Champagne Brut Premier Cru Cattier: il fascino discreto dell’armonia

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


ChampagneBrutPremierCruCattier

FOR ENGLISH VERSION CLICK HERE

Devo un aggiornamento, o meglio un finale a coloro che nei giorni scorsi hanno letto questo mio post e sofferto con me la cronaca di una cocente delusione trentodocchista e del rischio che una serata stupenda finisse “a schifio” per colpa non di un’ansia da prestazione ma di un vino che la mia lei aveva giudicato improponibile. E che giustamente, come me, si era rifiutata di bere. Qual’è stato il vino che mi ha salvato quando stavo già per intonare con la giusta mestizia la celebre song degli Eagles?

Champagne, ça va sans dire, ma quale Champagne? Niente di fiammeggiante, solo un “normale” Brut e non una cuvée de prestige, di una Maison che elabora e commercializza Champagne a proprio nome dal 1918, Cattier. Maison proprietaria dal 1951 del clos du Moulin, una delle più antiche cuvées de prestige champenoise, maison familiare e indipendente, che vende un milione di bottiglie, 60% delle quali esportate in più di 70 Paesi.

Una Maison che, quando finalmente mi deciderò a tornare in Champagne, ovviamente avec Elle, dovrò sicuramente visitare recandomi a Chigny les Roses, villaggio nel cuore della Champagne più antica, tra Reims ed Epernay. 30 ettari di vigneto nella Montagne de Reims, in larga parte classificati a Premier Cru, e adozione nella coltivazione dei vigneti dei principi della viticoltura ragionata eco compatibile, per preservare l’ambiente ed il terroir. Conservazione dei vini in cantine profonde anche trenta metri e disposte su tre piani in rappresentazione di tre distinti stili architettonici, Renaissance, Roman e Gothique.

Parole d’ordine di questa Maison eccellenza, creatività e spirito d’impresa, il che significa rispetto della tradizione Champenoise e nessun compromesso qualitativo, fedeltà ad uno sviluppo armonioso, controllato e rispettoso che comporta una dinamica imprenditoriale nel segno dello spirito familiare e di squadra, dove il lavoro di ognuno è valorizzato e rispettato.

In attesa di confrontarmi con un Blanc de Noir che riposa in cantina e attende un altro momento topico, un urgente Sos e reduce dalla incantata delibazione di un meraviglioso Blanc de Blanc che ha mostrato mirabilie di eleganza e armonia e di cui scriverò presto, per rifarci la bocca dopo quella improbabile spremuta di legno ci siamo regalati le plaisir di un Brut Premier cru non millesimato il cui assemblage prevedeva una netta maggioranza, 75%, del Pinot noir su un 25% di Chardonnay.

Dieci grammi litro il dosaggio degli zuccheri per uno Champagne che ci ha rimesso in armonia con l’universo e non solo quello vinoso, con il suo paglierino oro squillante, il perlage finissimo e continuo e l’esaltazione della mandorla fresca, degli agrumi, dei fiori bianchi, di una leggera croccante crosta di pane a costituire un bouquet fresco e di grande grazia.

Bellissimo, scattante, vibrante, freschissimo, pieno di energia, magnificamente dinamico, vivo, all’insegna di un grande equilibrio e armonia, l’attacco in bocca, tutto freschezza e mineralità il gusto, con coda lunga e salata, lunga persistenza, estrema pulizia ed una piacevolezza assoluta senza alcuna ombra di ruffianeria, banalità, prevedibilità nonostante i dieci gradi di zucchero, e con una beva perfetta. Per vuotare la bottiglia in un battibaleno e restituire alla nostra serata tutta la sua magia, il suo incanto… Non è questo che un grande champenois o metodo classico deve riuscire a fare?

Champagne Cattier sito Internet http://www.cattier.com/

3 commenti

Condividi

3 commenti

  1. Vittorio

    aprile 17, 2013 alle 10:31 am

    Ho assaggiato diversi champagne Cattier l’ultima volta un paio d’anni fa. In effetti prodotti ben fatti e gradevoli. Hai in programma anche la recensione del Clos du Molin?

    • Franco Ziliani

      aprile 17, 2013 alle 11:00 am

      no, quelle del fantastico Blanc de Blanc e del Blanc de Noir, quando l’avrò assaggiato. Il Clos non pervenuto

  2. Daniele

    maggio 6, 2013 alle 9:14 am

    Particolarmente interessante il Brut Antique. Ma è difficile da reperire, credo sia destinato completamente al mercato inglese. Visitata la scorsa estate durante un viaggio in champagne.

Lascia un commento

Connect with Facebook