Ferrari? Per Wine Spectator “Champagne-method spumante” non Trento Doc

SpumanteFerrariTrentoDoc

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Non ho molto tempo ora di approfondire il discorso ed esaminare in dettaglio quello che il wine writer Robert Camuto, autore di un libro sui vini siciliani, ha scritto su Wine Spectator a proposito delle Cantine Ferrari di Trento in un articolo pubblicato sulla issue del 30 aprile della rivista americana Wine Spectator. Mi basta guardare a quello che leggo nel titolo, ovvero “Italy’s first family of sparkling wine brings its Champagne-method spumante to the world”.

E nell’articolo dove leggo “At 110 years old, Ferrari is Italy’s largest, oldest and most celebrated producer in the Champagne style” e ancora “Italian Champagne-style wines, however, still face a battle against one of the world’s most formidable product names, exclusive to France: In Europe, longstanding treaties prevent the use of the name Champagne outside that French appellation. In Italy, Champagne-style wines carry the more cumbersome label of metodo classico”.

WineSpectator

Prima che si riesca a leggere la parolina magica, “Trento Doc”, ovvero la denominazione cui appartengono gli sparkling wines, pardon, gli “Champagne style” o gli “spumanti” prodotti da Ferrari, occorre spingersi sino alla metà buona dell’articolo, dove a parlare di Trento Doc non è uno dei Lunelli intervistati, Camilla o Matteo, bensì, quello che erroneamente viene presentato come il “director of Istituto Trento DOC”, ovvero Fabio Piccoli, che a me oggi risulta essere in carico al Consorzio di tutela Vini del Trentino (cercate notizie su l’“eloquentissimo” sito Internet). Mentre dell’Istituto Trento Doc, vero caro presidente Zanoni (quando ci vediamo?) si attendono notizie da Chi l’ha visto?…

Piccoli dichiara che “The Lunellis represent the most important family in Italian sparkling wine,” says Fabio Piccoli, director of Istituto Trento DOC, the promotional arm of the 20-year-old Trento DOC sparkling wine appellation that now includes 39 producers. “They were the first to bring the image of Italian sparkling wine to a high level and, unlike many companies that make sparkling wine, they have a real relationship with the terroir of Trento”.

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Di seguito leggiamo che “Ferrari was the motor for the creation of the Trento DOC, which allows for wines made from hand-harvested Pinot Noir, Chardonnay, Pinot Meunier and Pinot Blanc. The DOC prescribes that, according to the Champagne method, wines must undergo a secondary fermentation in bottle”. Qui, e l’articolo, dettagliatissimo, ricco di aneddoti, celebrativo il giusto, ferrariano quanto può compiacere la famiglia Lunelli, prosegue ancora per diverse cartelle, finiscono le citazioni della denominazione di competenza, il Trento Doc.

Se volete ancora trovare un riferimento alla denominazione di cui la Ferrari è azionista di maggioranza dovete andare a questa agenzia AGI del 29 marzo, dove si apprende che “i fratelli Lunelli hanno espresso soddisfazione per la presenza stampa sul periodico punto di riferimento mondiale nel settore del vino, precisando come “l’evento ci rende orgogliosi nell’ottica di internazionalizzazione del marchio Ferrari Trentodoc e del territorio in cui viviamo”.
Ed è bello e consolante sapere che il Trento Doc o TrentoDoc è diventato “marchio Ferrari Trentodoc”, con buona pace degli altri 38 protagonisti della denominazione del metodo classico trentino…

trentodoc

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

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2 commenti

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2 commenti

  1. filippo

    maggio 6, 2013 alle 12:11 pm

    Ma questo è bravissimo… a spararle… chissà che ne pensano i Gancia… che è vero che ora sono diventati russi, però i primi a fare lo spumante in Italia, Champagne-Style, son stati loro e lo vendevano anche bene per prima di Ferrari, con tutto il rispetto, of course… ma quello che ormai NON mi stupisce più è la NON professionalità di certi “colleghi”… poi, per carità, non mi scandalizzo delle marchette… ma per favore si facciano con dignità e lasciando da parte le cagate…

    • Franco Ziliani

      maggio 6, 2013 alle 12:20 pm

      caro Filippo, certo che a leggere attentamente, ora che ho tempo, l’articolo mi chiedo una cosa a parte l’assurdità che tu sottolinei: é un articolo o un redazionale pubblicitario? O un soffietto fatto in ginocchio davanti ai potenti Lunelli?

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