Buon successo e tanto pubblico a Cantine in villa nonostante una comunicazione dilettantesca

Cantine in villa 011

E’ valsa la pena fare un salto oggi ad Erbusco in Franciacorta per la manifestazione Cantine in villa, di cui ho parlato ampiamente in questo post, e trascorrervi piacevolmente alcune ore. Bello il clima, quasi estivo, e riuscita, anche perché già collaudata, la formula di questa manifestazione che proseguirà, e speriamo che il bel tempo tenga, anche nella giornata di domani.

Nonostante una “comunicazione”, se vogliamo chiamarla così, assolutamente dilettantesca (ad essere generosi) e clamorosamente carente e soprattutto grazie al responsabile atteggiamento del Consorzio Franciacorta, che non ha certo ostacolato, come solo chi ama mestare nel torbido può affermare, la manifestazione, ma ha cercato di farla conoscere attraverso i propri canali e soprattutto grazie ad un pour parler e tam tam sotterraneo, centinaia di eno-appassionati hanno affollato Villa Lechi.

Una trentina le aziende presente, poche note e molte semi-sconosciute o emergenti, ma meritevoli tutte (anche quando producono vini dal livello qualitativo non eccelso, che dimostrano come abbiano bisogno di crescere ancora) di un assaggio, di una vetrina che consenta ad ognuna di loro di far conoscere il proprio lavoro.

Che dire di questa prima giornata? Innanzitutto che ha fatto capire, chiaramente ed in maniera incontrovertibile, che al “popolo del Franciacorta”, alle tante persone che hanno affollato in maniera allegra e ordinata, senza caos, Villa Lechi, disporre di un banco d’assaggio collettivo, una vetrina dove poter incontrare i produttori, assaggiare i loro vini, confrontarli, piace moltissimo.

E che se la formula del Festival Franciacorta in cantina funziona (i dati degli ultimi anni lo dimostrano) e piace e non c’è motivo pertanto di abbandonarla, questa formula può tranquillamente prevedere che a corollario, a contorno, in armonia e non in contrapposizione, possano essere previsti uno o più spazi di assaggio collettivo che consentano soprattutto alle aziende più piccole, che non dispongono di grandi spazi nelle loro cantine per ricevere gli eno-appassionati di proporsi.

C’era un’atmosfera rilassata, sorridente, simpatica, molto piacevole oggi a Cantine in villa e dialogando con molti protagonisti di questa manifestazione (ho decisamente più parlato che degustato oggi, perché mi interessava guardarmi intorno e capire) ho capito che nella stragrande maggioranza delle persone che l’hanno ideata e realizzata c’è una forte e chiara volontà di agire in maniera concorde con tutte le altre aziende del comparto franciacortino e dell’organismo, il Consorzio, che lo rappresenta.

Tanti giovani, tante donne (anche tante belle donne, bisogna dirlo…) tanta gente, anche venuta da fuori porta e dal resto della Lombardia, da Veneto ed Emilia Romagna, che magari sono arrivate a Villa Lechi dopo aver visitato una o più cantine partecipanti al Festival in cantina e che alternavano le visite a singole aziende alla permanenza per qualche ora nello spazio destinato all’assaggio collettivo. Questa evidenza, questo generale e condiviso atteggiamento di larghissima parte delle persone che affollavano Villa Lechi, crediamo costituisca una base di riflessione di dialogo importante per costruire, c’è un anno di tempo a disposizione, un’edizione del Festival Franciacorta, che dovrà essere un festival sia nelle cantine sia dislocato in diversi luoghi chiave del territorio di questa vitale denominazione, che sia a misura di tutti e ottenga il consenso (poche teste calde a parte) della stragrande maggioranza dei protagonisti del comparto produttivo franciacortino.

E’ un impegno che, ne sono sicuro, conoscendo l’intelligenza ed il buon senso, il pragmatismo ed il culto del fare, che anima tanti produttori di questa terra bresciana, potrà tradursi in risultati concreti. Purché sia davvero, e fino in fondo, “unione di passioni”…

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13 commenti

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13 commenti

  1. Luigi

    settembre 29, 2013 alle 9:59 am

    sarà dura da digerire per i suoi amici del Consorzio Franciacorta vedere che anche lei si è visto costretto a parlare bene di Cantine in villa. Per loro è una mezza sconfitta

