Champagne Brut Blanc de Noirs J.M. Gobillard et Fils

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Pinot Meunier
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9


Gobillard 002

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Decisamente simpatico e piacevole il lavoro di giornalista del vino e responsabile di un blog, questo, consacrato alle “bollicine”, in larghissima parte (questione di gusti personali, che prediligono i metodo classico agli Charmat) dedicato ai méthode champenoise. Italiani ovviamente, ma anche, e come si potrebbe fare diversamente, esteri. Con Madame la Champagne in pole position.

Grazie a queste credenziali e, spero, ad una certa autorevolezza nel campo dei vini che “busciano”, che viene riconosciuta a me e a Lemillebolleblog anche da persone, e non mancano, cui sono cordialmente antipatico, prima delle vacanze estive sono stato contattato da una gentile persona che mi proponeva di farmi assaggiare una selezione di Champagne di una casa importata in Italia. E ho così scoperto, confesso che ne ero a conoscenza, non solo l’esistenza di una Maison situata in un villaggio dal nome quanto mai leggendario ed evocativo, Hautvillers, la Maison Gobillard, ma quella del suo importatore e distributore in Italia, la società Sebina srl. di Bolgare, ad una quindicina di chilometri dalla Bergamo dove risiedo. A disposizione!

E così, grazie ad una visita fatta alla sede dell’azienda, dove ho scoperto che Sebina distribuisce in provincia di Bergamo fior di aziende che conosco e stimo, cito Pojer e Sandri, Abbazia Muri Gries, Marchesi di Gresy, Oddero, Mastrojanni, Anteo, Cà Lojera, Le Fraghe, Quintarelli, Fontanavecchia, Pietracupa, e tra quelle estere Domaine Weinbach, Dugat-Py, Château Gigognan, ho potuto degustare tre vini dell’ampia gamma Gobillard. Parlo di due non millesimati, Blanc de Blanc e Blanc de Noir e Cuvée Prestige Rosé millésimé, di cui ho provato il 2008. Ma prima di parlare dei vini, anzi, di un solo vino per oggi, alcune parole sull’azienda.

Tutto nasce nel 1933 da Gervais Gobillard che nel 1933 decide di diventare vignaiolo indipendente e acquista due ettari di vigna a Hautvillers, villaggio di origine della moglie. Vuole essere viticoltore ed elaborare il proprio Champagne. Sono anni difficili per i vignerons indipendenti, ma grazie all’impegno e alla convinzione che lo Champagne non possa essere riservati alle grandi maisons de négoce, Gervais ce la fa e riesce a trasmettere la propria passione al figlio Jean–Marie.

Nel 1982 gli ettari di vigna sono diventati già otto e la famiglia si è allargata con l’arrivo di quattro figli, ma un tragico incidente impedisce a Jean–Marie Gobillard di vedere coronato il frutto del proprio lavoro. Anche se molto giovani i figli, Philippe, Jean-François, e Sandrine, prendono in mano l’azienda forti del senso del lavoro e della responsabilità e della concordia appresi dal padre.

Gobillard 014

Trent’anni dopo la Maison J.M. Gobillard et fils è una realtà importante: 30 ettari di proprietà, più 125 di contratti fidelizzati con vignerons, nel 2010 raggiunta la quota di 1 500 000 di bottiglie prodotte di cui 50% destinate all’export. Chapeau! La cantina, ampliata in più fasi, situata nel cuore della Champagne, a cinque chilometri da Epernay, nel villaggio che ospita la grande Abbaye dove intorno al 1681 il monaco benedettino Dom Pérignon, che Dio l’abbia in gloria, fece nascere le prime “bollicine” di Champagne, ospita un numero considerevole di bottiglie che si affinano lungamente e senza fretta: due anni per il Brut Tradition ed il Brut Rosé, tre anni per il Brut Grande Réserve Premier Cru ed il Brut Blanc de Blancs, periodi maggiori per le altre cuvée.

Riservandomi di tornare presto a parlare di quest’ultimo vino, nonché del Rosé Prestige 2008, che ho trovato decisamente ben fatti e di grande piacevolezza, voglio concentrare l’attenzione sullo Champagne che più mi ha conquistato, il Blanc de Noirs non millesimato, sintesi di un 90% di uve Pinot noir e 10% di Pinot Meunier. Champagne con una permanenza sui lieviti intorno ai quattro anni, dosaggio degli zuccheri contenuto in cinque grammi, e prezzo, in uscita dal distributore, sui 20 euro più Iva. Che ne fanno, a mio avviso, uno Champagne dall’interessantissimo rapporto prezzo qualità.

