Vinitaly 2014: e se al Palaexpo insieme alla Franciacorta ci fosse anche l’Oltrepò Pavese?

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Una union sacrée nel nome delle “bollicine” metodo classico

Non ci sono stati molti commenti, anche se so per vie traverse che il post è stato attentamente letto e che ha suscitato molte discussioni (ovviamente interne, non espresse attraverso il mio blog) il mio appello ai produttori franciacortini dove dicevo loro una cosa molto semplice: o i responsabili del Vinitaly trovano il modo di dare più spazio, magari destinando loro l’intero Palaexpo che attualmente ospita tutti le zone vinicole lombarde, ai produttori della Franciacorta, oppure bisogna seriamente prendere in considerazione l’ipotesi di non andare a Verona. E di restarsene a casa.

Perché il clima di kermesse, la confusione, festosa ma sempre confusione, di quest’anno mal si concilia con quella che dovrebbe essere una rassegna professionale. E non un posto dove, nonostante i biglietti d’ingresso siano decisamente costosi (ma dove ottenere biglietti omaggio è ancora, non si sa come, agevole) continuano ad aggirarsi troppe persone che al Vinitaly non vengono per lavorare, ma esclusivamente per bere a sbafo. E che bevi che ti bevi finiscono per l’aggirarsi tra i padiglioni come ubriachi.

Quella di riservare l’intero Palaexpo era ovviamente solo una provocazione, lanciata a titolo personale e probabilmente non gradita per niente ad una parte di produttori franciacortini, sostenitori della parola d’ordine “A Vinitaly comunque! A Vinitaly non si può mancare!”. E con ogni probabilità sgradita ai produttori delle altre zone vinicole e denominazioni lombarde che avevo suggerito di “sfrattare” dal Palaexpo.

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Ribadendo che quella da me lanciata era e resta una provocazione, ricordo che però resta ugualmente e va affrontato e possibilmente risolto il problema di dare ad una zona vinicola importante ed in espansione come la Franciacorta, che attira così tante attenzioni e visitatori il giusto spazio che merita. E che meriterebbe di ricevere, beninteso, qualsiasi altra zona vinicola si trovasse nelle identiche condizioni, di spazio assolutamente insufficiente, in cui si trova la zona vinicola bresciana al Vinitaly. Capisco benissimo le obiezioni: ma cosa se ne fa la Franciacorta dell’intero Palaexpo? E hanno i mezzi quelli della Franciacorta per pagare, di tasca loro, visto che i contributi di “Mamma” Regione Lombardia sono molto ridotti rispetto ad anni orsono, i costi notevoli per affittare dall’Ente Fiera Verona lo spazio di tutto il Palaexpo?

In attesa che si sviluppi ulteriormente il dibattito interno e che i franciacortini decidano cosa fare, se continuare così, se andare a parlare ai capi del Vinitaly, se chiedere più spazio e quanto, e quanti soldi sono disposti a spendere, voglio lanciare un’altra provocazione. Un’altra modesta proposta. So già che questa è destinata a fare ancora più discutere, che apparirà stravagante anche se credo che abbia una sua logica.

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Con la mia proposta chiedevo di lasciare il Palaexpo alla sola Franciacorta e quindi di fatto “sfrattavo” le altre zone lombarde “costringendole” a trovare ospitalità e asilo altrove. Però, ripensandoci, ad una di queste zone ho considerato che si dovesse offrire un’altra chance, e che uno spazio all’interno del Palaexpo, facendo un certo tipo di ragionamento, potesse continuare ad averlo.

A quale zona ho pensato? Non alla Valtellina, che pure amo moltissimo, ma con la Franciacorta ha in comune solo il fatto di essere in Lombardia e i cui vini, buonissimi,  sono di una tipologia completamente diversa da quella delle “bollicine” franciacortine. E non penso al Garda e alla Valtenesi, che alla mia mente evocano l’idea di validi Chiaretto e di rossi base Groppello. Valcalepio? Non pervenuto. Colli Mantovani, tanta simpatia per la zona e gli abitanti, ma…

Allora quale zona potrebbe rimanere nel Palaexpo veronese? Semplicissimo, l’Oltrepò Pavese. Difatti la bella zona vinicola in provincia di Pavia anche se più nota per la sua Bonarda, dallo style cangiante a seconda delle mode e dei momenti, per il suo Pinot nero vinificato in bianco, ovviamente frizzante, meno per altri vini come il Buttafuoco, il Sangue di Giuda, l’ottimo Moscato e svariati altri, deve, anzi dovrebbe, la propria notorietà anche agli Oltrepò Docg metodo classico.

A quelli stile Blanc de Noir, visto che nascono largamente da Pinot nero vinificato in bianco, ed i Rosé, pardon, i Cruasé, di cui, come si legge sul sito Internet del Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese, sarebbero stati serviti ottomila calici, sui diecimila totali, nello stand del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese nei 4 giorni di Vinitaly. Cui “vanno aggiunte le migliaia di altri bicchieri riempiti dalle 44 aziende oltrepadane presenti con un proprio spazio espositivo in fiera”.