    • Franco Ziliani

      settembre 29, 2013 alle 10:08 am

      credo proprio che al Consorzio Franciacorta non avranno bisogno di ricorrere all’amaro Giuliani…
      Il buon successo, lo ripeto, nonostante una pseudocomunicazione inesistente, dovuta al ricorso a persone di non particolare efficacia, di Cantine in villa é un successo anche del Consorzio Franciacorta, che ha inserito questa manifestazione nel programma più ampio e articolato del Festival Franciacorta in cantina.
      E poi non mi é sembrato di vedere facce incavolate quando ieri a Villa Lechi ho incontrato dapprima l’amministratore delegato del Consorzio Salvioni e poi il presidente Maurizio Zanella, arrivati in visita con bella sensibilità istituzionale e grande buon senso alla manifestazione.
      Mi sembrava che fossero piuttosto soddisfatti di come andassero le cose…
      Quanto agli amici, beh, posso dire che ne ho sia tra i membri del CDA del Consorzio (non tutti, magari a qualcuno non sono proprio simpaticissimo, ma io faccio il mio mestiere di giornalista indipendente e non posso certo scrivere bene di tutti….) sia tra le aziende presenti a Villa Lechi. Cito, su tutti, Lorenzo Gatti (az. Enrico Gatti) vecchio amico dal lontano 1987, e poi Mario Falcetti, i fratelli Camossi e Andrea Arici, la coscienza critica della Franciacorta, alias Giovanni Arcari, Bruno Dotti di San Cristoforo, per citarne solo alcuni. Ma sono certo che anche altre aziende presenti a Villa Lechi apprezzano la mia professionalità e quello che scrivo, anche della Franciacorta, da qualcosa come trent’anni… E con discreti risultati direi, se mi consente…

      • Zakk

        settembre 29, 2013 alle 2:47 pm

        Ziliani, ma non è un po’ contraddittorio dire che nonostante una comunicazione scarsa Cantine in Villa ha avuto un buon successo?
        Ma se ha avuto successo forse il modo di comunicare è stato quello giusto.
        Certo, io non ci sono andato, ma faccio ancora in tempo a salvare la manifestazione……. Ih ih ih ih ih ih

    • Zakk

      settembre 29, 2013 alle 2:42 pm

      Eh eh eh.
      Ho deciso: a novembre mi faccio il mio festival di franciacorta personale: prenoto una visita in 3/4 aziende e ci vado. Altro che quella democratica kermesse di villa Lechi, tutti ammucchiati uno sull’altro e con la possibilità di fare confronti in tempo reale. Pfui

  2. Mario Gagliardi

    settembre 29, 2013 alle 8:37 pm

    Egregio Franco , buonasera . Condivido il tuo articolo : bella giornata , bella gente e buoni Franciacorta . E poi, come ti dicevo sabato pomeriggio,molto ben riuscita l’iniziativa di venerdì alla Dispensa ; sicuramente da ripetere.

  3. max

    settembre 30, 2013 alle 10:48 am

    Ciao Franco, da quando il festival del franciacorta è diventato itinerante nelle cantine ho abbandonato la manifestazione. Grazie alla tua segnalazione sono tornato nelle bella terra bresciana e a villa lechi in particolare.Ho esortato piu produttori presenti affinche si prosegua su questa strada.. a noi consumatori piace assai questa formula .. speriamo che nei prossimi anni si prosegua su questa strada.

  4. Matteo

    settembre 30, 2013 alle 1:26 pm

    Nulla da dire sulla riuscita dell’evento: tanta gente (più di 2000 paganti) e tutti felici e contenti della vecchia formula.
    Da produttore partecipante all’iniziativa non posso che essere entusiasta. Abbiamo fatto centro alla faccia di chi ha criticato sin dall’inizio questa nostra scelta dettata, principalmente, dalla necessità di farci conoscere. Noi cosidetti piccoli non abbiamo le strutture ricettive dei grandi, non godiamo della fama dei grandi e non abbiamo le potenzialità economiche dei grandi per poter far promozione e marketing. Nonostante questo ai grandi dobbiamo solo dire grazie per la divulgazione del marchio Franciacota, ci mancherebbe. Ovvio che l’unica soluzione era quella di un evento che ci riunisse. Per la serie “come tante formiche possono fermare l’elefante”. Avrei però, gentile sig. Ziliani, qualcosa da ridire sul ruolo del Consorzio che, a mio avviso, esce come lunico sconfitto!!! Come giustamente dice, la manifestazione Cantine in Villa era ed è una manifestazione all’interno del Festival del Franciacorta in Cantina e non vuole assolutamente essere un contro-Festival o cose simili.
    Dal Consorzio ci saremmo aspettati quindi una promozione pari a quella adottata per tutte le cantine che invece hanno partecipato al Festival in Cantina. Ha avuto modo di sfogliare l’opuscolo ufficiale del Consorzio? Nessuna delle nostre cantine è stata citata e solo tre misere righe per ricorare l’evento Cantine in Villa (nel quale si specifica solo la presenza di 28 non meglio precisate cantine). Tutta la comunicazione dedicata al Festival del Franciacorta in Cantina non fa mai menzione del nostro evento (stampa, newsletter, cartellonistica, etc). Dire quindi che il Consorzio ha agito nel migliore dei modi mi pare quindi un poco esagerato. Diciamo piuttosto che il Consorzio non potrà che ingoiare amaro per il successo della manifestazione Cantine in Villa, visto che, le posso assicurare, non è mai stata vista di buon occhio dai potenti. La presenza poi del dott. Salvioni e del presidente del Consorzio sig. Zanella le abbiamo viste non tanto come visite di cortesia, ma piuttosto come visite dovute visto l’inaspettato (per loro) successo… Potrei sbagliarmi, ma in questo caso saremmo in più di 25 a pensar male. Cordiali saluti

