    Forse saprà che il presidente Maietta recentemente si è sposato, ma al matrimonio Ricci non è stato invitato. Un dettaglio privato che fa capire come Ricci e Maietta non siano più tanto amici e come Ricci non faccia più il bello e cattivo tempo come una volta e come la dirigenza AIS rivendichi il diritto di fare scelte che non necessariamente incontrano il favore di Ricci.
    Le dirò di più: mi risulta che in ambito AIS la sparata anti Giornata Champagne di Milano abbia dato fastidio e sia stata giudicata improvvida e dannosa per l’immagine dell’Associazione.
    Si tenga pronto, visto che segue con particolare interesse le vicende AIS. I mesi che ci separano dalle elezioni per il nuovo presidente, o per il rinnovo dell’incarico all’attuale presidente, saranno molto vivaci e non sono escluse sorprese…

  14. Fabrizio

    ottobre 15, 2013 alle 9:17 am

    Non voglio entrare nel merito della polemica perché non conosco le conflittualità interne dell’AIS, non sono stato presente alla giornata dello Champagne e di solito non ho un’alta considerazione delle opinioni del Signor Ziliani. Voglio solo riferire delle mie esperienze ai 2 corsi Ais a cui ho partecipato ormai molti anni fa: in entrambi i casi rischio perenne di addormentarsi e poca capacità di trasmettere passione, emozioni e sensazioni positive. Recentemente ho provato a chiedere ad alcuni amici come si erano trovati a dei corsi ai quali avevano partecipato e mi hanno risposto circa le stesse cose. Per alcune occasioni penso quindi che il servizio dell’associazione sia molto utile, in altri casi direi molto meno.
    E se proprio volete partecipare a corsi e serate per imparare qualcosa di più: Sandro Sangiorgi tutta la vita…. Le serate organizzate dal Don Chisciotte di Porthos non hanno eguali in Italia e anche oltre…

    • Franco Ziliani

      ottobre 16, 2013 alle 7:44 pm

      Molto bene! Sapevo di questa cosa ma trovo un po’ cialtronesco e “ricciano” che i vertici di AIS che hanno attentamente letto questo post non mi abbiano inviato questo comunicato. Comunque oggi e’ finito lo strapotere di Ricci sull’AIS

  15. Cinzia

    ottobre 17, 2013 alle 1:16 am

    … Io però che sono romana e sommelier, affezionata alla figura del Marchese del Grillo non condivido il paragone con l’oligarca laziale. Sono daccordo su tutto, soprattutto sul conflitto di interesse e sull’ingiusta sopressione della rivista dell’Ais nazionale a favore di bibenda, ma il Marchese è un’altra camminata e con Franco Maria Ricci non ha nulla da spartire.

    • max perbellini

      ottobre 19, 2013 alle 1:37 pm

      Giusto Cinzia, Il Marchese è sempre il Marchese, e Albertone è una leggenda: certi paragoni nobilitano invece di sbeffeggiare, ma credo che il soprannome sia soprattutto dovuto all’altrettanto leggendaria affermazione del Marchese-Albertone, citata nell’articolo di Franco.

  16. Elisa

    ottobre 20, 2013 alle 5:10 pm

    Ais Roma è una cosa, il resto dell’associazione è un’altra. La quale associazione ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ad esempio, a livello locale, tendono a non promuovere/pubblicizzare eventi del mondo del vino quando il servizio è a cura dell’associazione “concorrente”, mentre il contrario non avviene. Oppure a rifiutarsi nell’organizzare eventi in comune, Questo è sbagliato e un po’ arrogante. Anche perché non è un problema per i dirigenti ONAV ammettere che AIS ha nel servizio, per non parlare dell’abbinamento, dei punti fondanti.
    Però, degustare il vino e conoscerlo (che è quello che interessa al 100% degli iscritti non professionisti, ovvero la gran parte dei tesserati delle 2 associazioni) è tutto quello che preme, il resto interessa molto poco.
    Illustri e famosi personaggi ex AIS sono attualmente in ONAV, i nomi sono conosciuti agli addetti ai lavori. Tra l’altro sarebbe bello avere un minimo di trasparenza, informando sul saldo annuale dei tesserati nonché sul numero entrati-usciti (da parte sia di AIS che di ONAV).
    ONAV ha dalla sua parte il fatto di parlare ad un pubblico più “popolare”, non interessato alle complicazioni sull’abbinamento cibo-vino o ai grand cru della Borgogna, meno “facoltoso” o “avanzato” in fatto di vino. Più interessato al vino locale o nazionale.
    AIS ha una didattica (e un esame di diploma) sicuramente molto più qualitativi/selettivi. Fare tutti e 3 i livelli AIS è alla portata solo di chi non ha problemi ad arrivare alla fine del mese e che ha voglia di studiare sul serio, il corso base ONAV lo può sostenere chiunque (dal punto di vista dell’esborso e dell’esame).
    I grandi produttori, dai nomi blasonati, solitamente sponsorizzano AIS: i medio-piccoli nonché gli enologi tipicamente sono tesserati ONAV. Questo lo si apprezza nelle lezioni del corso ONAV dedicate alla viticoltura e all’enologia che sono molto più approfondite, tecnicamente parlando, di quelle di AIS.
    Alle serate ONAV ci si può andare senza svenarsi, certo senza pretendere di bere gli chateau del medoc. A quelle AIS c’è sempre un livello medio-alto, a volte altissimo (i vini recensiti da Parker o WS tanto per intenderci) tanto vino internazionale, ma gli importi frenano tutti quelli che non sono più che motivati. Anche il fatto che AIS abbia la sua guida (insieme al Gambero rosso, a Espresso, etc.) contribuisce non poco alla diffusione tra gli appassionati “d’elite” del vino.
    Poi, come sempre, la differenza la fa il singolo relatore/iscritto.

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