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Con un bilancio così “assolutamente prestigioso” della “missione dei produttori dei vini d’Oltrepò durante un Vinitaly, riconfermatosi unica piazza italiana del vino capace di attrarre operatori  internazionali”, come potrebbe la Franciacorta pensare di prescindere dalla presenza trainante, quella che veramente attira migliaia di visitatori a Verona, dell’Oltrepò Pavese?

E perché, ovviamente nell’interesse esclusivo dei bresciani, che hanno bisogno e non possono fare a meno del sostegno dei prestigiosi vini e delle celeberrime aziende oltrepadane, non pensare ad un Palaexpo che nel nome del metodo classico e delle “bollicine” veda l’accoppiata vincente Oltrepò Pavese – Franciacorta? Pensateci presidenti dei due Consorzi, produttori delle due zone vinicole lombarde, perché non prendere in considerazione quest’apparentemente bizzarra ipotesi?

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

10 commenti

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10 commenti

  1. Sebino

    maggio 3, 2013 alle 2:06 pm

    Trovavo sensato il commento di un utente in cui diceva “se i bresciani se ne stessero negli altri padiglioni non ci sarebbe questo problema”.. ragionandoci da ristoratore bresciano, effettivamente il lunedì, nel padiglione franciacorta, chi principalmente intasava gli stand a salutare produttori e rappresentanti (mi ci metto pure io) eran principalmente i bresciani…

    • Franco Ziliani

      maggio 3, 2013 alle 2:31 pm

      scusa, ma se i é i bresà ad andà a Veruna al padigliun della Franzacurta perché inda ancamò a Veruna?

  2. Luca

    maggio 6, 2013 alle 9:41 am

    Caro Ziliani, sarebbe un ottima idea, quella di un fronte comune delle Bollicine Lombarde. Ho però la personale sensazione che campalinismi e mai sopite rivalità, per non parlare del senso di “inferiorità” malcelato che l’Oltrepo nutre verso i blasonati cugini, rendano ala sua proposta ardua nella realizzazione. Se lo immagina il commento del visitatore qualunque? “… la Franciacorta ha annesso l’Oltrepo…” e poi chi glielo spiega al Presidente del Consorzio pavese?

  3. Alessandro

    maggio 6, 2013 alle 12:33 pm

    Anche io penso sia un’ottima idea unire queste due zone lombarde.
    Non sono però d’accordo col commento di Luca. Conosco produttori del pavese, che tra l’altro non aderiscono al consorzio che di certo non hanno nessun malcelato senso di inferiorità nei confronti di nessuno, tantomeno dei franciacortini tra i quali in parecchi vengono a “prendere” il pinot nero in Oltrepo.

    • Franco Ziliani

      maggio 6, 2013 alle 12:47 pm

      pubblico il suo “commento” e registro la sua affermazione, pesante, invitandola a documentare, con prove precise, quanto afferma, altrimenti non solo il suo commento si configura come disinformazione ma come diffamazione.
      Fuori le prove, oppure taccia e non getti strumentalmente fango su una zona che merita rispetto e che solitamente rispetta le regole. Cosa che non sempre accade in altre zone.

  4. Alessandro

    maggio 6, 2013 alle 3:42 pm

    Taccia?

    • Franco Ziliani

      maggio 6, 2013 alle 3:52 pm

      esatto. O porta le prove delle affermazioni pesanti che fa oppure le sue affermazioni si configurano come diffamatorie. Fuori i nomi, e le bolle di accompagnamento dei vini, dei produttori franciacortini che secondo lei trufferebbero e contravverrebbero a quanto previsto dal disciplinare di produzione acquistando Pinot nero fuori in Oltrepò Pavese per poi farlo magicamente diventare Franciacorta.

  5. Alessandro

    maggio 6, 2013 alle 5:48 pm

    Ok. Proverò ad inoltrare la richiesta anche se dubito che me le forniranno. Lei che dice? Molto più semplice prendere l’auto uscire a Broni e fermare il primo contadino che passa.

    • Franco Ziliani

      maggio 6, 2013 alle 5:51 pm

      allora se non é in grado di fornire prove eviti di mestare nel torbido. Cosa direbbe se qualcuno affermasse su questo blog che lei fabbrica e fa circolare banconote false? Pretenderebbe prove o accetterebbe tranquillo che buttassero fango su di lei?
      Allora porti prove, nomi, documenti, circostanze precise, altrimenti stia zitto. Che fa migliore figura

  6. Alessandro

    maggio 6, 2013 alle 8:33 pm

    Pensavo si parlasse di vino… Comunque visto che questa diatriba la irrita terribilmente e visto che con questi “taccia” e “stia zitto” comincia a diventare noioso e ripetitivo mi permetta almeno di consigliarle di non andare mai in Oltrepo, non si sa mai che le capiti di sentire parole che la infastidiscano.

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