Lugana metodo classico Brut Olivini

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Trebbiano di Lugana
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


LuganaBrutOlivini

Mi sono proprio divertito, la scorsa settimana, a trascorrere una giornata e mezza sul Garda bresciano. In primo luogo perché i posti sono meravigliosi, le giornate da me incontrate bellissime, con un sacco di turisti, soprattutto del nord Europa, a godersi questo scorcio di fine estate, e perché ho potuto fare due degustazioni molto interessanti di cui conto di scrivere presto su Vino al vino.

La prima una degustazione tecnica presso il Consorzio Valtenesi di una tipologia di vini che particolarmente nel cor mi stan, i rosati, pardon i Chiaretto trovandoci in area gardesana, prima tappa di un lavoro di caratterizzazione e studio di questa speciale modalità del vino che il Consorzio ha intrapreso e che mi ha invitato a seguire.

La seconda degustazione, per certi versi rivelatoria, dedicata ad una delle denominazioni italiane più antiche, nata nel 1967 e la prima riconosciuta in Lombardia e una delle primissime in Italia, e maggiormente in salute, Lugana, riferita ad una zona di produzione che comprende territori ricadenti nelle province di Brescia e Verona ed é delimitata a nord dal lago di Garda.

Ho potuto, grazie alla disponibilità e alla perfetta organizzazione del Consorzio, ben diretto da un esperto e appassionato autentico di vini come Carlo Veronese, degustare in una mattinata qualcosa come 65 Lugana. E allora, dirà qualcuno, perché ce ne parla su Lemillebolleblog quando il Lugana è soprattutto un vino bianco fermo?

Ve ne parlo perché, come recita il disciplinare di produzione il Lugana prevede anche una produzione di vini, mi costa usare questa parola, “spumanti”, che vedono protagonista lo stresso identico “raisin du pays”, ovvero Trebbiano di Soave localmente denominato Turbiana o Trebbiano di Lugana.

E difatti, come si legge sul sito Internet consortile, “la versione Spumante, introdotta nel disciplinare di produzione a partire dal 1975, rappresenta invece, al di là dell’esiguità dei numeri produttivi, una tradizione consolidata. Si narra infatti, anzi lo racconta Camillo Pelizzari nel suo fondamentale La Lugana e il suo vino (1942), che sul finire dell’Ottocento un gruppo d’industriali della Champagne, in visita a San Martino della Battaglia, tentarono senza grande successo (a causa della scarsa produzione) d’investire sulla spumantizzazione del Lugana, volendo addirittura creare a Rivoltella una cantina per la produzione di uno spumante a metodo classico sul modello della Champagne. Oggi il Lugana Spumante è prodotto sia con il metodo Charmat o Martinotti (presa di spuma in autoclave) sia con il metodo classico (rifermentazione in bottiglia)”.

Nella mia degustazione ho potuto degustare 13 Lugana “spumante”, 4 versione Charmat e 9 metodo classico. Una verifica molto interessante. E in attesa di poter pubblicare presto tutte le note di degustazione (ovviamente alla cieca) dei vini, voglio dedicare subito uno spazio al metodo classico che, etichetta a parte, mi ha maggiormente convinto, prodotto da un’azienda di San Martino della Battaglia che francamente prima di questo assaggio, che ha compreso anche un Lugana fermo, che mi è piaciuto, non conoscevo, la Famiglia Olivini, che nasce nel 1970 e che vede tre giovani imprenditori Giorgio, Giordana e Giovanni scegliere di condividere un legame che i genitori Graziella e Giulio da anni sentono per questa terra, quella adiacente al lago di Garda, speciale.

Non so molto di questa azienda, se non che “negli ultimi anni l’azienda ha lavorato molto sulla caratterizzazione del Lugana, selezionando, dai propri vigneti più vecchi, i migliori ceppi che generano l’eccellenza di produzione dal punto di vista aromatico e di equilibrio acidico, propagando a seguito, per innesto, le gemme del prezioso materiale vegetativo e generando viti per i nuovi impianti in modo da conservare e ottimizzare il patrimonio varietale”.

Nell’ampia gamma di vini prodotti dagli Olivini, che comprende tre diverse “bollicine”, un Rosé, un Brut e un Pas Dosé, ho preferito il Lugana Brut, ottenuto da uve di Trebbiano di Lugana in purezza. Dopo una vendemmia precoce viene successivamente fermentato in bottiglia rimanendo a riposo sui lieviti per almeno 30 mesi. La tipologia Brut scelta consente di rimanere nell’ambito degli 8 grammi zucchero litro, con 6,5 di acidità totale, prerogativa naturale di ogni Lugana.

