Franciacorta Villa, 10 annate di Satèn Brut millesimati. by Wilma Zanaglio

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
8


ScrittaVillaVigneti

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Il satin è un tessuto, fine, lucido, uniforme, morbido e carezzevole al tatto, il suo materiale d’elezione è la seta, quando nel 1995 nasce la denominazione Docg Franciacorta con la parola Satèn – un neologismo – viene definita una categoria di vini che raggiungono una pressione atmosferica in bottiglia più bassa in virtù di una quantità di zuccheri nel tirage minore rispetto a Brut, Extra Brut e Non Dosati.
Certamente chi scelse questo nome si ispirò alle caratteristiche del satin, l’obiettivo era di comunicare un’idea di elegante raffinata femminea docilità. E ancora, assieme fascino e malìa, Satèn suggerisce vestiti da sera  indumenti creati per il diretto contatto con la pelle e sensuali prove di piacere tattile! E’ perfetto, obiettivo raggiunto! Pensate se l’avessero chiamato Raso (la traduzione italiana di satin), sarebbe sembrata una rozza esortazione a riempire il bicchiere fino all’orlo… addio femminea e sensuale eleganza, addio setosa e sexy varietà di Franciacorta…
D’altronde, per conto mio, tutto quello che c’era da dire sulle differenze  tra la lingua francese e la nostra l’ha già fatto alcuni anni fa Fiorello quando imitava Carlà …se non ve lo ricordate riguardatelo! http://www.youtube.com/watch?v=d7vO5EIO1cA. Noi abbiamo esportato pizza pasta spaghetti accontentiamoci, ma rassegniamoci anche al fatto che il benchmark sulla terminologia champagnosa sia francese… almeno sulle tipologie!

Questa digressione è per introdurre l’evento che il 13 di Maggio l’azienda Villa di Monticelli Brusati ha tenuto per amici clienti e giornalisti: una degustazione verticale del loro Brut Satèn Millesimato, 10 annate dal 1996 al 2009.

I Satèn di Villa sono Chardonnay al 100%, millesimati come tutti i loro Franciacorta, prima della sboccatura passano dai 30 ai 32 mesi sui lieviti,  e dal 1995 ad oggi sono passati da una produzione di 7000 bottiglie a 69000 bottiglie in questa tipologia e oggi rappresentano un quarto della loro intera produzione di vini Franciacorta.

Pur non essendo donna da Satèn, Extrabrut o Non Dosati sono solitamente i miei preferiti meglio ancora se Blancs de Noir- quando Franco mi ha proposto di intervenire a questo incontro sono stata molto contenta di questa possibilità, una verticale imperniata su questo prodotto è un’ottima occasione per ridefinire il confine tra gusto personale e qualità e inoltre se un’azienda come Villa propone una verticale con argomento Satèn è chiaro che sarà una sorpresa. Ecco la batteria degli assaggi:

SatènSecchGhiaccio

Franciacorta Villa Satèn Brut 2009:

inizio vendemmia 17 agosto, sboccatura marzo 2013; non è ancora in vendita, lo sarà tra qualche mese.

Ottima annata equilibrata, uve sane e con buone acidità.

Oro trasparente e brillante con un perlage finissimo e persistente, olfatto giovanissimo e pure caldo ricco frutti tropicali fiori e miele, la bocca è docile e cremosa con una persistenza acida interessante e la co2 regge il gusto e la tensione sapida. Un prodotto ancora in fasce che nella sua ingenua gioventù deve ancora completare il proprio carattere, per ora anticipa in intensità olfattiva e carnosa dolcezza la ricchezza da venire.

Franciacorta Villa Satèn Brut 2008

inizio vendemmia 26 agosto, sboccatura ottobre 2011 (19 mesi).

Verde e trasparente la tonalità del colore, il perlage sempre fine e continuo, meno generoso e più freddo del precedente e nella scelta dei descrittori dobbiamo andare  verso delicate e fresche sensazioni di frutti appena colti, mela pera e erbe aromatiche. Anche questo è ancora troppo giovane per mostrare i tratti definitivi che mi immagino andranno, in questo caso, verso  una minerale e sapida morbidezza.

Franciacorta Villa Satèn Brut 2007

inizio vendemmia 8 agosto, sboccatura novembre 2010 (30 mesi ).

Vendemmia calda con buone acidità e scarsa produzione.

Paglierino caldo e brillante il colore, bellissimo e fine lo sviluppo delle bollicine.

