Champagne Extra Brut Deutz: più ne bevi e più ne berresti (con ostriche possibilmente)

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
9


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Ho già celebrato recentemente, in questo articolo, la straripante bellezza e grandezza di uno Champagne Rosé millesimato come il 2008 della storica Maison Deutz, la cui storia vi invito a rileggere nel post sopra indicato. Sempre dai 42 ettari di proprietà, che non sono pochi, vengono le uve Chardonnay e Pinot noir, non vi so essere più preciso sulle percentuali e sulla composizione della cuvée, perché quello di cui sto per parlarvi è un nuovo Champagne in commercio da poco più di un anno, la cui scheda, colpevolmente, non appare ancora sul pur dettagliato sito Internet aziendale.

Si tratta di una Cuvée Extra Brut (3 grammi di dosaggio di zucchero per litro, proprio come piace a me), non millesimata, senza alcuna indicazione, tanto per cambiare, della data di dégorgement in etichetta (mannaggia!) dove so essere comprese le due uve cardine della Champagne, con tutto il doveroso rispetto per l’amato Pinot Meunier, che vorrebbe offrire “la finezza e l’eleganza del Brut classico con un dosaggio diverso”.
Sappiamo che le uve arrivano da vigneti classificati Grands o Premiers Crus, che il vino dovrebbe costare tra i 35 e 40 euro, che si tratta, come ci si accorgerà facilmente degustandolo, di un vino concepito per l’abbinamento a crostacei e frutti di mare, a sushi e pesci fini, non in preparazioni elaborate o in salsa, ma le più semplici possibili. Questo è tutto.

Aggiungerò ora io, corroborato dal parere di una deliziosa persona, esigente ed esperta, che ha degustato/bevuto con me e che ha sfoderato la sintetica eloquente definizione che lei ama usare di fronte agli Champagne che le piacciono veramente, ovvero “gnam gnam”, un ottimo Champagne. Di quelli che ne stappi una bottiglia e ne berresti due, meglio ancora un magnum. Soprattutto se a bere sono due champagnisti convinti come noi…

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Bellissimo e intrigante, quasi misterioso, il colore un oro scarico delicato, poco appariscente, perlage sottilissimo, fine e continuo, naso discreto, elegantissimo, carezzevole, suadente, tutto pesca bianca, armellina, fiori bianchi, una leggera vena citrina e di crosta di pane e soprattutto una trionfante, trionfale mineralità petrosa, una vena salatissima, salmastra quasi, che evoca il mare, e chiama ostriche, oui, les huîtres, a dozzine, tanto per cominciare a farsi la bocca e a ragionare. Un bouquet di magnifica eleganza e freschezza.

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E poi che bocca, signori miei, secca al punto giusto, sorretta da una magnifica spinta ed energia, decisamente più verticale e profonda che larga, ma persistente, ricca di sapore, di quel sale e di quella petrosità “ostricose” che avevamo già ammirato nei profumi, con una croccantezza fine e non aggressiva, equilibrato, godibilissimo, splendido da bere e ribere, con una chiusura su una vena di mandorla nitida, fresca, assolutamente da applausi. Uno Champagne che conferma la grandezza dello stile Deutz anche sulle cuvée meno impegnative e ambiziose. Chapeau!

http://www.champagne-deutz.com/

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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