Giornata Champagne a Milano: un clamoroso successo

SaveWaterdrinkChampagne

Reduce dalla Giornata Champagne, che si è svolta ieri a Milano presso l’Hotel Principe di Savoia, devo immediatamente, prima di qualsiasi altra osservazione, sottolineare come sia stata un clamoroso successo. Banchi d’assaggio del genere se ne organizzano di ogni tipo dalle Alpi alle isole ogni settimana, ma raramente devo dirmi di essere trovato di fronte ad una manifestazione che ha fatto registrare una simile entusiasta, festosa accoglienza.

Eppure, rispetto a due anni fa, quando Milano accolse un’analoga Giornata, erano presenti quasi una quindicina di Maison de Champagne in meno, e mancavano, tanto per non fare nomi, io ne faccio tre, marchi super prestigiosi come Bruno Paillard, Jacquesson e Roederer, all’appello e anche qualche altro piccolino, tipo Roger Coulon, che mi aveva colpito tantissimo in occasione del precedente appuntamento. E non c’era nemmeno Deutz.

Eppure… Eppure è tale l’attrattiva, credo unica, che esercita il nome Champagne, tanto che nel pubblico presente ho trovato volti noti della “concorrenza”, se così possiamo definirla, come l’addetta stampa del Consorzio Prosecco Conegliano Valdobbiadene, l’affascinante Silvia Baratta, ed i meno affascinanti, ma altrettanto importanti, amministratore delegato e presidente del Consorzio Franciacorta, Giuseppe Salvioni e Maurizio Zanella, l’enologo degli Spumanti Ferrari Ruben Larentis, il direttore di Quadra, trentino, ma franciacortino d’adozione, Mario Falcetti, che ogni volta che lo Champagne “chiama”, il “popolo delle bollicine”, formato da addetti ai lavori, rappresentanti, distributori, addetti alle vendite, ristoratori, enotecari, sommelier, giornalisti, prontamente festosamente accorre.

Champagne-cartina

Sono rimasto impressionato ieri, più che dalla qualità di molti Champagne, alcuni letteralmente da urlo (anche se gli assaggi, visto che avvenivano in dosi omeopatiche, erano una sorta di immaginazione d’assaggio…), voglio citare solo tre vini, Salon, il Blanc des Millenaires 1995 di Charles Heidsieck, tutti i vini di Delamotte, tra cui una riserva 1988 da sballo, lo Special Club 2004 di Henri Goutorbe, i sorprendenti Champagne d’autore di Penet-Chardonnet distribuiti dalla Pedro srl. di Corrado Tenace, dal clima fantastico che si respirava, dalla partecipazione convinta, entusiasta, di tutte le persone a questo evento.

C’era sicuramente qualche presenza incongrua, ad esempio quella di un personaggio che si aggirava per la sala assaggiando e fotografando tutto, ma secondo me non capendo un tubo di quel che gli veniva messo nel bicchiere, ma voglio citare qualche altro nome incontrato, ad esempio una certa crème de la crème della sommellerie italica, dal grande Alessandro Scorsone ad uno scatenato, e più simpatico del solito, Luca Gardini, al sommelier del Piazza Duomo di Alba Mauro Mattei, e poi la nuova Ambasciatrice italiana dello Champagne e finalista al Concours Européen di fine ottobre, la simpaticissima toscana, ma nebbiolista convinta, Claudia Bondi, incontrate anche le due altre finaliste italiane, la dolcissima Marinela Ardelean, e Lidia Riva, e poi quel grande champagnista che è Alberto Lupetti, alias Le mie bollicine.com, la giovane, brava redattrice del Cucchiaio d’argento Alba De Gasperis, la parigina grande esperta di Champagne Delphine Veissiere, questo parterre di nomi, dimostrava come questa Giornata Champagne fosse attesa.
E come parteciparvi, non tanto per avere questa o quella folgorazione enoica, visto che si assaggiava in condizioni precarie, con tanta allegra compagnia, poco vino nei bicchieri, ed un clima da kermesse, raffinata ma sempre kermesse, fosse vissuto come un dovere, prima che un piacere.

Varrebbe la pena riservare anche qualche rilievo a questo evento e a come viene concepito, seppure con grande professionalità, dal Bureau Champagne in Italia, che rappresenta il Comité Champagne con sede a Epernay, e dal suo responsabile, l’amico Domenico Avolio. Va bene la festa, l’allegra rappresentazione pubblica di una vasta fetta della comunità champenoise italiana (i grandi marchi, le Grandi Maison, quelle che fanno i numeri ed il mercato dello Champagne, c’erano tutti), ma sarebbe stata buona cosa, prendendo ad esempio quello che fa regola, mente la Franciacorta nel corso dei suoi Festival itineranti, prevedere dei momenti didattici, delle degustazioni guidate alle diverse tipologie, una presentazione della denominazione e delle diverse zone e terroir, magari da organizzare nella mattinata o distribuite nel pomeriggio. Ma questi sono rilievi che lasciano il tempo che trovano e diventano secondari di fronte al clima gioioso, al successo indiscutibile e trascinante, di un evento come questa Giornata.

