Franciacorta Satèn 2009 Il Mosnel

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


MosnelSatènFranciacortaFOR THE ENGLISH VERSION CLICK HERE

Mi accorgo che è colpevolmente un sacco di tempo, quasi un anno, da questo articolo, che non scrivo più dei Franciacorta di una delle mie aziende franciacortine predilette, Il Mosnel di Camignone di Passirano, e allora approfitto della coincidenza dell’arrivo questa settimana dell’edizione 2013 del Festival Franciacorta – di cui vi invito a visitare qui il sito Internet dedicato con tutto il programma dettagliato – per parlarvi di un Franciacorta mosneliano che ho recentemente bevuto e come quasi sempre accade con i vini prodotti da Lucia e Giulio Barzanò mi ha pienamente convinto.
Parlo del Satèn, millesimato 2009. Chi sia il Mosnel, azienda di lunga storia (già nel 1968 la grande mamma di Lucia e Giulio, quella donna straordinaria che è stata Emanuela Barboglio aderiva alla Doc Franciacorta) che prende nome da un bel toponimo dialettale di origine celtica che significa pietraia, cumulo di sassi, adottato a partire dal 1976, è inutile dirlo: un’azienda esemplare, una di quelle dieci che se dovessi scegliere dieci aziende franciacortine di riferimento citerei sempre (e per favore non chiedetemi di fare il nome delle altre nove, anzi otto, perché la seconda che inserirei sempre è la Fratelli Berlucchi…), che ha adottato da tanto tempo la strada della qualità e la percorre lungo tutta la gamma ampia delle sue “bollicine”.
Il Satèn, di cui ho degustato l’annata 2009, è stato prodotto per la prima volta nel 1996 e nasce da uve Chardonnay in purezza, provenienti dai vigneti denominati Larga cani, Mosnel, Camilì e Tesa, posti nel Comune di Passirano, pede collina di Monterotondo e Fantecolo con esposizione Est – Sud/Est, condotti a cordone speronato con resa di 80 quintali ettaro ovvero 52 ettolitri hr., uve vendemmiate dall’11 al 21 agosto 2009.
La vinificazione prevede, come si legge nella scheda tecnica sul vivace e aggiornato sito Internet aziendale, “la separazione della I e II spremitura. Dopo 12 ore di decantazione a 13° C, inoculo di lieviti selezionati per la fermentazione parte in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, e parte in barrique (40%). Malolattica e travaso precedono l’assemblaggio della cuvée che a Marzo, aggiunto lo “sciroppo di tiraggio”, viene imbottigliata, tappata con il tappo a corona e coricata in catasta per la presa di spuma”. Affinamento di 30 mesi sui lieviti e dosaggio Brut per 35.000 bottiglie complessive.
Il risultato è un Satèn esemplare, ideale da proporre come aperitivo e da abbinare ad antipasti e primi piatti a base di pesce e di verdure.
Colore paglierino brillante luminoso, perlage sottile e continuo, mostra un naso molto salato e minerale, una caratteristica del resto di tutti i Franciacorta del Mosnel, vivo, con una nota di mandorla molto evidente, accenni agrumati e di crema pasticcera.
All’assaggio, si allarga molto bene in bocca, ampio suadente, cremoso, carezzevole, di grande finezza e persistenza lunga e piena e chiude con una bella vena di mandorla e una grande freschezza salata. Davvero un Satèn di riferimento.

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

 

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