Champagne sec: per quali consumatori?

NocturneTaittinger

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Il caso dello Champagne Nocturne di Taittinger

Io non so voi, ma io faccio una grande difficoltà ad immaginare (e capire) che tipo di consumatore, corrispondente a quale tipo di identità e personalità, di gusti e di esigenze, gradisca e richieda la produzione di uno Champagne Sec. Uno Champagne che presenta un dosage “prosecchesco” di 17,5 grammi di zucchero (di canna) litro.
Io che champagnista convinto faccio già fatica quando mi trovo di fronte a certi Brut che sfruttano fino in fondo la possibilità di dosare sino a 12 grammi litro, e che mi trovo a mio agio con Brut nature, pas dosé e dosage zéro (tre grammi massimo) ed Extra Brut (fino a 6 grammi) perdo la bussola, del gusto ovviamente, quando vedo rivendicare su certe bottiglie la tipologia Extra-Sec (tra 12 e 17 grammi), sec (tra 17 e 32), demi-sec (tra 32 e 50) per tacere della rarissima variante doux (superiore a 50 grammi litro). Ma chi diavolo vorrà mai uno Champagne Sec?
Interrogandomi su questo misterioso committente mi sono imbattuto in una pubblicità di una grande Maison de Champagne, una maison storica, fondata nel 1734, Taittinger, è ho capito tutto: c’è del pubblico, ahimé, cui é destinato e che pare chieda uno Champagne del genere!

Taittingernocturne

Sto parlando dello Champagne Taittinger Nocturne, Champagne Sec, 17,5 grammi di zucchero, così presentato: “Ce dosage offre au vin la rondeur et la suavité nécessaires à un champagne « de la nuit ». De quoi danser la lambada jusqu’au bout de de la nuit”.
Il che tradotto significa che quel dosaggio conferisce al vino la rotondità e la soavità necessario ad uno Champagne “della notte” con il quale danzare la lambada sino a mattina.
Inoltre Taittinger ci assicura che “Nocturne est un champagne de fin de soirée. Il peut accompagner un dessert tout comme un foie gras au pain d’épice, mais également entraîner les noctambules, amoureux de champagne jusqu’au bout de la nuit”. Sarà anche, come dicono, uno Champagne da fine serata, perfetto per “i nottambuli” (che io chiamerei anche tiratardi), ma io preferisco finire mes soirées in altra maniera, senza lambade, con zuccheri aggiunti ridotti al minimo.
E con ben altri Champagne. E compagnie, ça va sans dire…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

9 commenti

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9 commenti

  1. Fabry

    maggio 15, 2013 alle 9:21 am

    Guardi, alle seconda riga del suo post avevo già in testa una parola: DISCOTECA.

    • Franco Ziliani

      maggio 15, 2013 alle 9:30 am

      non frequentando le discoteche da mille anni non avevo un riscontro immediato, ma penso che lei abbia ragione

  2. Matteo

    maggio 15, 2013 alle 10:04 am

    purtroppo è in corso una “volgarizzazione” del gusto: invece che erudire su sapori diversi dal “dolce” (il più primordiale dei sapori percepiti), si preferisce andare incontro ad una clientela “semplice” per vendere il più possibile.
    Non a caso l’immagine ha parecchio appeal sui giovani.

  3. benux

    maggio 15, 2013 alle 10:22 am

    Proviamo a pensare positivo, forse è meglio uno champagne sec al tavolo che non le solite bottiglie di vodka o rhum di basso livello per fare i cocktail?

  4. Vittorio Vezzola

    maggio 15, 2013 alle 12:13 pm

    Questo di Taittinger non l’ho ancora assaggiato, però a me sec e demi-sec non dispiacciono e in realtà quasi a nessuno. Quando lo metti in tavola a fine pasto con un po’ di pasticceria secca difficilmente ne avanza una goccia.
    Alcuni produttori non fanno semplicemente una zuccherata della cuvée base, ma pensano un prodotto ben specifico magari più ossidato. Alcuni li puoi abbinare come un sauternes con le bolle.

  5. jean trippy

    maggio 15, 2013 alle 10:09 pm

    Non solo discoteche, ma anche per i consumatori provenienti dai Paesi dove le bevande (alcooliche o no) stra-zuccherate la fanno da padrone.
    Ad esempio, la Guadaloupe insieme alla Martinique (Antille francesi) é tra i primi consumatori di champagne.
    Là c’é tendenza molto marcata a consumare, oltre a Rosé vari (…) e ai brand forti (MC Imperial su tutti) Champagne con il più alto grado zuccherino possibile.

  6. zakk

    maggio 15, 2013 alle 11:42 pm

    exquise di Selosse non è male, il prezzo però è folle.

  7. Gianluca Ruiz De Cardenas

    maggio 20, 2013 alle 7:23 pm

    A me risulta che lo Champagne sia nato come dolce, ai tempi di Dom Perignon, e solo successivamente sia diventato sempre più secco. Questo giustifica anche il fatto che sia invalsa l’ abitudine di berlo a fine pasto con i dolci, salvo che poi l’ abitudine, ahinoi, è rimasta anche quando è diventato secco. In ogni caso anche i dèmi sec, peraltro oggi di difficile reperimento, non reggono al paragone con l’ Asti e altri moscati Spumanti, che, a parte il prezzo, hanno il vantaggio di avere un grado alcolico molto più basso, cosa che, a fine pasto, dopo varie altre libagioni, risulta in genere preferita.

  8. rachat

    dicembre 16, 2014 alle 3:43 pm

    Thanks for finally talking about >Champagne sec: per quali consumatori?
    | Le Mille Bolle Blog <Liked it!

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