Cava Cuvée Manuel Raventos 2003 Raventos y blanc

Denominazione: Cava
Metodo: classico
Uvaggio: Xarel•lo, Parellada
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9


Cava 003

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Resto della mia idea, del resto già espressa recentemente in un articolo dedicato ad un altro ottimo vino di questa tipologia: gli italiani non dedicano l’attenzione che meritano ai Cava. Ai migliori Cava che a cercarli bene, alcuni sono addirittura distribuiti in Italia, non mancano. L’Italia invece si trova al 31esimo posto con 355.371 bottiglie, nella classifica dei Paesi esportatori del metodo classico made in Spain, e ben davanti a noi ci sono Paesi come Finlandia, Svezia, Canada, Norvegia, Austria, Uruguay, Brasile, Israele, Russia, Argentina, Polonia.
Il perché di questa mancata popolarità delle “burbujas” prodotte nella zona di Barcellona, nel Penedès, – se pure il 95% del Cava é prodotto in Catalogna, altre sei regioni spagnole hanno la possibilità di produrre Cava, ovvero Valencia, Aragona, Extremadura, Rioja, Navarra, Castilla y Leon. Sono 159 comuni della province di Barcelona (63), Tarragona (52), Lleida (12), Girona (5), La Rioja (18), Alava (3), Zaragoza (2), Navarra (2), Valencia (1) e Badajoz (1) – resta un mistero per me. Anche se forse una spiegazione è data dal fatto che i Cava più facili da trovare e più “risparmiosi”, cheap direbbero gli inglesi, non solo qualitativamente il massimo, mentre i Cava di qualità più elevata hanno un prezzo più simile a quelli di uno Champagne o di un nostro metodo classico di buon livello.
Il che, agli occhi di qualcuno che è abituato a considerarli poco costosi e più simili, a livello costi, ad un Prosecco, costituisce un elemento frenante. Eppure varrebbe, vale la pena provare, perché certi Cava, e lo dico restando un fan convinto della Champagne e dei migliori metodo classico italiani (che ci sono: in Trentino, Franciacorta, Oltrepò Pavese, Alto Adige e anche in altre zone che non vantano un’antica tradizione spumantistica), possono riservare sorprese straordinarie.

Cava 005

Ho già scritto altre volte, potete leggere i post precedenti qui, qui e poi ancora qui, dei vini, che da un anno non si presentano più come Cava, perché l’azienda, come altre, è uscita dalla denominazione Cava, della storica Bodega Raventos y blanc di Sant Sadurní d’Anoia. La storia di questa cantina prestigiosa, l’ho già tracciata e la potete leggere qui, per ora voglio solo ricordare che a partire dal 1986, Josep Maria Raventos ed il figlio Manuel (oggi alla testa dell’azienda) hanno lavorato intensamente per creare un nuovo stile di “Cava” all’interno della propria azienda, puntando con decisione all’elaborazione di una qualità altissima e senza compromessi, proveniente solo dai cru delle loro terre a Sant Sadurnì D’Anoia.

Il vino che ho bevuto e che all’epoca della sua produzione e commercializzazione era ancora un Cava è il Gran Reserva Brut Manuel Raventos 2003, che era stato imbottigliato nel maggio 2004 e ha conosciuto un affinamento sui lieviti di più di sette anni, oh yes sette anni, visto che la data di sboccatura, come sono riuscito a ricostruire con la preziosa collaborazione di Susana Portabella, responsabile comunicazione della Bodega, che ha cortesemente risposto alle mie mail, è del 24 ottobre 2011. Ho quindi degustato, ma che dico, bevuto gioiosamente, un Cava a quasi due anni dal suo dégorgement.

La Cuvée Manuel Raventós nasce nel 1991 e dopo dieci anni Manuel Raventós scoprì che i vini migliori arrivavano regolarmente da due specifici appezzamenti, El Mirador e La Creueta del Coll e quindi il vino diventò una selezione ancora più rigorosa di vigne e di uve.