Bello il colore, un paglierino oro di grande intensità e brillantezza, fine il perlage, sottile e nervoso nel bicchiere, e naso ben secco, ricco, complesso, di grande intensità e decisione, con note di ananas, pompelmo, frutta secca, fiori bianchi, frutta gialla essiccata.

La bocca è molto affilata, diretta, di grande energia e spinta, una bolla ben croccante, ma non aggressiva, un nerbo ben deciso, con acidità che spinge, e una spiccata sapidità, con persistenza lunghissima e una chiusura, viva, su una leggera nota di mandorla.

Data la sua struttura e la sua vinosità, seppure bilanciata, si tratta di uno Champagne “gastronomico”, da servire e gustare a tavola, sbizzarrendosi negli abbinamenti.

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

14 commenti

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14 commenti

  1. bevo_eno

    settembre 11, 2013 alle 12:25 pm

    ma dove si possono comprare questi vini??? al prezzo che indica lei????

  2. Franco Ziliani

    settembre 11, 2013 alle 5:26 pm

    Naturalmente i prezzi indicati sono per gli operatori e non per i privati

  3. Franco Ziliani

    settembre 11, 2013 alle 5:27 pm

    Ovviamente i prezzi indicati sono per gli operatori non per i privati

  4. Zakk

    settembre 11, 2013 alle 9:20 pm

    I prezzi ufficialmente sono per gli operatori, ma scommetto che se si va dall’importatore con i contanti in mano una ricevuta con il codice fiscale e via, si stappa lo champagne.
    Non mi riferisco al caso citato, ma generalmente succede questo.
    Peccato che Gobillard non rientri nelle mie necessità bevitorie :-):-)

    • Franco Ziliani

      settembre 11, 2013 alle 9:52 pm

      Ci illustri lei sui vini che bisogna bere apra un suo blog

  5. Zakk

    settembre 12, 2013 alle 7:49 am

    Guardi che il mio “peccato….” non voleva essere una critica a Gobillard o a lei che ha deciso di scriverne. Soltanto che so dove ha il magazzino Sebina e se importasse altro sarei più contento.
    In ogni caso, visto che me l’ha chiesto, ne approfitto: io dico che bisogna bere i vini che piacciono. Dice che sbaglio?

  6. Franco Ziliani

    settembre 12, 2013 alle 2:16 pm

    certo che bisogna bere i vini che piacciono. E io scrivo dei vini che mi sono piaciuti. Se non mi piacciono lo dico apertamente oppure li ignoro.
    E se poi Zakk non é d’accordo dormo ugualmente 🙂

  7. Giovanni

    settembre 13, 2013 alle 7:11 pm

    Complimenti per il blog che consulto assiduamente. Una curiosità forse un po’ maliziosa: considerate le sue recensioni, le 4 stelle e mezzo di uno champagne pesano come quelle ad esempio di un Franciacorta?
    Per farla breve, secondo lei, a fronte di una sua valutazione di 4 stelle e mezzo, meglio uno champagne o un bollicine nostrano?

    • Franco Ziliani

      settembre 14, 2013 alle 9:43 am

      nessun problema a risponderle, dicendole innanzitutto che nei miei giudizi io cerco di valutare i pregi qualitativi di un vino in sé senza chiedermi se si tratti di una denominazione o l’altra, se sia un vino italiano, francese o spagnolo.
      La qualità intrinseca non ha nazionalità né Doc o Docg o AOC…
      Quanto alla sua seconda domanda rimando la risposta al suo gusto personale. Veda lei cosa scegliere di volta in volta, in base alle circostanze, ai piatti, alla disponibilità di spesa, al gusto della persona che, eventualmente, sarà in sua compagnia

  8. Zakk

    settembre 13, 2013 alle 7:56 pm

    E ci mancherebbe!
    A volte mi sembra che lei Ziliani soffra di sindrome da accerchiamento.

  9. Zakk

    settembre 14, 2013 alle 11:18 am

    Dal tono delle sue risposte sembra che lei sia sempre un po’ aggressivo, ma non per attaccare, ma per difendersi da eventuali attacchi o zakkate che siano 🙂

    • Franco Ziliani

      settembre 14, 2013 alle 12:05 pm

      Non devo difendermi proprio da nulla! Le sue zakkate le sopporto con laica pazienza..

  10. Zakk

    settembre 14, 2013 alle 9:33 pm

    Le (mie) zakkate sono sublimi

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