Montellori Blanc de Blanc Pas Dosé 2009 Fattoria Montellori

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


Montellori-PasDosé

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Incredibili questi toscani! Non solo si “accontentano” di produrre i migliori vini base Sangiovese (a Montalcino e in alcune tenute del Chianti Classico) del mondo, alcuni dei più straordinari vini passiti (dal Vin Santo ad alcuni Aleatico dell’Elba) un bianco di strepitosa finezza e longevità (penso soprattutto ai vini della mia cara amica Elisabetta Fagiuoli a Montenidoli) come può essere la Vernaccia di San Gimignano.
E per gli amanti del genere, io notoriamente non sono tra quelli, riescono a vendere a prezzi da grandi Château, manco fossero dei grandi vini, dei tagli bordolesi prodotti in quel di Bolgheri e dintorni. Se ci si mettono, questi “maledetti toscani”, per dirla con il titolo del celeberrimo libro del pratese Curzio Malaparte, riescono a far bbone anche delle “bollicine” stile “méthode champenoise”.

Se non ci credete, se pensate che vi stia gabbando o che pensi ad una zingarata da “Amici miei”, procuratevi una bottiglia del Montellori Pas Dosé millesimato (in commercio c’è attualmente l’annata 2007, prima di fine anno uscirà la 2009) che la famiglia Nieri, prima Giuseppe, ora il figlio Alessandro, produce, tenetevi forte, in quel di Fucecchio, in provincia di Firenze.

So bene che per tutti voi questo borgo del Valdarno inferiore è noto, più che per la produzione vinicola, come paese natio del principe dei giornalisti italiani, ed il mio personale maestro, Indro Montanelli, però dal 1895 ad opera della famiglia Nieri, Fucecchio è anche terra da vino, grazie a Giuseppe Nieri che decise di investire in una proprietà agricola i notevoli profitti realizzati nel commercio del cuoio. La messa a dimora dei vigneti e la produzione di vino diventarono parte integrante della nuova vita di Giuseppe Nieri e il lavoro di acquisizione e impianto continuò con Mario Nieri, figlio di Giuseppe. E sono poi proseguite con il figlio Giuseppe ed il di lui figlio Alessandro che conduce personalmente l’azienda dal 1998 in seguito alla scomparsa del padre.

Documentazioni storiche attestano che la collina di Montellori era nota fin dal 1200 per essere stata coltivata con vigne ed olivi, come si evince dal testamento del suo antico proprietario, un tale Rabito della famiglia Liena proveniente dalla Lucchesia, però il maggior impulso allo sviluppo di Montellori, tuttavia, si verificò sotto la guida di Giuseppe Nieri (1929-1998) che aumentò l’estensione delle vigne sino al livello attuale di 55 ettari e continuò anche il rinnovamento della dotazione di cantina introducendo tini di acciaio inox con controllo della temperatura.

Ma le “bollicine”? La loro storia me la sono fatta raccontare da Alessandro Nieri: “per quanto riguarda lo spumante la storia è questa. Mio padre era un grande appassionato di vini bianchi e di Champagne in particolare. Iniziò con i primi esperimenti utilizzando le uve di una piccola vigna di Chardonnay che avevamo sulle colline di Cerreto Guidi. I risultati furono incoraggianti ma ben presto si accorse che le caratteristiche climatiche del luogo non permettevano di ottenere un vino base con l’elevata acidità necessaria per ottenere uno champenois dalla vita lunga e con quella mineralità che contraddistingue le migliori bottiglie.

Si mise allora in cerca di un territorio che poteva servire allo scopo e lo trovò nel Montalbano. In cima al Montalbano a circa 500 metri di altezza, con un terreno ricco di arenaria e pietre si poteva ottenere quello che cercava. Agli inizi degli anni ’80 fu fatto lo scasso ed impiantato un vigneto di poco più di un ettaro con circa 10.000 piante di Chardonnay di vari cloni usati nello Champagne. L’impianto fu fatto a mezza pergola trentina in modo che l’uva maturasse all’ombra.

Tutto questo ci permette oggi di ottenere un vino base, che nella primavera successiva alla vendemmia viene spumantizzato, con quelle caratteristiche di elevatissima acidità che sono sgradevoli in un vino da consumare giovane ma che sono l’ideale per un metodo classico. Il Montellori metodo classico pas dosè, cioè senza aggiunta di alcuna liqueur, è quindi un cru in quanto nasce da un unico vigneto; è millesimato in quanto l’annata di produzione delle uve è sempre riportata in etichetta e rimane sui lieviti per 36/40 mesi. E’ buono anche giovane ma con l’invecchiamento raggiunge quelle caratteristiche di complessità e lunghezza che lo rendono unico nel panorama enologico toscano”.

Montellori-Lupi 002

Questo quanto mi ha raccontato il produttore, che produce anche un bianco base Sauvignon, l’IGT Toscana Sant’Amato, un uvaggio bianco, il Mandorlo, mix di Chardonnay, Sauvignon e Viognier, un Chianti (Sangiovese 100%), un Chianti Superiore, con una quota di Syrah, due altre IGT, una Sangiovese in purezza denominata Dicatum e una Syrah 100%, il Tutto Sole, oltre che un Vin Santo. Tutti vini provenienti da aree diverse che formano cinque blocchi, “ognuno dei quali ha specifiche condizioni di suolo, microclima, esposizione ed altitudine”.

Dall’area più in altezza, nel Montalbano, ovvero “le colline di Leonardo”, da un terreno sciolto ricco di silice e calcare, caratteristica che garantisce ottima freschezza e mineralità al vino, proviene lo Chardonnay base di questo metodo classico che si affina tre anni sui lieviti.

Per un errore non ho assaggiato, cosa che mi riprometto di fare quanto prima, il 2007, bensì il millesimo 2009 che verrà commercializzato prima di fine 2013. La sorpresa è stata notevole.

Colore paglierino intenso, di bella luminosità e brillantezza e un perlage finissimo, continuo, delicato, con bella presa di spuma appena versato il vino nel bicchiere. Il primo impatto olfattivo è stato molto piacevole, con una densità e fittezza di profumi, crosta di pane, agrumi, ananas, fiori bianchi, pesca noce, pan brioche, una bella sapidità e mineralità e soprattutto una grande freschezza e leggerezza, un grande equilibrio.

L’attacco in bocca è di carattere, ben secco, deciso, energico, di salda personalità, con una precisa ripresa nel retrogusto delle note agrumate, una bolla ben croccante e salata, un notevole dinamismo e vivacità, uno stile ben secco al punto giusto, con un’acidità ben sostenuta ma equilibrata che dà profondità e nerbo al vino e invoglia a bere. Incredibile ma vero, un ottimo metodo classico “made in Tuscany”, molto più toscano ed espressivo del terroir di origine di tanti noiosi, prevedibili Super Tuscan…

Fattoria Montellori
Via Pistoiese, 1
50054 Fucecchio (Fi)
Tel. 0571 260641
Fax 0571 242625
e-mail info@fattoriamontellori.it
sito Internet www.fattoriamontellori.it

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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