Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero Brut Isimbarda

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


Isimbardametodpoclassico

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Devo ringraziare i produttori di metodo classico dell’Oltrepò Pavese che hanno aderito alla mia richiesta, inoltrata loro tramite il Consorzio vini, di partecipare con i loro metodo classico ad una degustazione, alla cieca, assistito dal collaboratore consortile Emanuele Bottiroli, che ho tenuto a Broni sabato 15 giugno.
I vini avuti in degustazione non sono stati molti, meno di 25 (contro i 76 che ho avuto nell’ambito di una degustazione di Franciacorta Satèn che mi ha organizzato qualche giorno dopo il Consorzio Franciacorta…), ma mi hanno consentito di farmi un’idea, non proprio onnicomprensiva ed esaustiva, dell’andamento della denominazione.
Ringrazio questi produttori, perché a differenza di almeno 5 o 6 che non hanno ritenuto inviare i vini (la cosa curiosa è che con almeno tre di questi produttori ho eccellenti rapporti e ho spesso scritto in passato dei loro vini, che uno di questi ha ritenuto di correre ai ripari proponendo di inviarmi i campioni a casa, e che un altro mi ha invitato ad una manifestazione sui metodo classico che terrà nei prossimi giorni… per la serie, evviva l’organizzazione!) gli altri, anche qualche produttore cui non sto sicuramente simpatico, hanno accettato, decoubertianamente, di mettersi in gioco e di partecipare. Accettando tranquillamente che io assaggiassi i loro vini e decidessi, da semplice degustatore che non ha né vuole avere alcun potere, eventualmente di scriverne se mi fossero piaciuti.
Non tutti i vini mi hanno entusiasmato e alcuni mi hanno francamente fatto storcere il naso, ma ci sono stati vini che mi hanno francamente convinto. E di cui se i produttori non li avessero presentati non avrei potuto apprezzare il valore. Ed infine non avrei potuto scrivere.
Una di queste aziende che voglio pubblicamente ringraziare per l’invio dei campioni è, situata a Santa Giuletta comune a poca distanza da Broni, l’Azienda Vitivinicola Isimbarda, che deve il suo nome “all’antica famiglia dei marchesi Isimbardi, patrizi lombardi divenuti feudatari del “tenimento” di Santa Giuletta alla fine del secolo XVII. I nobili Isimbardi furono particolarmente legati a queste loro terre oltrepadane e i possedimenti della Famiglia sono sempre stati modello di coltivazione della vite, come ancora oggi continuano ad essere.
L’Azienda Isimbarda si estende per circa 36 ettari tra i comuni di Santa Giuletta e Mornico Losana. I vigneti sono collocati tra i 200 ed i 350 metri di altezza, e l’azienda agisce in regime agricolo di lotta integrata secondo il regolamento CEE 2078. Anche in quest’azienda, come in tante in terra d’Oltrepò, assistiamo ad una compresenza di molti vitigni, bianchi come Riesling Renano (che qui, con il Vigna Martina, dà tradizionalmente ottimi risultati) Chardonnay, Pinot grigio e Pinot bianco e rossi quali Barbera, Croatina, Moradella, ma è naturalmente il Pinot nero l’uva che riceve le maggiori attenzioni e si traduce in svariati vini. Fermi, vinificati in rosso, come il Vigna del Cardinale, oppure, com’è tradizione locale, vinificato in bianco frizzante o Brut Charmat, oppure trasformato in metodo classico in rosé, il Brut Cruasé, o in bianco, come nel caso dell’Oltrepò Pavese Brut metodo classico che voglio segnalarvi.
Si tratta di un vino ottenuto da uve Pinot nero in purezza provenienti da vigneti posti a 300 metri di altezza a Santa Giuletta e Mornico Losana, su terreno argilloso calcareo ed esposizione ad ovest. Fermentato dieci giorni in acciaio, si affina 24 mesi sui lieviti. Nella mia degustazione, seppure incompleta, di metodo classico (dove ho avuto anche il Cruasé, che mi è piaciuto ma con riserva, colore buccia di cipolla ramato con vena leggermente tendente al granato, naso estremamente secco di poca fragranza e freschezza un po’ pesante, con qualche nota verde, bocca ricca cremosa di buona consistenza con un bel frutto succoso e di buona polpa una bella vena acida che spinge e un certo nerbo), è risultato uno dei vini più interessanti e piacevoli, con il suo taglio e la sua impostazione da metodo classico gastronomico, da gustare a tavola, abbinati agli ottimi salumi locali e preparazioni a base di pesce, anche d’acqua dolce.
Colore paglierino piuttosto intenso ma brillante e luminoso, perlage fine, si propone con un naso molto accattivante fine complesso, con una nitida componente agrumata leggermente  candita fiori, di fiori bianchi, miele e una bella vena salata e minerale di buona ampiezza e fragranza. Bocca fresca, viva, salata di buona articolazione, con nerbo verticale, gusto armonico con una bella beva e un piacevole equilibrio. Un modo di concepire il metodo classico oltrepadano, anche a base di Pinot nero in purezza, che mi convince.