    • Matteo

      settembre 30, 2013 alle 1:29 pm

      Aggiungo poi che sono pienamente d’accordo con lei sulla critica alla promozione dell’evento da parte nostra: purtroppo si sono verificati troppi franintendimenti e troppe lacune. Questo sarà sicuramente un aspetto da affrontare diversamente nel prossimo futuro.

      • Franco Ziliani

        settembre 30, 2013 alle 1:31 pm

        quando ci si affida a dilettanti non si possono ottenere di certo grandi risultati Matteo… E se poi questi dilettanti sono anche poco educati (eufemismo) visto come si sono comportati ad esempio con il sottoscritto (Plebani ne può essere testimone) allora le cose vanno ancora peggio…

    • Franco Ziliani

      settembre 30, 2013 alle 1:47 pm

      gentile Matteo, posso dirle, da osservatore esterno, da vecchio amico della Franciacorta (ricordo con nostalgia i tempi in cui nacque il Consorzio ed il primo presidente, quell’autentico galantuomo di Paolo Rabotti ed una mia piccola collaborazione per un’iniziativa che credo possa essere ancora valida oggi) che non sono d’accordo con il suo atteggiamento e con le sue parole?
      Credo, ed io non sono certo refrattario alle polemiche e alle contrapposizioni, e quando c’é da “leticare” non mi tiro certo indietro, che sia l’atteggiamento sbagliato.
      Non sta a me prendere le difese del Consorzio, che ha modi e mezzi e responsabili che potranno se vorranno nelle sedi opportune dire la loro, ma giudico un errore affermare che le visite dell’amministratore delegato e del Presidente, l’amico Maurizio Zanella, che conosco dal lontano 1984 e della cui amicizia mi onoro, siano state dovute, e non veramente di cortesia, fatte con la curiosità non di controllare ma di vedere e capire. E siccome sono entrambe persone intelligenti, di trarre motivi di riflessione utili.
      Lei lamenta che nell’opuscolo ufficiale del Festival Franciacorta in cantina non si faccia menzione di Cantine in villa, ma credo proprio, parlo senza aver sentito il Consorzio (visto che io ragiono con la mia testa e non prendo ordini da nessuno, lo dica al vostro dilettantesco addetto alla comunicazione…) che questo non sia stato possibile, perché quando l’opuscolo é andato in stampa il Consorzio della vostra iniziativa, che si é sviluppata con modi un po’ “carbonari” e da “cospiratori”, contro quale “nemico” non si sa bene…, non sapeva nulla. O quasi.
      Io credo che se voi aveste portato per tempo a conoscenza il Consorzio della vostra legittima intenzione di dare vita a Cantine in villa il Consorzio avrebbe, e non obtorto collo, fatto in modo di inserire tutte le informazioni sul vostro evento, che come ha letto io ho giudicato positivo e ho visto come un evento all’interno del più grande evento Festival Franciacorta in cantina, sullo stampato ufficiale ed in tutte le comunicazioni.
      Sabato ho parlato con tanti produttori, assaggiando poco e me ne dispiace, per cercare di capire e ho colto nella stragrande maggioranza la chiara volontà di dialogare con il Consorzio e non di contrapporsi, stupidamente, ad esso, o addirittura di dare vita ad iniziative velleitarie e senza alcun senso logico.
      Se prevarrà questo spirito e ne sono certo che sarà così, se trionferanno il buon senso e lo spirito di dialogo e di confronto, se lascerete da parte l’idea sbagliata che “i grandi” ed i “potenti” opprimano “i piccoli”, cosa che non é assolutamente vera, vedrete che l’edizione 2014 del Festival terrà conto dei desiderata di tutti e soddisferà tutti. Tranne i soliti incontentabili, che hanno da criticare per partito preso.
      Da parte mia, senza alcuna velleità di propormi in sostituzione di qualche dilettante scelto quest’anno, all’interno del Consorzio ci sono fior di professionalità e competenze che sapranno occuparmi al meglio della comunicazione e promozione dell’evento, sono a disposizione, con questo blog, ad ospitare il punto di vista suo e di altri produttori che hanno dato vita a Cantine in villa.
      Purché si ragioni con buon senso e non ci si eserciti in un “tiro al Consorzio” che trovo ingeneroso e sbagliato. E che non porta da nessuna parte.
      Cordialità vive