Clos-Serral-Raventos

Attualmente il vino viene prodotto con uve Xarel·lo in purezza proveniente dal Clos del Serral, ma all’epoca, come si apprende anche da una dicitura presente in etichetta, che dice testualmente “Vinya Gran Xarel.lo de 1954 La Creueta del Coll Parellada de 1973”, si tratta di una cuvée di Xarel.lo, uva identitaria del Cava e dell’azienda, che le destina oltre il 50% delle superfici vitate, e di Parellada. La prima uva ad assicurare consistenza, equilibrio, acidità e struttura, la seconda, che matura e viene raccolta dopo, è difatti l’ultima varietà bianca ad essere vendemmiata, a portare minore struttura e gradazione alcolica, ma frutto, finezza, note aromatiche e fragranza.

I suoli sono freschi, sciolti, leggeri, asciutti, con una notevole componente calcarea e sabbiosa, che favorisce una perfetta maturazione delle uve. Noi ricordiamo come caldissima, anzi torrida l’annata 2003, invece una nota  tecnica dell’azienda sull’annata ricorda che fu un’annata calda e piovosa, che la temperatura media fu di 15,7 gradi (contro una media annuale di 15,3°) con 672 millimetri di pioggia (contro una media di 520) e pioggia (144 millimetri in dieci giorni) nel corso della vendemmia. Le uve vennero raccolte lo Xarel·lo il 12 settembre e la Parellada il 19 settembre. La fermentazione avviene esclusivamente in acciaio, il vino è secco, con 1,5 grammi di zucchero litro, ed il resto è affidato alla lunga vita in bottiglia e alla tenuta del tappo…

Raventos-tappo 005

Nel mio caso è andato tutto bene, salvo il fatto che abbia dovuto berlo da solo e non condividerne la magnificenza con la persona cara che solitamente assaggia con me, e la bottiglia è emersa in tutto il suo scintillante splendore, la sua incredibile personalità.
Paglierino oro molto intenso il colore, perlage fine, delicato, continuo, molto vivace nel bicchiere e subito l’impatto avvolgente con un naso fitto, maturo, solare e mediterraneo, caldo eppure di grande fragranza e freschezza salata, con frutta secca leggermente tostata in evidenza, frutta esotica, agrumi canditi, miele, una vena di liquirizia e di anice e una nota appena balsamica, e soprattutto un gran nerbo minerale, una lama affilata di pietra focaia.

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L’attacco in bocca, perfettamente secco, asciutto, nervoso, scattante, ha slancio, vitalità, ricchezza di sapore incredibili, un’ampiezza sul palato larga, salata e minerale, con pienezza e succosità di frutto abbinate ad una perfetta acidità e ad una certa presenza tannica e ad un’assoluta piacevolezza, che rendono il Gran Reserva Brut Manuel Raventos 2003 non solo uno dei migliori Cava da me bevuti ma un capolavoro assoluto della spumantistica metodo classico spagnola ed internazionale.
Come direbbero in Francia: chapeau!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

3 commenti

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3 commenti

  1. maurizio gily

    agosto 20, 2013 alle 10:07 am

    Interessante. La scelta del produttore di uscire dalla denominazione CAVA è un segnale molto netto. E forse risponde anche alla prima questione che poni, perché in Italia si vende poco Cava. Un’immagine bassa per chi cerca alta qualità, e poca notorietà per chi cerca invece un prodotto “da prezzo” (e in questa categoria molti Cava si difendono bene). Non ricordo tra l’altro alcuna campagna promozionale istituzionale sul nome Cava, mentre ne ricordo sui grandi marchi, Freyxenet e Codorniou. Non sapevo che la denominazione si potesse usare anche fuori dalla Catalogna e mi pare una cosa piuttosto stupida. Cava diventa quasi un sinonimo nazionale di metodo classico, quindi non una vera denominazione di origine. Anche in Italia qualcuno ebbe questa pensata tempo fa. per fortuna (a mio avviso) non ebbe seguito.

  2. real irish characters

    agosto 28, 2013 alle 3:37 pm

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