MG 09 cuvée metodo classico Marco Gozzi 2010

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Verdicchio
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


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Singolari cose, anche le più apparentemente incredibili, succedono nel mondo del metodo classico. Può così tranquillamente accadere che per amore delle “bollicine”, essendo nato in una terra godereccia e “bollicinara” per natura come la provincia di Modena, dove nel pensiero comune “un vino senza bolle non è considerato tale”, anche se spesso si pensa in questi termini al Lambrusco e non a chissà che, un giovane dopo essersi diplomato in agraria e aver svolto i propri studi universitari nel campo della viticoltura ed enologia avventurandomi in vari aspetti microbiologici sino a parlarne nella sua tesi di laurea a seguito di sperimentazioni effettuate all’azienda agricola Cavalleri in Franciacorta, e aver compiuto il proprio tirocinio nella stessa terra, alla cantina Bellavista ad Erbusco dove ha lavorato per il periodo vendemmiale, finisca per produrre finalmente un proprio metodo classico in terra marchigiana.

Questo non prima di aver fatto una vendemmia in Germania, e poi, curioso di scoprire il Nuovo Mondo,  del vino e non solo, essere atterrato in Australia, quindi California e Sud Africa sino alla Nuova Zelanda. Tutti posti dove, in winery diverse, maturava esperienze utili con la qualifica di assistente enologo.

Oggi il modenese Marco Gozzi, classe 1984 beato lui, la cui tesi di laurea recitava esattamente “Alte pressioni di omogeneizzazione per il trattamento di lieviti destinati alla produzione di vino spumante rifermentato in bottiglia” sembra aver fermato il proprio eno-itinerare e aver trovato un proprio ubi consistam fermandosi in una cantina in provincia di Pesaro, la Fattoria Villa Ligi, che aveva conosciuto grazie ad una amicizia nata durante gli studi universitari in Romagna e dove aveva lavorato per brevi periodi negli anni scorsi. Proprio in questa azienda dove da tre anni è responsabile di produzione, anche del Settecolli Brut Charmat, Gozzi ha potuto coronare il progetto di cimentarsi e realizzare un proprio “méthode champenoise”.

Come mi ha raccontato, l’idea di un Metodo Classico fatto di Chardonnay e Verdicchio “è stato un approccio moderno che mi ha portato ad unire uno dei vitigni principi per la spumantizzazione con un grande vitigno marchigiano utilizzato sin dagli anni 80 per la produzione di questa tipologia di vini. Distinguo le basi spumanti: lo Chardonnay apporta mela verde croccante e freschezza, mentre il Verdicchio mela gialla-pera e mineralità grazie ai terreni argillo-calcarei. In sede di preparazione della cuvée ho sempre deciso di tenere lo Chardonnay in maggiore quantità perché rischierebbe di essere coperto dalla potenza aromatica del Verdicchio”.

E’ così nato nel 2009, presentato con una bella etichetta, il metodo classico MG09 ed ora che l’annata 2009 è terminata, viene commercializzata l’annata 2010. Raccontata la cronistoria di questo vino, prodotto in piccoli quantitativi ma non per questo non meritevole di attenzione, basta ricordare che, come già detto, si tratta di una cuvée di Chardonnay per l’80% e di 20% dell’uva bianca marchigiana per antonomasia, il Verdicchio (Villa Ligi, specializzata nella Vernaccia Rossa di Pergola – clone Aleatico, ne produce uno, Marche bianco Igt, denominato Ricordi), provenienti da terreni collinari allevati a cordone speronato e guyot posti a 300 metri di altezza.

La vinificazione, con raccolta delle uve manuale in cassette da 25 chilogrammi, prevede una resa del 50% uva/mosto, fermentazione malolattica parzialmente svolta e fermentazione sia in vasche d’acciaio termocondizionate sia in barrique non nuove. Il vino riposa sui lieviti 24 mesi e alla sboccatura il vino viene dosato in ragione di 7 grammi zucchero, con dati analitici che parlano di 12 gradi alcol, 7,08 di acidità totale e pH di 3.19.

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Bella ed edificante la storia, ma il vino?

L’esemplare da me degustato, con sboccatura 2013, mi ha colpito per il suo colore paglierino intenso dorato, per il perlage molto fine e continuo, per la freschezza sapida, la fragranza, e la buona ricchezza di sfumature aromatiche mostrata sin dal primo impatto con il bicchiere, con fiori bianchi, frutta fresca a pasta bianca, frutta secca non tostata, agrumi e proporsi in un insieme molto appealing.

L’attacco in bocca è ben secco, dire di più, croccante, con notevole vivacità, nerbo acido bilanciato, equilibrio di tutte le componenti, una bella vena minerale profonda, una buona rotondità succosa del frutto e una apprezzabile freschezza, che unite ad una buona persistenza e sapidità rendono la beva molto piacevole.

Sia che si proponga questo MG09 di Marco Gozzi come aperitivo, sia lo si porti a tavola abbinandolo, ça va sans dire, piatti a base di pesce, soprattutto molluschi e crostacei, frutti di mare e quelle aeree, quasi immateriali fritture, che si possono gustare in terra marchigiana. Prosit!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

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