Vanigliato ampio e maturo l’olfatto arricchito da note di frutti tropicali e miele d’acacia, l’acidità è viva e regge bene la ricca e liscia trama del satin; polposo, se si parlasse di un tessuto si direbbe effetto mano-pesca, l’evoluzione sta andando verso un’ equilibrata maturità. Cominciamo ad intuire le possibilità di complessità di questi vini. Questo è bello, adulto, sicuro, generoso.

SatènVilla

Franciacorta Villa Satèn Brut 2006

inizio vendemmia 23 agosto, sboccatura ottobre 2009 (43 mesi).

Il 2006 è una vendemmia che io amo molto, ha dato vini con un’ ottima bilanciatura acida, eleganti, fini, controllati, una ricchezza gusto olfattiva che non perde mai la sua incisiva espressività, vini orientati verso un’acida e leggiadra complessità.

E anche questo vino è così: colore e olfatto pieno, docile eppure attraversato da una vibrante vena fresca e tesa. Vaniglia e distillato di pera tra i riconoscimenti più evidenti, ma anche fiori acacia e nocciola. Perlage impeccabile. Molto bello. persistente succoso, e la spuma regge benissimo il gioco dell’acidità che si allunga

Franciacorta Villa Satèn Brut 2005

inizio vendemmia 2 settembre, sboccatura ottobre 2008, (55 mesi )

Annata  buona ma non eccelle nel mio bicchiere, inizia minerale e leggermente chiuso, il perlage è meno ricco del solito, ma potrebbe essere la bottiglia. Ognuna di loro è un individuo che inizia a crescere dal tirage in poi. Non c’è amaro non c’è ossidazione, e queste sensazioni mature di caramello e di distillato rum brandy sono interessanti e assai amabili.

Franciacorta Villa Satèn Brut 2004

inizio vendemmia 1 settembre, sboccatura ottobre 2008 (67 mesi).

Altra annata che mi fa battere il cuore il 2004 e anche in questo caso si conferma al primo posto nella mia classifica personale.

Colore oro saturo con una vena di verde accesa, perlage intatto, olfatto vivo sapido complesso maturo, ricco di personalità e fascino.

La bocca ripete la scaletta di espressiva altalena tra morbidezza e riequilibrio acido. Veramente notevole per carattere e intensità, la maturazione è al culmine e in perfetta forma.

Franciacorta Villa Satèn Brut 2003

inizio vendemmia 13 agosto (!), sboccatura febbraio 2007 (75 mesi ).

Del 2003 si è già detto tutto… la canicule -direbbero i francesi- si è impadronita di maturazioni e profumi dominandoli.

La complessità è il parametro più compromesso in questo campione la dolcezza del distillato comanda i profumi limitandone l’ampiezza, fiori appassiti e macerati nel cognac è il descrittore, la bocca non manca di vivacità e il perlage è ancora in forma, ma ritorna la persistenza morbida con insistenza e vince su tutto.

Franciacorta Villa Satèn Brut 2002

inizio vendemmia 24 agosto, sboccatura ottobre 2005 (91 mesi )

Fiumi di pioggia e inchiostro sull’andamento stagionale del 2002!

Colore dorato e vivo, olfatto chiuso e poco disponibile, lo aspetto ma ad un certo punto mi sembra affiori una certa tapposità o comunque una netta e totalizzante riottosità olfattiva, che peggiora con il tempo che passa. Chiedo d’assaggiare un campione da un’altra bottiglia: inizialmente anch’esso è molto chiuso ma si pulisce  velocemente mostrando stoffa espressiva di distillato e crema, in bocca la materia è viva e mantiene una trama matura ed evoluta e una piacevolezza che perdere tensione. Interessante, molto. Una piccola annata riesce a mantenere un fascino integro e un perlage finissimo e succoso.

 IngressocantinaVilla

Franciacorta Villa Satèn Brut 2001

inizio vendemmia 1 settembre, sboccatura ottobre 2008 (103 mesi)

Una annata bella solitamente equilibrata, longeva e di fascino.

Il colore ha una sua bella tonalità forse solo leggermente spento, il naso coglie una iniziale espressione di gomma, è giustamente chiuso, ma si apre velocemente in una delicata minerale e mielata dolcezza floreale, la bocca non è priva di acidità e forse è il perlage un poco smarrito che non riesce a supportare a sufficienza la salivazione. Un vino segnato dal processo evolutivo mostrando i primi sintomi di ossidazione ma che sicuramente è partito da un’ottima materia prima.

Franciacorta Villa Satèn Brut 1996

inizio vendemmia 9 settembre, sboccatura ottobre 1999 (163 mesi).

1996 è stata una vendemmia che ci ha dato vini con una bella bilanciatura zuccheri acidità. Simile al 2006.

