Appello ai produttori franciacortini. O più spazio da Verona Fiere o niente Vinitaly 2014

FranciacortaVinitaly

FOR ENGLISH VERSION CLICK HERE

E’ stato un bello spettacolo anche quest’anno, nei due giorni (lunedì e martedì) della mia presenza al Vinitaly scoprire, per me milanese residente a Bergamo e lombardo (ho scritto lombardo NON lumbard) orgoglioso di esserlo come il padiglione che ospitava i produttori lombardi, il Palaexpo, fosse letteralmente preso d’assalto, come accadeva nei celebrati padiglioni della Toscana e del Piemonte (che possono contare sul formidabile traino di vini leggenda come Brunello di Montalcino e Barolo/Barbaresco) dai visitatori. Peccato che questo festoso super afflusso sia stato troppo consistente e alla fine disordinato per costituire un elemento positivo.
E pertanto non posso che sottoscrivere, e non perché è un vecchio amico e coetaneo, il pensiero del presidente del Consorzio Franciacorta Maurizio Zanella, che in un comunicato stampa ha dichiarato: “Anche quest’anno Franciacorta ha superato le aspettative facendo registrare un incremento del 20% nel numero di visitatori, stimati in circa 60 mila. Un dato che ci riempie di soddisfazione per l’amicizia dimostrata da operatori e appassionati ma che, considerati i disagi dovuti a tale imponente flusso, sottolinea l’inadeguatezza del nostro posizionamento nel Palaexpo, troppo stretto rispetto alle esigenze da noi più volte evidenziate”.
Zanella ha poi detto che “il bilancio complessivamente si chiude in positivo. Nota dolente, ribadisco, la mancanza di spazio. Purtroppo, l’area espositiva del Franciacorta non è ancora sufficientemente rappresentativa della qualità espressa dal nostro vino e dalla nostra realtà. Una situazione da risolvere per le prossime edizioni”. Allora, condividendo in toto quello che dice Zanella, magari con qualche scetticismo di più rispetto a lui sul fatto che “la crescita dell’interesse da parte degli operatori stranieri” che “conferma la bontà della politica di sviluppo che stiamo promuovendo sul mercato USA, in Germania, in Svizzera, nel Regno Unito e in Giappone”, possa davvero “riuscire nei prossimi anni a far entrare il Franciacorta nel cuore e nelle migliori consuetudini di un pubblico sempre più esperto e attento alla qualità, in tutto il mondo”, mi viene da fare una proposta alle 66 cantine presenti a Verona e alle altre 140 che potenzialmente potrebbero pensare di partecipare.
Quello che vi chiedo è se abbia un senso logico continuare a partecipare in queste condizioni, allo stretto, impossibilitati ad accogliere eventuali altre cantine che volessero essere della partita, condividendo lo spazio con le altre realtà produttive lombarde, quelle importanti e quelle assolutamente trascurabili e senza alcuna importanza come la bergamasca Valcalepio, e in ogni caso con zone che, Oltrepò Pavese a parte, non possono vantare un’immagine netta e chiara di zona di produzione di metodo classico di alta qualità.
logoconsorzio-franciacorta-300x181
O se invece non sia più ragionevole, tanto c’è un anno di tempo, mandare una delegazione all’Ente Fiere di Verona e contestualmente una alla Regione Lombardia, all’Assessorato Agricoltura della Regione Lombardia e dal Presidente Maroni, che ha visto con i suoi occhi l’allegro “casino” a Palaexpo, e fare un discorso chiaro e netto. Mica un ricatto, un discorso pacato, ragionevole e circostanziato.
E dire agli interlocutori: “lo spazio riservato alla Franciacorta è insufficiente. Non ci va bene. Vogliamo un’area molto più ampia, magari l’ìntero Palaexpo, per ospitare adeguatamente le nostre aziende e disporre di spazi dove organizzare degustazioni, eventi, accogliere in modo degno i nostri ospiti italiani e stranieri. O ci trovate e date questo spazio, oppure saremo costretti a restarcene a casa. E magari ad organizzare qualcosa, in zona Verona e dintorni, dedicato alle nostre “bollicine”.
Nessuna arroganza, solo legittimo orgoglio franciacortino, la precisa volontà di vedere riconoscere la centralità e l’importanza della zona vinicola bresciana diventata (con la concorrenza sempre più debole dei trentini) la capitale del metodo classico italiano. Per fare questo, ovviamente, si rende indispensabile un passaggio preventivo, ovvero che voi produttori franciacortini, siate persuasi, a maggioranza, dell’inevitabilità e della profonda saggezza di una presa di posizione del genere.

