Sulle purple pages di Jancis Robinson Walter Speller promuove i Franciacorta

WalterSpeller

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Fa sempre piacere leggere che un importante giornalista estero, pardon, un wine writer, tesse le lodi, di vini italiani. Ancora più piacere quando si tratta di un esperto effettivo, di uno di quelli che di vino veramente ne sanno e non ne parlano per sentito dire o scrivono, come accade su certe note testate Usa, tenendo in costante considerazione, anche quando si tratta di blind tasting (almeno dicono) gli investimenti pubblicitari sulle testate stesse di determinate aziende… Saluto quindi con piacere l’ampio articolo che Walter Speller, per chi non lo sapesse il responsabile (ritratto nella foto di apertura) per l’Italia delle degustazioni delle purple pages, il sito Internet di Jancis Robinson, ha recentemente dedicato alla Franciacorta e ai suoi vini. Speller è veramente un esperto e posso testimoniarlo avendo visto all’opera quest’estate per cinque giorni e avendolo invitato a presiedere la giuria internazionale di esperti dell’edizione di quest’anno della rassegna Radici del Sud.

Cosa ha fatto Speller? Semplice, in una articolo purtroppo visibile integralmente solo agli abbonati del sito di Jancis, ha raccontato della presentazione londinese, tenutasi a luglio della Franciacorta, prima tappa di un tentativo di conquista organica del mercato UK. Speller non ha taciuto le criticità e le difficoltà di questa che non è una “mission impossible” ma quasi. Il fatto che il Regno Unito sia, lo dimostrano i numeri, oltre 33 milioni di bottiglie importate nel 2012 che ne fanno il primo mercato estero, un Paese fortemente filo Champagne da secoli, e che per un prezzo di un eccellente Franciacorta spesso si trovano in UK molti Champagne di media qualità. Ma molto più noti e sorretti da un’immagine collettiva più forte.

E ha ricordato che alla fine molti consumatori continuano e continueranno a scegliere l’immagine forte e ricca di glamour della Champagne, meticolosamente costruita nel tempo con un’intensa e costosa opera di marketing, rispetto a quella della sconosciuta Franciacorta.

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Ma la Franciacorta non si è fatta scoraggiare dalle difficoltà, di cui è ben consapevole, di questa operazione di tentata conquista del mercato UK e ha preso la decisione, che Speller definisce testualmente “sensazionale”, di aprire un costoso ufficio promozione inglese. Dimostrando la volontà di investire seriamente su questo qualificatissimo mercato, invece di dar vita ad operazioni “mordi e fuggi” su diversi altri scenari. Si tratta ora di passare da una presenza, limitata, in molti dei più qualificati ristoranti italiani londinesi e inglesi ad una presenza più diffusa nella ristorazione, mentre nei canali di vendita moderna l’operazione presenta aspetti più complessi, perché il costo dei Franciacorta di buona e alta qualità li rende oggettivamente meno appealing per quel canale.

Fatte queste premesse Speller è passato alla degustazione di una quarantina di vini di 18 diverse aziende che erano presenti alla vernice londinese, ed i risultati sono stati molto soddisfacenti, considerando che i punteggi vanno, per pochi vini, da un minimo di 15/20 ad un massimo di 18/20 con dieci 16,5/20, tre 17,5/20, e undici 17/20.

Tra i vini che hanno riscosso il maggiore consenso da parte di Walter Speller la Cuvée Annamaria Clementi 2004 di Cà del Bosco, il Brut 2007 di Bellavista, il Brut di Biondelli, il Cellarius Rosé 2009 di Guido Berlucchi, il Brut 2008 di Fratelli Berlucchi, il Brut di Enrico Gatti, l’Extra Brut 2007 EBB del Mosnel, il Brut 2007 dello Sparviere, il Brut e l’Electo di Majolini ed il Satèn 2009 di Ronco Calino.

E per ottobre si annuncia l’arrivo in Franciacorta, per un maxi tasting destinato ad una prestigiosa rivista britannica, di un altro importantissimo English wine writer: not bad at all!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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