Inaugurata l’Ambasciata Krug a Varsavia: come é lontana, deo gratias, la Cortina di ferro!

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E’ proprio singolare il mondo! Quando mai avrei immaginato, parlo anche solo di dieci anni fa, non dell’era “glaciale” di prima del benedetto crollo del Muro di Berlino, simbolo della sanguinaria Cortina di ferro, che non solo, per vari motivi, la Polonia sarebbe diventato uno dei luoghi del mio cuore, che ci sarei tornato più e più volte (e sempre con rinnovata gioia) non tanto da turista, ma per la mia singolare attività di cronista del vino?

Pur con tutta la venerazione possibile, da laico, per il grandissimo Papa Wojtyla e per il ricordo del beato martire Jerzy Popiełuszko, vittima della ferocia comunista, non avrei certo pensato che Warszawa potesse diventare una città nella quale, lingua inaccessibile permettendo (fortunatamente parlano un po’ tutti inglese e francese), potessi sentirsi completamente a mio agio.

E così per merito di tutta una serie di amici e colleghi wine writer, che agiscono su testate come Magazyn Wino e Winicjatywa, e di un numero crescente di importatori, che sto imparando a conoscere e di cui apprezzo l’attività non solo commerciale, ma di “apostolato” a favore dei vini di qualità, vini italiani compresi, tornare a Varsavia (dove sono in questi giorni) sta diventando per me una cosa normale (due sole ore di volo da Bergamo) come recarmi in qualsiasi altra località.

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Non avrei mai pensato però, pur con tutta la fantasia e la fiducia nelle enormi capacità di questo popolo stupendo ricco di cultura che un giorno della mia vita mi sarei trovato a Varsavia (o in qualsiasi altra località del “blocco dell’Est”) per l’inaugurazione, nientemeno che di una Krug Embassy, di un’ambasciata di quel simbolo del lusso “champagnoso” che è la Maison Krug.

E così, sfruttando la felice coincidenza di una mia presenza varsaviana, ho potuto essere presente, grazie al collega Wojciech Bońkowski, ovvero Polish wine guide, alla presentazione della Ambasady Kruga che ha trovato la sua giusta collocazione, nell’elegante zona delle Ambasciate in Al. Ujazdowskie 13 nel raffinato Pałac Sobańskich, e precisamente nella Restauracja Amber Room dove si gusta una delle migliori cucine della città. A questo gioioso appuntamento “champenoise” non poteva mancare, anche per portare il controcanto di una piccola zona di recente storia, la raffinata “Ambasciatrice del Franciacorta” (e di svariati altri vini di qualità in terra polacca) Elisabeth Babinska Poletti, che non ha perso occasione, una volta passati a tavola dopo le presentazioni, i saluti, i convenevoli, di magnificare ai commensali i pregi dei metodo classico della zona vinicola bresciana…

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Che dire di questa presentazione se non che per me, che pure non ho potuto restare sino alla fine, causa appuntamenti già presi con un paio di importatori, è stato un piacere e una meraviglia esserci? Certo, i grossi calibri della produzione Krug, ovvero l’adorato Rosé, i millesimati, il Clos du Mesnil, o l’ancora più raro Clos d’Ambonnay non sono stati sfoderati in questa occasione e abbiamo dovuto “accontentarci” di quella cosa comunque ottima, averne!, che è la Grande Cuvée, “nocciolosa” come sempre, con la sua ossidazione controllata, il suo gusto secco e senza compiacimenti che i “krugistes” adorano.

Però questa inaugurazione di un punto Krug a Varsavia, organizzata a puntino da Anna Maria Komierowksa, giovane brand manager dellla Moët Hennessy Polksa, con la collaborazione di Marta Cichocka, marketing manager del Pałac Sobańskich realizzata alla presenza di redattrici delle più importanti riviste di cucina polacche, costituisce indubbiamente una notizia e un segno dei tempi, la manifestazione di un cambiamento fortissimo in atto nel sistema di vita, nella way of life polacca, dove il vino e la buona cucina hanno uno spazio solido e sempre più importante.

Poi si potrà anche fare della demagogia, a buon mercato, sul fatto che un bicchiere di Grande Cuvée Krug venga proposto in questa “Ambasciata” a 190 zloty ovvero a ben 45 euro. Ma resta il fatto che, come direbbero in Francia, che “tout se tient”, che la Polonia rimane comunque l’unica nazione Ue a non essere entrata in recessione dopo la “Grande crisi”, e che mentre da noi il Pil nazionale continua a calare in Polonia, come si poteva leggere di recente, “l’ufficio statistico nazionale polacco (Gus) ha segnalato che il Pil nazionale è cresciuto solo dello 0,4% nel primo trimestre del 2013 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il più basso livello di crescita registrato dal 2009 a oggi.
Si tratta di una conferma delle sofferenze dell’economia polacca, ammesse di recente anche dal governo che ha tagliato le stime di crescita del Pil per il 2013 dal 2,2% all’attuale 1,5%”. Il che continua a rappresentare un livello di crescita per cui noi italiani faremmo tranquillamente la firma…

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E quindi, anche se i Cava ed i Prosecco continuano ad andare fortissimo nelle vendite in Polonia, presso ogni importatore che ho conosciuto, visitando i loro uffici, che si avvalgono quasi sempre di un punto vendita, e di un locale, spesso un ristorante, dove si possono gustare i vini a bicchiere e dove si possono mettere a prova i vari vini, accrescendo la propria cultura enoica, sui piatti preparati da cuochi spesso molto in gamba (se venite a Varsavia non mancate di visitare l’Enoteka Polska, il wine bar e ristorante di Robert Mielzynski, il Restauracja Winosfera di Karol Działoszyński ed il wine bar della Winkolekcja di Dorota Madeiska) ho sempre trovato proposto, come nel negozio della società del celebre attore Marek Kondrat, almeno uno Champagne. E spesso erano nomi più che rispettabili. E non ho dimenticato che un altro grande importatore, Centrum Wina, propone accanto a Nicolas Feuillatte un top come Bollinger.

Come non brindare dunque al grande futuro del vino in terra polacca, magari sulle note del Preludio sinfonico Polonia scritto da Sir Edward Elgar nel 1915?
Santé, pardon, na zdrowie!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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