Gran Cuvée Rosé Brut Fantini Farnese

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: Charmat
Uvaggio: Aglianico
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
7


RoséAglianicoCharmat

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Valeva proprio la pena venerdì mattina, appena tornato la sera prima da Varsavia, prendere il volo Ryanair delle 8 per approdare a Pescara un’ora dopo e tornare alle 21 a Bergamo. Non solo per riabbracciare, come mi ripromettevo da tempo, un vecchio amico come il maratoneta Valentino Sciotti, geniale deus ex machina e inventore di quell’autentico fenomeno che è la Farnese Vini di Ortona “giovane azienda vinicola che in pochissimi anni di attività, grazie ad un’attenta politica votata alla più alta ricerca qualitativa e di marketing, è diventata leader tra le aziende esportatrici del Sud Italia con una produzione di quasi 13 milioni di bottiglie”. Azienda un cui Montepulciano d’Abruzzo segnalai positivamente, potete leggerlo qui, nel lontano 2002, sul mio adoratissimo “sito pirata” WineReport..
Questa discesa vuole essere la prima di una serie di puntuali esplorazioni che voglio compiere, in loco, nelle diverse realtà aziendali, in Abruzzo, Campania, Basilicata e Sicilia, che compongono la galassia Fantini Farnese.
Già questa prima discesa mi ha fatto conoscere cose molto interessanti. Innanzitutto, vedete immagini, l’esistenza di quella cosa particolare che sono i trabocchi, ovvero “strane  e complesse macchine da pesca, issate su palafitte e sorrette quasi miracolosamente da una ragnatela di cavi e assi. Non hanno una forma stabile, ma, nelle loro parti essenziali, consistono in piattaforme, composte da tavole e travi non completamente connesse, elevate su primitivi pilastri conficcati sul fondo del mare o su scogli, e congiunte alla vicina riva da esili passerelle. Dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti per mezzo di un complicato sistema di carrucole e funi”.

trabucchi

Una serie di strutture, recuperate grazie ad un intelligente finanziamento regionale, che ha consentito di dare il nome di Costa dei Trabocchi all’area litoranea attorno ad Ortona dove i trabocchi ospitano anche ristoranti particolarissimi come questo che ho visitato e di cui v’invito, per farvi l’idea, a visitare la galleria di immagini.
Passando al discorso vini, ho scoperto lo stile di lavoro della Farnese, che prevede la valorizzazione di giovani enologi open mind che abbiano fatto esperienze in tutto il mondo, soprattutto in quel Nuovo Mondo dove la ricerca e la sperimentazione avvengono con una costanza, un ritmo e una tenacia da noi spesso sconosciute. Giovani enologi che si confrontano tra loro, che “rivaleggiano” in maniera positiva cercando ognuno di fare il meglio e di valorizzare i terroir delle regioni e delle aree vinicole dove operano.

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La mia visita alla Fantini Farnese ha ovviamente previsto, oltre a visite ai vigneti, tenuti splendidamente, dapprima nella zona delle Colline Teramane e poi dell’area dell’Igt Terre di Chieti e dell’ortonese dove il territorio è tutto un vigneto, in uno scenario collinare mozzafiato, una ricca degustazione dei vini delle tenute Vesevo in Campania, Vigneti del Vulture in Basilicata, Zabù e Cellaro in Sambuca di Sicilia, e naturalmente Fantini Farnese in Abruzzo.
E a guidarmi in questo itinerario un giovane tecnico che mi ha colpito molto per la propria serietà e determinazione e la voglia di fare bene, anche grazie ad esperienze maturate in Argentina, Nuova Zelanda e Sud Africa, l’abruzzese Dennis Verdecchia responsabile delle vinificazioni in Campania e nell’area del Vulture.
Molti i vini degustati, di diversi dei quali conto di scrivere su Vino al vino e nella mia rubrica dei rosati de Il cucchiaio d’argento, ma insieme all’Aglianico del Vulture 2011 senza Solfiti aggiunti Pipoli denominato Zero, al sorprendente Aglianico rosato Pipoli 2012, al buon Cerasuolo d’Abruzzo Fantini Farnese 2012 (buono, ma un pelo troppo dolce e rotondo per il mio gusto), al Colline Teramane Montepulciano 2008, al Casale Vecchio Pecorino Terre di Chieti 2012, il vino che mi ha veramente sorpreso, e non solo per il suo accurato packaging, con una bottiglia che ricorda quello dello Champagne di una nobilissima antica maison di Reims, ma per una qualità che non avrei mai pensato è stato nientemeno che uno Charmat rosé base Aglianico, la Gran Cuvée Rosé Fantini Farnese.
GranCuveéFantiniFarneseL’idea di questo vino è stata una scommessa, come l’Aglianico Zero sopra nominato, di Verdecchia, che potendo contare su un vigneto di Aglianico posto ad 850 metri di altezza, dove quel grande vitigno che è l’Aglianico sviluppa un frutto potente, ottima struttura tannica, ma mantiene una grande acidità e freschezza, ha pensato si potesse “arrischiare” la via di uno “spumante” (per ora Charmat, un domani chissà, magari un metodo classico) rosé.
Applicando un protocollo di vinificazione che prevede pressatura delle uve intere a bassa pressione in modo da estrarre solo il mosto fiore, decantazione statica, fermentazione del mosto pulito per 20 giorni a temperatura di 12°gradi. Al vino base ottenuto segue una lenta presa di spuma in piccoli autoclavi da 4000 lt. per 60 giorni”.
Il risultato è un vino, da uve vendemmiate il 10 settembre 2012, di sorprendente equilibrio e piacevolezza. Bellissimo il colore, un cerasuolo scarico buccia di cipolla o meglio sangue di piccione, ed esuberante, non ruffiani, ampi e fragranti, tutti ciliegia, frutti rossi di bosco, agrumi, con una bella vena sapida e minerale i profumi.
Al gusto il vino mantiene una dolcezza naturale calibrata e succosa (8 grammi litro gli zuccheri), una spalla larga e piena, un bell’allungo, scandito da un tannino ben maturo e ben integrato con il frutto, che assicura un’interessante lunghezza gustativa e una bella piacevolezza, che invita decisamente a bere e gustare non solo come inconsueto aperitivo, ma abbinando ad una ricca gamma di piatti della cucina marinara, tipo gli ottimi tacconcini alla Filippo in brodo di pesce che ho gustato, insieme ad altre buone preparazioni di pesce, nel simpatico ristorante L’Angolino da Filippo a San Vito Chietino.

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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