vinitaly

Che non pensiate invece che, anche se lo spazio Vinitaly per la Franciacorta è quello che è e non va bene, che valga ugualmente la pena partecipare.
Perché così facendo si consente ai vinitalysti di fare orecchie da mercante e ignorare la legittima richiesta dei produttori bresciani.
Insomma, pensateci bene e rapidamente, che un anno scorre velocemente e per studiare, organizzare e realizzare alternative serve un po’ di tempo…

7 commenti

Condividi

7 commenti

  1. Pingback: Appello ai produttori franciacortini. O più spazio da Verona Fiere o niente Vinitaly 2014 | Il Prosecco

  2. Giovanni Arcari

    aprile 22, 2013 alle 9:55 am

    Ciao Franco,
    io c’ero e concordo in merito alla mancanza di spazio rispetto alla ressa che si è creata. Ogni anno è sempre più difficile riuscire a salutare tutti e avere un minuto per scambiare due chiacchiere.
    Detto questo trovo poco percorribile la via di avere l’intero Palaexpo, certamente troppo oneroso per la sola Franciacorta.
    Ho parlato con Zanella il quale mi è parso convinto di portare l’investimento per Vinitaly nella direzione di un evento sul territorio.
    Mi trovo d’accordo, anche se una rappresentanza a Verona (magari con la formula dello stand usata a Dusseldorf) credo sia ancora indispensabile.
    Poi ho due speranze:
    la prima è che l’evento sul territorio non avvenga in concomitanza con Vinitaly, vista anche la sovrabbondanza di altre manifestazioni.
    La seconda è che non accada come due anni fa, quando la democrazia ha fatto breccia nel consorzio e lo stesso si è visto battuto proprio sul fatto se fare o meno Vinitaly.
    Prima di chiedere una presa di posizione in merito, è necessario presentare un progetto alternativo che possa giustificare l’abbandono di massa da Verona.
    Serve un piano 😉

    • Franco Ziliani

      aprile 22, 2013 alle 10:00 am

      Arcari malfidato e più polemico di me: credi che il vulcanico Presidente ed il brillante CDA del Consorzio non abbiano già un piano A e servisse anche un piano B?
      Io intanto alle 12.30 sarò all’Ente Fiere Verona a colloquio con la responsabile di Vinitaly International… A meno che dopo questo mio post non mi chiami per disdire l’appuntamento…

  3. Giovanni Arcari

    aprile 22, 2013 alle 11:03 am

    Due anni fa, son certo, non ho visto ne un piano A e neppure un B. C’era una ragione come motivazione, ma nulla a sostenere il cambio.
    Non voglio sembrare “polemico” piuttosto spero di stimolare il vulcanico e i brillanti a proporre alle cantine una valida alternativa a Verona Fiere.

  4. Carlo Giovanni Pietrasanta

    aprile 23, 2013 alle 8:10 am

    Caro Franco e Giovanni da Lombardo produttore di Vino e componente del comitato Tecnico che organizza la presenza a Vinitaly della Lombardia vi dco che non è facile trovare più spazio e lo spazio a Verona costa molto, come costa tutto wifi biglietti ( omaggio per gli ospiti ) ecc. ecc. .
    Non è facile e non sempre oggi le cantine Lombarde posso permettersi certe spese basta vedere chi non era presente e chi ha riempito un grosso spazio al interno del pagiglione Lombardia lasciando un altro padiglione che alcuni ritengono prestigiosissimo. Buona Giornata

  5. Zakk

    aprile 23, 2013 alle 8:24 pm

    La soluzione è più semplice di quello che si crede: si vieta ai bresciani di frequentare il settore della Franciacorta. E gli spazi di colpo si allargano.
    Infatti, come ogni anno, è incredibile come una valanga di ristoratori ed enotecari bresciani spendano il proprio tempo nel padiglione della franciacorta, pur avendo a disposizione i produttori per tutto il resto dell’anno. Invece di approfittare di una fiera, con tutta l’Italia del vino rappresentata, per assaggiare prodotti non sempre reperibili, si va a salutare gli stessi produttori che la settimana prima sono adati a pranzo/cena da loro. Chi ci capisce è bravo.

  6. Fabrizio

    aprile 24, 2013 alle 4:01 pm

    I produttori della franciacorta potrebbero organizzare una raccolta firme durante le visite guidate che fanno nel 2013.
    Non so se sia valida come idea…di certo male non fa

Lascia un commento

Connect with Facebook