Franciacorta Satèn Santus Vignaioli

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


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E’ stata molto interessante, come ho già scritto qui, l’ampia degustazione di 75 Franciacorta Satèn che ho recentemente potuto fare grazie alla fattiva collaborazione del Consorzio Franciacorta, perché non solo ha testimoniato, almeno al mio palato, una molto minore eterogeneità stilistica ed un gusto generale meno “piacione” rispetto al passato, ma perché, ecco il bello e la “verità” di una degustazione alla cieca, la capacità di un numero crescente di soggetti produttivi di proporre vini di indiscutibile (lo possono fare, a priori e per partito preso, solo gli imbecilli…), livello qualitativo.
Con questo non voglio definirli vini straordinari o indimenticabili, ma vini che, soprattutto nell’ottica di quel consumatore al quale mi rivolgo, sono affidabili e possono essere presi in considerazione senza il timore di venire ingannati.
Uno degli aspetti più belli di questa degustazione, come ho detto, è che accanto a nomi noti, ad autentiche conferme della tipologia (e anche qualche delusione…), sono emersi vini di produttori poco noti. Aziende nelle cui cantine, nonostante frequenti la Franciacorta attivamente, non ho mai messo piede e che spero prima o poi di visitare.
Una di queste aziende che mi ha colpito con il proprio Satèn non millesimato, ma ottenuto unicamente da uve provenienti dai nostri vigneti e da una singola annata, la 2010, è una piccola realtà produttiva che contraddice l’idea balzana, anzi il preconcetto becero e disinformato di chi vorrebbe la Franciacorta come terra di industriali del vino che progettano e “fabbricano” bottiglie come se fossero tondini o bulloni.
Due i protagonisti, entrambi agronomi, lei rovatese, lui originario del Salento, lei Maria Luisa Santus, lui Gianfranco Pagano, di questa Santus Vignaioli, due giovani che scelgono con beata e benedetta “incoscienza” (il futuro ha assoluto bisogno di intraprendenza e di coraggio) di mettersi a produrre metodo classico in una terra dove l’arte di fare “bollicine” ha progressivamente preso piede.
Dieci gli ettari vitati, piantati nella zona di Paderno Franciacorta a partire dal 2000, quando l’azienda mosse i primi passi, tre soli i vini prodotti, un Brut, un Rosé e appunto un Satèn, da uve provenienti esclusivamente dai vigneti di proprietà e da una singola annata, (quindi niente cuvée) che anche grazie alla filosofia del loro enologo consulente, l’enologo e produttore friulano Alessio Dorigo, figlio d’arte di quel grande personaggio del vino che è Girolamo, prevedono un affinamento in legno delle basi, come pure la fermentazione malolattica. Svolta senza utilizzo di batteri lattici selezionati ma lasciandola avvenire spontaneamente
E a differenza dalla stilistica corrente, una vendemmia abbastanza ritardata e uve raccolte, mediamente dieci giorni rispetto alla media, a piena maturazione, allo scopo di ottenere un vino dalla struttura importante. Questo, come si legge sul loro sito Internet, perché “anticipare troppo la vendemmia si traduce nel sacrificare, nel nome della ricerca della freschezza e della immediatezza del prodotto finale, tutta la complessità, la mineralità e la godibilità che solo un frutto maturo può trasmettere al vino”. Il tutto in base ad una loro logica e filosofia da “piccoli viticoltori”, che anche in terra di Franciacorta si prefiggono la “mission” di “essere una avanguardia a difesa della diversità e di tutte le sfumature che la  natura offre. La standardizzazione non è una esigenza che compete loro”.
Detto del loro stile e del loro modo di lavorare (ricordo che in precedenti assaggi mi aveva convinto pienamente anche il loro Pinot nero prodotto da uve Pinot nero in purezza, fattore che per me costituisce già di per sé una garanzia) non mi resta che raccontarvi le mie impressioni d’assaggio sul loro Franciacorta Satèn, color paglierino oro squillante luminoso, dotato di un bel naso diretto, secco, espressivo, con aromi di agrumi cioccolato bianco alloro e una leggera vena speziata in evidenza. Bocca molto secca, incisiva, nervosa, con bella continuità e nerbo ampio su un palato fresco, salato, minerale con uno sviluppo di bella energia e personalità spiccata ed eccellente piacevolezza di beva.
I produttori stessi ne suggeriscono questo abbinamento gastronomico: ideale come aperitivo si abbina perfettamente a risotti delicati e piatti a base di pesce, prosciutto crudo di Sauris, Parma, San Daniele e a formaggi non troppo stagionati.

Santus Vignaioli Franciacorta
via Rossi 34 Rovato Brescia
tel. 0308367074
3486512920
e-mail info@santus.it
sito Internet http://www.santus.it/

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

3 commenti

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3 commenti

  1. Santus giovanni

    settembre 14, 2014 alle 12:12 pm

    Pouvez vous me tenir informée de ma commande de 18bouteilles de brut merci

  2. alberto carli

    maggio 13, 2015 alle 5:17 pm

    Vorrei se possibile ricevere 6 bottiglie di satin grazie

    • redazione

      maggio 14, 2015 alle 8:47 am

      per il Satèn non satin, si rivolga al produttore

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