Champagne Brut Nature Guy Charlemagne

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9


ChampagneGuyCharlemagneBrutNture

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Datemi pure del noioso o del prevedibile, ma non posso farci niente, se essendomi capitato di bere una bottiglia di questo piccolo récoltant manipulant, mi trovo “obbligato” a scriverne, nonostante l’abbia già fatto due volte, qui su questo blog, e nella mia rubrica dei rosati sul portale Il cucchiaio d’argento.

A me e soprattutto alla persona deliziosa che assaggia spesso con me illuminandomi con le sue preziose intuizioni (le donne, soprattutto quelle che conoscono e amano il vino, hanno una sensibilità incredibile…), gli Champagne della piccola Maison Guy Charlemagne, 15 ettari (13 a Chardonnay, 2 a Pinot Noir, età media di 31 anni), situata in piena Côte des Blancs, nel piccolo villaggio di Mesnil sur Oger, piacciono moltissimo. Perché sono veri, perché hanno il gusto schietto degli Champagne fatti senza furbizie e senza compromessi, perché si fanno bere meravigliosamente bene e hanno quel “goût de terroir”, che gli anglosassoni provano a tradurre come “taste of the earth”, che solo gli Champagne di razza hanno.

Quanto agli Charlemagne, come ho già scritto si tratta di una dinastia di vignerons che producono vini dalle fine dell’Ottocento, che vinificano esclusivamente uve da vigneti di proprietà, solo 130 mila bottiglie vendute per il 35% in patria e per il 65% all’estero. Soprattutto Norvegia, Stati Uniti, Giappone, Svizzera, Australia e, fortunatamente per noi, Italia. Solitamente li si trova in vendita on line sul sito Internet Spumeggiando, di Vittorio Vezzola.

Per gli Charlemagne, che producono una gamma abbastanza ampia di vini, vale il motto che “qualità fa rima con verità” e la ricerca della qualità è una preoccupazione costante per loro. Un’ impresa familiare “dove si perpetua la tradizione” che ha la fortuna ed il privilegio di lavorare su vigneti posti in due dei soli 17 villaggi (su 313) classificati Grand Cru, ovvero Le Mesnil sur Oger et Oger, villaggi dove lo Chardonnay è l’indiscusso sovrano. Questi Grands Crus proprietà degli Charlemagne sono esposti ad est – Sud est su un solo “crayeux”, ovvero gessoso che conferisce allo Chardonnay il giusto regime idrico regolare tale da conferire ai vini finezza, eleganza e mineralità.

LogoChampagneCharlemagne

La famiglia é proprietaria anche di piccole parcelles a Sézanne 87%, Mancy 88%, Cuis 95%, Glannes 84%. Proprio dal villaggio di Sézanne vengono le uve, 70% Chardonnay 30% Pinot noir, di questo Brut Nature non dosato, affinato oltre 24 mesi sui lieviti, con una piccola parte di vini di riserva, Brut Nature che nelle enoteche on line francesi costa, e questo mi sembra un altro elemento molto positivo, intorno ai 25 euro.

Splendido vino da aperitivo, da abbinare a crostacei, frutti di mare, preparazioni a base di pesce, primi piatti con pesce e verdure, antipasti freddi, e mio avviso perfetto con un bel numero di ostriche freschissime, questo Champagne ci ha subito messi a nostro agio con il suo colore discreto, non spettacolare, un paglierino scarico che vira verso la nocciola, ed un perlage, segno di una vinificazione accurata, sottilissimo, continuo, brioso, di grande vivacità nel bicchiere.

Nel segno dell’eleganza il primo impatto olfattivo, fine, minerale, petroso ed essenziale come sanno esserlo solo alcuni Champagne di rango, con profumi discreti di nocciola e mandorla non tostata, sfumature di pesca bianca e pesca nettarina, di fiori d’arancio, che aprono ad una componente che definirei “marina”, più che salata quasi salmastra e “ostricosa”.

retroBrutNatureCharlemagne

Attacco vivacissimo e nervoso in bocca, di grande incisività e scatto, ed il Brut Nature si dispone largo sul palato, con grande armonia, calibrato nerbo acido, grande freschezza e, inutile dirlo, sale e mineralità, abbinando una verticalità e profondità, un dinamismo, un allungo, con un nitido e persistente finale di mandorla amara, da vino di forte personalità.

E con questo articolo fanno tre: quando mi “toccherà” scrivere di nuovo degli Champagne di questa piccola Maison?

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

 

2 commenti

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2 commenti

  1. Vittorio Vezzola

    luglio 10, 2013 alle 1:08 pm

    Bella recensione Franco, in effetti è uno champagne molto indovinato. La caratteristica più particolare a mio parere è l’unione tra l’assenza di dosaggio e una certa “cremosità” di fondo.

  2. chimbac

    gennaio 4, 2014 alle 2:31 pm

    Condivido in pieno il giudizio dopo un assaggio…ottimo

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