Colore intenso caldo maturo, olfatto chiuso, evoluto. Bocca ancora con un certo nervo ma la piacevolezza generale non è più disponibile. Interessante per capire la bellezza passata e la possibilità di tenuta di questa tipologia.

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L’incontro si è chiuso con una stupenda sorpresa, un vino servito alla cieca

il colore è brillante, il perlage vivo sottilissimo persistente l’olfatto è fresco, verde erbe aromatiche finocchio e anice molto leggibili e poi frutti, una nota balsamica, pepata accende il bello, complesso, giovane, succoso profilo; in bocca, sapido fresco veramente in ottima forma e contemporaneamente godibile! Quando ci dicono che è un 2001 dégorgiato nel 2006, sono sorpresa… 50 mesi sui lieviti… Complimenti! Che bello riuscire a toccare con mano il potere della sboccatura sulla vita evolutiva di un metodo classico!

Grazie a Villa per l’ospitalità perfetta, per una giornata così ben organizzata e per la bella esperienza che colloca il Satèn nel suo giusto ambito: non vino da donne come troppo spesso il luogo comune lo vuole collocare, ma piuttosto direi vino COME le donne: fascinoso, carezzevole e assai resistente!

Wilma Zanaglio

9 commenti

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9 commenti

  1. fabry

    maggio 20, 2013 alle 9:52 am

    Io le volevo fare una domanda da completo “ignorante” in materia. Mi è capitato di assaggiare diversi Saten e onestamente non so mai cosa aspettarmi. Non sto dicendo che siano malvagi, anche perchè per esprimere un giudizio del genere prima di tutto bisognerebbe essere del campo e per secondo sapere come deve essere il saten.
    Ecco qui la mia domanda: Ma questo benedetto Saten come deve essere???
    Personalmente a me piace molto quello dell’azienda Contadi Castaldi.

  2. Pingback: Franciacorta Villa, 10 annate di Satèn Brut millesimati. by Wilma Zanaglio | Il Prosecco

  3. wilma zanaglio

    maggio 21, 2013 alle 8:26 am

    Come sempre è l’azienda ad esprimere e definire il profilo ultimo di un vino con le sue scelte di selezione e produzione, il Satèn è stato concepito, avendo una pressione di anidride carbonica più bassa (elemento questo che tende a sottolineare il lato acido degli spumanti), come un prodotto che esprima una cremosa e docile sensazione gustativa, un vino che nell’immaginario collettivo è considerato più piacione di altri Franciacorta. Con questa impronta iniziale l’interpretazione aziendale detta l’orientamento o come vini facili con un approccio più immediato oppure come Villa ha dimostrato con la sua verticale di lun. scorso, spumanti con capacità di tenuta. Se dovessi citare un altro Satèn di grande classe direi Magnificentia di Uberti ma certamente ce ne sono altri…

    • Franco Ziliani

      maggio 21, 2013 alle 8:39 am

      Wilma, se ti azzardi un’altra volta a chiamare “spumanti” i Franciacorta ti fulmino! 🙂
      Quanto al Magnificentia di Uberti anch’io in passato ne fui un tenace sostenitore. Ora decisamente meno…
      Ma spero di avere altri ottimi riscontri sul tema Satèn da una degustazione onnicomprensiva che farò tra circa un mese…

      • wilma zanaglio

        maggio 21, 2013 alle 10:09 am

        chiedo ammenda!!:(

  4. Davide C.

    maggio 21, 2013 alle 6:29 pm

    Cara Wilma, hai presente quando leggi le descrizioni sui blog di gente che assaggia i vini e ti sembra di avere davanti i bicchieri, sentirne il sapore, l’odore, percepirne il colore e ritrovarti concorde nelle descrizioni.. beh è appena capitato a me! fantastico resoconto!
    Anche a me resta nel cuore particolarmente il saten 2004.
    Buona serata Wilma, buona serata Franco

  5. wilma zanaglio

    maggio 22, 2013 alle 8:46 am

    Gentilissimo Davide questo tuo intervento mi da un piacere …intenso e persistente! Il vino è soprattutto condivisione di sensazioni ma non siamo mai sicuri di riuscire a comunicarle così come il vino si merita e soprattutto di riuscire a oltrepassare i confini dell’inesorabile -per quanto allenata- soggettività del gusto! Fantastico complimento il tuo grazie!

  6. Pingback: Un aperitivo dell’altro secolo: 6 giugno 2013, Moussy, Champagne | Il Prosecco

  7. Ettore Fumagalli

    dicembre 8, 2013 alle 11:37 pm

    ho un Monticelli Brusati brut d.o.c.g serie limitata millesimato 1998 75 cl, vorrei sapere quanto può valere Grazie.

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