Champagne Rosé Prestige 2008 Gobillard

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9


Gobillard 009

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Vado, andiamo tutti di fretta, e quindi per le informazioni sulla casa produttrice, la Maison Gobillard, sull’importatore e distributore in Italia, la società Sebina srl. di Bolgare, vi rimando al mio precedente articolo, dedicato al Blanc de noir. Oggi voglio ancora parlarvi degli Champagne di Gobillard di Hautvillers, ma voglio concentrarmi sulla Cuvée Prestige Rosé millésimé, di cui ho provato l’annata 2008.

Qui leggerete, se lo vorrete, che tutto è nato nel 1933 da Gervais Gobillard che nel 1933 decide di diventare vignaiolo indipendente e acquista due ettari di vigna a Hautvillers, villaggio di origine della moglie. Vuole essere viticoltore ed elaborare il proprio Champagne.

Che cinquant’anni dopo gli ettari di vigna sono diventati già otto e oggi la Maison J.M. Gobillard et fils è una realtà importante: 30 ettari di proprietà, più 125 di contratti fidelizzati con vignerons, nel 2010 raggiunta la quota di 1 500 000 di bottiglie prodotte di cui 50% destinate all’export.

Che l’affinamento dei vini avviene senza fretta, e prevede due anni per il Brut Tradition ed il Brut Rosé, tre anni per il Brut Grande Réserve Premier Cru ed il Brut Blanc de Blancs, periodi maggiori per le altre cuvée.

Sgombriamo innanzitutto il campo che si tratti di un Rosé interamente base Pinot noir, conditio ritenuta indispensabile da alcuni amici produttori franciacortini per ottenere rosé di grande qualità, ma che in Champagne non costituisce un presupposto “incontournable” e irrinunciabile. Soprattutto quando si dispone di vecchie vigne e di Chardonnay di livello speciale.

Questa Cuvée Prestige Rosé millésimé, di cui ho gustato il 2008, è una cuvée composta solo per il 40% da Pinot noir e per il 60% da Chardonnay. 36 mesi minimo di affinamento sui lieviti, un dosaggio degli zuccheri contenuto a 7 grammi litro, per uno Champagne dal bel colore buccia di cipolla – salmoncino pallido, con perlage fine e continuo nel bicchiere, dotato di un bel naso elegante, salato, fragrante, profumato di fragoline di bosco, agrumi, erbe aromatiche e con una precisa vena minerale, equilibrato, moderatamente succoso, con un frutto calibrato che non prevale e lascia esprimere il terroir minerale, la salinità del vino.
Dotato di una fresca acidità, di un bel nerbo, di energia e carattere tutti al servizio di una grande piacevolezza, che invita a vuotare allegramente la bottiglia, sia portandola a tavola, dove si esprime alla grande su crostacei e preparazioni a base di pesce, sia tenendola come base per lieti conversari. Ovviamente in dolce, femminile compagnia, ça va sans dire…

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Attenzione!
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http://www.vinoalvino.org/

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