Azienda Agricola Isimbarda
Località Castello
27046 Santa Giuletta PV
tel. 0383 899256
e-mail info@tenutaisimbarda.it
sito Internet http://www.tenutaisimbarda.it/

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

7 commenti

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7 commenti

  1. Lila S. Mcintosh

    giugno 27, 2013 alle 1:44 pm

    L’Oltrepò Pavese metodo classico è un eccellente aperitivo, ma non disdegna di sottolineare antipasti di pesce e uova, primi particolarmente profumati – come i tagliolini calamaretti e basilico o il risotto agli asparagi – e fritture di pesce. Le versioni rosé sono particolarmente adatte ad accompagnare insalate di mare, minestrone con la zucca, riso al salto alla pavese e filetto di branzino. L’Oltrepò Pavese metodo classico Pinot Nero si abbina ad antipasti con verdure, focacce, fritttate, primi con sugo di pesce, fritture e carni bianche impanate.

  2. Roger Marchi

    giugno 27, 2013 alle 6:48 pm

    Se ho letto bene, sono state presentate meno di 25 etichette fra Metodo Classico e Cruasé/Rosé. E’ un campione sicuramente non rappresentativo della complicata scena del Metodo Classico oltrepadano (DOCG, Pinot Nero DOCG, VSQ, Cruasé, Rosé-non-Cruasé…). Il numero delle aziende che producono (o che vendono) Metodo Classico e delle etichette in commercio è infatti notevolmente più alto. Come si è visto anche in questo blog (vedi Monterucco e Ca’ Tessitori), accanto alle aziende più note, esistono realtà meno conosciute, da scoprire e/o incoraggiare, che producono validi Metodo Classico. Che esista una desuetudine o una renitenza oltrepadana alla comunicazione e al confronto con la stampa (specie sul web), mi pare innegabile. Sarebbe però interessante conoscere con precisione i motivi per i quali i campioni non sono stati inviati. Vorrei chiedere a Franco Ziliani se è possibile conoscere almeno il numero delle aziende che hanno presentato i campioni.

    PS: spero che nella degustazione – tra gli altri – sia uscito bene il Brut VSQ della Tenuta Mazzzolino, che non venne recensito positivamente all’epoca. Da una serie di assaggi nel corso dell’ultimo anno mi pare uno dei Metodo Classico più piacevoli e affidabili dell’Oltrepò. A Vinitaly ne era stata presentata anche un’eccellente versione Pas Dosé.

    • Franco Ziliani

      giugno 27, 2013 alle 6:53 pm

      Roger, ho conteggiato almeno sei aziende significative che non hanno presentato i campioni. Tenuta Mazzolino non era tra queste. Una delle assenti non ha inviato i campioni perché in posizione critica nei confronti del Consorzio, non verso il sottoscritto, per una c’é stato un disguido, come mi ha detto la responsabile, una pensava di farmi assaggiare i vini in separata sede, inviandomeli dopo la degustazione, cosa che non ho accettato e le altre tre, non sconosciute, anzi, lo sanno solo loro perché non hanno voluto farmi assaggiare i loro vini. Anche questo é Oltrepò Pavese. E poi c’é qualche pirla che mi dice che sono troppo filo-franciacortino se faccio notare che queste cose in Franciacorta non succedono. Ma va a scuà el mar

  3. Roger Marchi

    giugno 27, 2013 alle 7:26 pm

    Grazie della risposta, Franco. A me interesserebbe sapere i motivi delle aziende che non hai contattato direttamente, ma a questo potrebbero appunto rispondere solo loro. A te chiedevo invece se era possibile sapere il numero delle aziende presenti con i loro campioni alla tua degustazione (cioè hai degustato 25 bottiglie, ma di quante aziende?). A meno che tu non ritenga di pubblicare la lista con i nomi.

    • Franco Ziliani

      giugno 27, 2013 alle 7:30 pm

      per correttezza posso dirti che ho avuto 23 metodo classico di sole 11 aziende diverse, alcuna presente con tre vini, altre con due…
      Se questo ti sembra un panorama rappresentativo e soddisfacente del metodo classico oltrepadano…
      io mi sono messo a disposizione e ho dimostrato interesse, ma se le aziende non vogliono farmi assaggiare i loro vini, non posso farci niente…
      cari saluti

      • Roger Marchi

        giugno 27, 2013 alle 7:49 pm

        Grazie, Franco. Contavo adesso le aziende sul sito del Cruasé, che sono più di 40, e alle quali vanno aggiunte quelle che non fanno Cruasé…

        • Franco Ziliani

          giugno 27, 2013 alle 8:32 pm

          beh Roger, le aziende sarebbero anche nominalmente più di 40, anche se magari c’é qualche grossa cantina che produce lo stesso vino per decine d’altre…

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