Franciacorta Cellarius Cuvée J.R.E. 2007 Guido Berlucchi

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9


BerlucchiJRE2007

Premettendo, anche se lo sanno persino i sassi, che con la famiglia Ziliani proprietaria di questa storica (è il caso di dirlo) “maison” franciacortina non ho alcun tipo di parentela, limitandomi solo a vantare il privilegio di essere omonimo di chi ha “inventato” e immaginato la vocazione “spumantistica” di questa zona vinicola bresciana, voglio sottolineare, da cronista del vino, un risultato significato conseguito dalla Guido Berlucchi di Borgonato di Corte Franca.
Non mi riferisco solo al fatto, universalmente noto, di essere la più significativa, in termini di numeri, azienda produttrice di Docg di Franciacorta e la leader, insieme ad una nota casa trentina, del metodo classico italiano. Né faccio riferimento ad un’operazione di notevole impegno portata con successo a compimento, ovvero la riconversione a Franciacorta praticamente ultimata dello zoccolo duro della Cuvée Imperiale, che fino a pochi anni orsono era realizzata con un mix di uve di Franciacorta, Oltrepò Pavese e Trentino, grazie ad un’indubbia sapienza compositiva e un’autentica “scienza” della cuvée messa a punto da Franco Ziliani e trasmessa al figlio Arturo, che è l’abile enologo aziendale ed il continuatore tecnico del lavoro paterno.
Il risultato che voglio segnalare e che reputo significativo, trattandosi non di una boutique winery ma di un’azienda da quasi cinque milioni di bottiglie, buona parte delle quali sono ovviamente commercializzate nella Grande Distribuzione, è l’aver messo in atto un buon rapporto con la ristorazione, tanto da aver creato alcune cuvée ad essa pecularimente destinate. Prima ancora dei Franciacorta delle linee ’61 e Palazzo Lana, la “testa di ponte” per maturare questo dialogo è stato il Cellarius, un prodotto studiato per vincere le ritrosie del canale Horeca nei confronti di un marchio presente nel moderno canale di vendita avvertito come alternativo se non ostile.
Progressivamente il Cellarius si è ritagliato un proprio spazio nei ristoranti. Ennesima dimostrazione di questa credibilità e a mio modo di vedere un risultato di cui andare giustamente orgogliosi è il fatto che un’associazione di ristoratori importante come i Jeunes Restaurateurs d’Europe (www.jre.it) abbia scelto di legare il proprio nome alla Guido Berlucchi selezionando, in collaborazione con il team tecnico dell’azienda, Arturo Ziliani ed il suo assistente Ferdinando Dell’Aquila, due cuvée di Franciacorta da proporre nei propri locali. Un’operazione, questa, che si è ripetuta per due anni, nel 2011 e nel 2012.

JRE-Berlucchi

Si tratta di due millesimati di diverso stile, un Blanc de Blanc riserva 2006 Pas Dosé, che verrà commercializzata a fine anno, ed un Blanc de Blanc Extra Brut annata 2007 che è stato da poco commercializzato. Immagino già le obiezioni dei classici “eno-snob antifranciacortini”: ma come, ora Lemillebolleblog si mette a celebrare un’operazione di marketing? Lo sarà anche, e chi lo nega, anche se vedere sul collarino di queste due bottiglie il marchio J.R.E. e non di una qualsiasi associazione di ristoratori delle tante che ci sono in Italia non è certo una cosa banale.
Ma quel che conta è la bottiglia, è la bottiglia che parla, e una volta stappata e degustata, anzi piacevolmente bevuta, in compagnia di una persona del cui gusto mi fido ciecamente e che i Franciacorta ed i metodo classico ben conosce, il Blanc de Blanc Extra Brut annata 2007 mi ha sorprendentemente colpito in un esemplare con sboccatura 2011. Colpito senza sé ne ma.
Chardonnay in purezza, da vigneti di proprietà (e ormai la Guido Berlucchi, anche se acquista parecchie uve da conferitori franciacortini possiede molti vigneti in zona), ad alta densità di impianto, è una Cuvée, una piccola parte della quale è affinata in legno, da vini esclusivamente del 2007, che si affina almeno 42 mesi sui lieviti e ha un dosaggio degli zuccheri di tre grammi litro.
Colore paglierino con sfumature verdognole di grande brillantezza, bella presa di spuma, mostra un perlage di non consueta finezza, sottile, continuo. Bellissima la prima impressione a naso, con profumi delicati, agrumati, di notevole precisione, nitidezza ed eleganza, note di pesca bianca e fiori bianchi, una bella vena salata e una bella mineralità, in un quadro di notevole freschezza.
Attacco in bocca ben secco e deciso, con un notevole allungo e bel dinamismo, una bella vena viva, nervosa e salata, un struttura salda e una bolla croccante, con equilibrio e piacevolezza e una leggera vena di mandorla sul finale. Dite pure quello che volete, ma averne di Franciacorta così buoni…

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2 commenti

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2 commenti

  1. Andrea

    luglio 31, 2013 alle 11:34 pm

    Sig. Ziliani , mi preme sottolineare, che da solo circa due anni , l’azienda di Guido Beelucchi può vantare di essere la prima azienda, in termini numerici, della DOCG Franciacorta.
    Prima era solo una bollicina di metodo classico italiano.

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