      • Matteo

        settembre 30, 2013 alle 3:27 pm

        Gentile Franco, lungi da me e dalla stragrande maggioranza dei promotori dell’evento in Villa la voglia e/o la necessità di far guerra al Consorzio: nessuno ne uscirebbe vincitore, anzi.
        Come ho cercato di spiegare, l’evento in Villa è nato solo ed esclusivamente come necessità di dar visibilità delle piccole cantine.
        Non scordiamo che i visitatori di queste manisfestazioni sono principalmente i cosidetti eno-turisti, persone che il più delle volte frequentano zone come la Franciacorta e tendono a visitare i soliti noti (immagino che questo accada un po’ dappertutto…). Ecco quindi che noi “piccoli” inevitabilmente scompariamo.
        Come ho detto, noi abbiamo fatto i nostri errori nella comunicazione dell’evento che è avvenuta decisamente oltre il deadline, ma il Consorzio non mi sembra abbia fatto molto per poter inserire l’evento anche all’ultimo (passi per l’opuscolo andato in stampa, ma cosa costava scrivere due righe sulla newsletter del Consorzio? Cosa costava darne comunicazione agli organi di stampa attraverso il comunicato ufficiale? Cosa costava aggiungere due righe sul sito del Consorzio e sul sito del Festival?).
        Sul fatto poi dei modi “carbonari” non mi trova assolutamente d’accordo visto che almeno abbiamo avuto la decenza di contattare tutti i produttori (si, anche “i potenti”) per informare della nostra iniziativa. Tutti sapevano e devo anche dire che poi più o meno tutti hanno anche risposto.
        Riguardo alla visita del Presidente e dell’amministratore delegato, a noi tutti è parsa un po’ come un dovere, come a dire “cavolo, dobbiamo ammettere che alla fine ce l’avete fatta, complimenti”. Questo è stato quello che noi abbiamo sentito sulla nostra pelle.
        Purtroppo non mi posso vantare dell’amicizia (o anche solo della conoscenza) di alcuno per poter essere smentito, neppure se consociato pagante del Consorzio.

        • Franco Ziliani

          settembre 30, 2013 alle 3:38 pm

          gentile Matteo, imparate tutti (e detto da un polemico come me suona davvero strano…) a dialogare e a confrontarvi senza arrière pensées e strane convinzioni che ci sia qualcuno che ce l’ha con i piccoli (non esiste) e vedrete che non ci sarà possibilità di incomprensioni e attriti.
          E non siate prevenuti verso l’A.D. ed il presidente Zanella, che conoscendoli erano sinceramente soddisfatti del buon successo – comunicazione dilettantesca a parte ma non si può cavare sangue dalle rape… – di Cantine in villa.
          Interessante quello che dice sul fatto che tutte le aziende fossero state informate dell’iniziativa: avevo avuto l’impressione che quello di Villa Lechi fosse un gruppo di autoconvocati…
          Sarebbe interessante capire perché determinate aziende, seppure informate da voi e invitate a partecipare, abbiano deciso di non esserci… Proverò a chiedere a qualcuno, ma se qualche produttore di questi che ci legge volesse intervenire, Lemillebolleblog é a disposizione.
          Qui, se lo metta in testa qualche zucca vuota, si fa informazione indipendente e non si prendono ordini da nessuno.

          • Piero

            ottobre 1, 2013 alle 6:28 pm

            Come ho avuto modo di commentare sul blog di Arcari nei commenti alla medesima notizia, condivido che il Consorzio avrebbe potuto inserire sul suo sito almeno il link del sito web dell’evento Cantine in Villa (ci vuole, più o meno, 4 secondi). Per me è stato un boomerang.
            Altra annotazione: mi risulta che solo l’ONAV di Brescia abbia promosso l’evento (sicuramente anche perché era impegnato nel servizio). L’AIS (mi consta) ha pubblicizzato solo il “solito” Cantine Aperte. Anche questo è un peccato, se fosse stato realmente così.
            A me la manifestazione è piaciuta parecchio, mi è servita molto per assaggiare i FC anche dei “piccoli”. Oltretutto, molti produttori concordavano su alcuni “punti deboli” dei loro vini ed erano molto propensi al confronto costruttivo. Sicuramente, la comunicazione è molto molto migliorabile per l’anno prossimo, da parte di tutti.

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