Il vino, considerando che si trattava di un Lugana metodo classico a base di Turbiana o Trebbiano di Lugana e non di Pinot noir, Chardonnay o Pinot Meunier, mi ha convinto e mi è piaciuto, colore paglierino brillante di media intensità, perlage abbastanza sottile e continuo, per il bel naso decisamente minerale, salato, nervoso con petrosità evidente e accenni di frutta secca non tostata fieno e fiori secchi e un tocco di agrumi di bella nitidezza e pulizia.

Bene anche in bocca grazie al bell’attacco vivo, incisivo e nervoso, un Brut che ha linearità, coerenza, una bel sale, una buona persistenza lunga e viva e un andamento verticale che ne suggerisce l’abbinamento come aperitivo o su antipasti freddi, anche a base degli ottimi pesci di lago.

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

17 commenti

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17 commenti

  1. benux

    settembre 25, 2013 alle 10:38 am

    Si possono riscontrare similitudini con i metodo classico marchigiani a base di Verdicchio?

  2. Zakk

    settembre 26, 2013 alle 8:45 pm

    L’unica cosa che li può accomunare è l’essere mediocre.

    • Franco Ziliani

      settembre 26, 2013 alle 9:48 pm

      Cosi’ parlo’ il so tutto mi…ma chi crede di essere zakk?

  3. benux

    settembre 27, 2013 alle 7:49 pm

    Spero che Zakk abbia almeno assaggiato qualche bottiglia di Garofoli o di Ubaldo Rosi riserva per aver fatto questa affermazione

    • Franco Ziliani

      settembre 27, 2013 alle 10:40 pm

      Zakk pirleggia da perfetto sbruffone quei Verdicchio metodo classico che lei cita sono molto buoni

      • Zakk

        settembre 29, 2013 alle 2:28 pm

        Certo, se le piace il brut Olivini anche quelli ben figurano al suo palato.
        Vede? Tutto torna.

    • Zakk

      settembre 29, 2013 alle 2:27 pm

      Se do un giudizio è perchè i vini li bevo.
      Ribadisco la mediocrità di tanti assaggi su metodo classico base verdicchio.
      A mio modo di vedere le zone italiane dove si ottengono metodo classico pregevoli sono il Trentino Alto Adige e l’Alta Langa.
      Che poi ogni tanto ci sia n outsider che in un anno striscia con una versione felice, beh una rondine non a primavera.

      • Franco Ziliani

        settembre 29, 2013 alle 2:30 pm

        Io invece guardo le etichette e non stappo… Sei proprio un pirla Zakk

        • Franco Ziliani

          settembre 29, 2013 alle 2:33 pm

          Ma vai a quel paese Zakk! Confermo che sei proprio un gran pirla

        • Zakk

          settembre 29, 2013 alle 2:49 pm

          E chi ha detto che lei non beve quel che giudica?

          • Franco Ziliani

            settembre 29, 2013 alle 3:49 pm

            Se uno interviene su questo blog dicendo che un vino di cui ho scritto positivamente fa schifo e afferma “Se do un giudizio è perchè i vini li bevo”, implicitamente vuole significare due cose: che non capisco un tubo di vino, oppure che scrivo di un vino senza averlo assaggiato.
            Questo lo capiscono anche le persone normali, non i pirla assoluti come Zakk. Un autentico coniglio che getta il sasso e nasconde la mano da vile qual’é

          • Zakk

            ottobre 6, 2013 alle 2:51 pm

            Io ho scritto che i vini di cui scrivo lo ho bevuti in risposta a benux che sperava che avessi bevuto…..
            E da nessuna parte, in questo thread, ho scritto la parola “schifo”. Ziliani, non mi metta nella tastiera parole che non ho digitato.

          • Franco Ziliani

            ottobre 6, 2013 alle 2:57 pm

            lei resta il solito pirla

          • Zakk

            ottobre 6, 2013 alle 7:03 pm

            Facile così vero?!?
            E provare a rispondere nel merito invece che insultare?

          • Franco Ziliani

            ottobre 6, 2013 alle 7:11 pm

            facilissimo, perché con i pirla non si discute e ci si limita a ricordare loro quello che sono: dei pirla.

  4. giacomo

    febbraio 7, 2015 alle 4:00 pm

    Olivini è un ottimo metodo classico rapportato al prezzo, a me piace e dire che fa schifo è una bestemmia bella grossa.

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