Trento Doc niente nuovo sito Internet nemmeno per il Vinitaly 2013

Oggicomiche

L’ennesima tragicomica finale trentina

Babbeo e decisamente ingenuo come sono, e quasi indotto a pensare che l’amore eterno esista e che i bambini nascano sotto i cavoli, avevo voluto credere alle parole pronunciate non da un pirla qualsiasi come me, che non sono nessuno, ma dal Presidente dell’Istituto Trento Doc nella lunga intervista (parte prima, parte seconda, parte terza) che mi aveva concesso e che avevo pubblicato su questo blog dal 17 al 19 settembre scorso.
Credevo che Enrico Zanoni, proprio perché non nativo del Trentino, ma arrivato a lavorare, con compiti di grande responsabilità, in Cavit, fosse una persona seria e che non parlasse, come tanti personaggi del mondo trentino fanno disinvoltamente, senza che nessuno o quasi dica loro qualcosa e li richiami ad un minimo di serietà, a vanvera. Mi sono sbagliato.

Nonostante quanto dichiarato nell’intervista, che aveva fatto seguito alla mia lettera aperta del 13 dicembre 2011, nonostante alla mia precisa domanda: “Allora Babbo Natale, parlo di quello del 2012, non del 2013, ci porterà un sito Internet del Trento Doc finalmente rifatto e aggiornato?” il dottor Zanoni avesse risposto “Io conto proprio di sì, spero, però come ho già detto la competenza è parzialmente nostra.. Io e soprattutto i consumatori attendiamo fiduciosi…” dal punto di vista della vetrina Web dell’Istituto Trento Doc non è cambiato nulla.

trentodoc-remuage-italiano

Da settembre ad oggi, con perfetta trentinità, come il “Sistema Trento”, macchinoso, farraginoso, super burocratico, inconcludente, pasticcione, prevede, non si è mossa una virgola.
Se si perde il proprio tempo a consultare il sito Internet dell’Istituto Trento Doc, quella entità che non si capisce se esista ancora o se si sia volatilizzato, ci si trova di fronte ad una sorta di miracolo, la sospensione del tempo. Come per miracolo il sito ci fa vivere una situazione cristallizzata e immobile dove nello spazio “In evidenza” del sito si parla di una “notizia” di trascurabilissima importanza, come il fatto che “sette Trento Doc” siano entrati “nel club dei tre bicchieri” (e chi se ne frega!), che nel nome della Dolce vita una serie di Trento Doc arrivino nella capitale (“notizia” di ottobre) e che mentre sia arrivata, dicono le cronache, la primavera, il Trentodoc sia “protagonista degli spot radiofonici invernali”, perché “È on-air la campagna per la promozione turistica della stagione bianca voluta da Trentino Marketing. Gli spot richiamano in maniera ironica il mondo degli agenti segreti e il personaggio di James Bond. La stagione invernale è alle porte e il Trentino ha rinnovato il dialogo con il suo pubblico di riferimento”.

Ho scherzato, ma se il Trento Doc, il Trentino del vino, fossero una cosa seria e non una barzelletta come spesso appaiono, ci sarebbe da incazzarsi e di brutto. E da chiedere, pretendere e ottenere, anche alzando la voce, che un po’ di teste saltino, che ci siano delle dimissioni, che qualcuno venga, dopo l’ovvia consultazione dei sindacati, perché siamo nel trentino delle cooperative cosiddette bianche e del potere politico economico bianco-rosso, licenziato e mandato a fare danni altrove.

Mentre invece accade, senza che nessuno si ribelli ca..o!, che dopo essere finalmente andato in pensione dopo 40 anni di guida, prima come direttore e poi come amministratore delegato, del Gruppo Mezzacorona, l’ineffabile boss Fabio Rizzoli, che aveva promesso di restarsene in Sicilia, venga chiamato ad occuparsi di piccoli frutti, come direttore amministrativo, della Cooperativa Apa Sant’Orsola – Piccoli Frutti, l’azienda leader in Italia per la produzioni di piccoli frutti (fragole, lamponi, mirtilli, ribes, more) e ciliegie. Questo, ci hanno raccontato, “anche perché la produzione della fragola, l’anno scorso è stata buona, ma non sufficiente remunerata”.

E quindi ecco il Rizzoli, leader di riferimento di una denominazione, Teroldego Rotaliano, che prevede una resa di 170 quintali per ettaro, più esuberi, roba che faceva giustamente incazzare l’indimenticabile collega Francesco Arrigoni, uno che anche in Tribunale non si era fatto spaventare dell’ex a.d. di Mezzacorona, chiamato a risollevare le sorti di questa cooperativa ortofrutticola. Di cui, come forma di personale protesta contro la chiamata del millantatore di cinque milioni di bottiglie, non acquisterò mai più un solo cestino di ottimi piccoli frutti.

TrentoDocVinitaly2012

Rinnovamento del sito Internet rimandato ancora alle calende greche, padron tridentine, e nessun nuovo look (e nuova sostanza e nuova credibilità e consistenza nella comunicazione) anche in occasione del Vinitaly 2013.
E meno male che c’è la qualità, in crescita, di tutta una serie di vini e di produttori a tenere in piedi e salvare la faccia e la credibilità del Trento Doc (di cui sul sito Internet di Trentino marketing si legge in questi termini), altrimenti, grazie ai suoi responsabili, alle varie autorità (si fa per dire) e responsabili vitivinicoli trentini saremmo alla barzelletta. Ma che dico alla comica, alla tragicomica finale!

Come non dire al variopinto popolo dei responsabili del Trento Doc e del vino trentino di vergognarsi se hanno ancora un qualche senso della vergogna?

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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  4. Ximena

    aprile 15, 2013 alle 3:06 pm

    Buongiorno,

    Ho visitato il vostro blog e sono interessata in contattarmi con voi.
    Mi potete dare per favore un numero di contatto e a chi devo contattare?

    Grazie mille!

    Saluti,
    Ximena Hd

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