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Poi i numeri, ma solo tra qualche anno, ci diranno che nella comica disfida commerciale planetaria, nel nome indistinto delle “bollicine” e dei “vins mousseux”, che per qualche anima bella esiste oggi tra Champagne ed il resto della spumantistica mondiale, Cava, “spumanti generici” e arrembante Prosecco, la Champagne potrebbe vedersi scavalcata, a livello di vendite (ma a che prezzo medio?) dalle altre “bulles”.

Ma per quanto possano essere aggressive commercialmente, scaltre, agguerrite, vincenti, anche nella lotta a livello di cheap and cheerful wines, queste bollicine non potranno mai avere un’unghia dello charme, dell’appeal, del fascino, del potere di soggiogare e far sognare che ha e avrà sempre lo Champagne. Questo qualche denominazione che alla Champagne si richiama e che dalla Champagne ha inizialmente preso ispirazione l’ha intelligentemente capito, seguendo una propria strada, altre non lo capiranno mai. E rimarranno sempre clamorosamente provinciali.

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

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10 commenti

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10 commenti

  1. Alberto Lupetti

    ottobre 10, 2013 alle 9:36 am

    Ottimo pezzo, Franco, come sempre d’altronde. Ma alla fine quel è lo champagne che ti è piaciuto di più? Scommetto il Delamotte Collection 1998, vero? Ne parlai più di anno fa… http://www.lemiebollicine.com/905-delamotte-collection-1988-un-capolavoro/

    • Franco Ziliani

      ottobre 10, 2013 alle 9:45 am

      grande vino quello, ma quel 1995 che ho citato, ha lasciato di sasso me e persino il megasommelier planetario Luca Gardini 🙂 mi é piaciuto ancora di più

  2. Max

    ottobre 10, 2013 alle 12:03 pm

    Mi permetto di dissentire dal suo giudizio sulla giornata Champagne. Trattandosi di una manifestazione destinata prima di tutto agli operatori, l’ho trovata decisamente deludente. quasi soltanto grandi maison dai prodotti arcinoti e pochissimi vigneron e nomi nuovi, quindi per uno che di lavoro propone e vende champagne, il tutto si è rivelato di utilità piuttosto limitata. non parliamo poi di situazioni come quella di Salon, una bottiglia aperta ogni due ore, con la possibilità di assaggiarla solo per pochi. se si tratta di un’occasione per gli operatori di provare un prodotto per valutare poi se inserirlo nelle proprie liste, mi sembra una politica decisamente miope e controproducente. forse per il futuro meglio una location meno blasonata, ma con una presenza più ampia dei tantissimi champagne che sono distribuiti e reperibili in Italia.

    • Franco Ziliani

      ottobre 10, 2013 alle 1:36 pm

      Max sono d’accordo con lei su Salon, che ho assaggiato, di nascosto, un dito, insieme ad Alba De Gasperis, giovane e brava redattrice del Cucchiaio d’argento, grazie alla magnanimità dell’amico Giacolino Gillardi, che lavora per Ceretto distributore della Maison, e di Mario Falcetti trentino-franciacortino d’adozione, che mi ha aiutato a fendere la calca al tavolo.
      Per il futuro sono sicuro che gli amici del CIVC, Italia e casa madre francese, rifletteranno e faranno gli aggiustamenti necessari a rendere la Giornata Champagne più soddisfacente per le esigenze di tutti.
      Comunque é stato un evento festoso, salutato da un grande successo.

  3. Zakk

    ottobre 10, 2013 alle 12:21 pm

    Sono un grande consumatore di Salon, ritenendolo uno dei 5 più grandi champagne in circolazione, però una sceneggiata del genere è davvero vergognosa: se si partecipa ad una manifestazione lo si faccia fino in fondo, altrimenti meglio non partecipare.
    Dove si può reperire l’elenco dei partecipanti?
    C’erano Bereche e Marie Noelle Ledru?

    Grazie.

    • Franco Ziliani

      ottobre 10, 2013 alle 12:30 pm

      lei non legge, c’erano solo le grandi aziende non i piccoli…
      Quanto a Salon ha ragione, non è possibile una cosa del genere

  4. Zakk

    ottobre 10, 2013 alle 1:12 pm

    Ok, ma bereche e la Ledru sono piccoli come dimensioni, ma sono grandi come vini. E poi erano solo due esempi, potrei fare altri esempi di grandi nel senso di great e non di big.

    • Franco Ziliani

      ottobre 10, 2013 alle 1:33 pm

      Zakk, provi ad aguzzare l’ingegno se ci riesce. Io parlavo di dimensioni aziendali non di valutazioni qualitative dei vini. L’avrebbe capito anche un bambino. Lei no tanto per cambiare.
      Ci é o ci fa?
      Secondo me recita una parte, che ormai é scontata, creda

      • Zakk

        ottobre 10, 2013 alle 9:16 pm

        Non ho letto tutto. Tutto qui.

  5. Livia Riva

    ottobre 14, 2013 alle 1:20 pm

    Buongiorno Sig. Ziliani,
    mi piace quello che ho letto.
    Una piccola nota: lei mi conosce da anni ormai e so di non esserle troppo simpatica, nè di suscitare in lei dolcezza. Ma non è un problema che mi riguarda.
    Vorrei pero’ che, con l’accortezza e precisione che la distinguono, lei scrivesse in modo corretto il mio nome, ossia LIVIA.
    Le spiace?
    Un grazie infinito.

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