Champagne Brut Rosé 2008 Deutz: armonia in rosa

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
9


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Ultimamente quando degusto, ma che dico, bevo un grande Champagne (e ultimamente grazie agli Dei e a Bacco mi sta capitando spesso) ho due diverse e ben distinte reazioni.
Da un lato di ammirazione, perché molto spesso mi trovo dinnanzi ad autentici capolavori dell’arte enoica, inimitabili o quasi o addirittura insuperabili, anche se in casa nostra ci sono zone (di storia molto ma molto più recente) che con le bollicine dimostrano di sapersela cavare.
E dall’altro di irritazione, perché come consumatore mi aspetterei da Messieurs les Français comportamenti più rispettosi e improntati ad una totale trasparenza e volontà di comunicazione. Fateci caso, su 10 bottiglie di Champagne che aprite in quante trovate dichiarata in retroetichetta quella data di dégorgement (o sboccatura) la cui indicazione dal 2011 nell’italica giovane Franciacorta è diventata obbligatoria? Non vi obbligo a fare un complicato computo statistico e ve lo dico io, su un’assoluta minoranza.
Più facile trovarla sulle bottiglie dei piccoli récoltants manipulants, decisamente più raro nel caso delle Maison più note e grandi. Il caso più recente di questa indifferenza (non voglio dire menefreghismo) nei confronti dei consumatori da parte di una Maison de Champagne l’ho riscontrando stappando e godendomi splendidamente, in meravigliosa compagnia, una bottiglia di Rosé millesimato 2008 di una Maison celebre come Deutz.

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Una Maison storica le cui origini risalgono all’Ottocento quando videro la luce molte delle più note Maison. Due anni dopo che nel 1836 Jean-Baptiste François mise a punto un processo di dosaggio, la réduction François, in grado di stabilire con precisione la quantità di zucchero ottimale, grazie a un enometro preposto allo scopo. Un’invenzione che segna una delle tappe fondamentali per l’elaborazione dello champagne nella forma attualmente conosciuta, nel 1838 ad Ay, veniva fondata da Wiliam Deutz e Pierre Geldermann, la Deutz. I due erano una coppia perfettamente compatibile ed equilibrata. Entrambi nati ad Aquisgrana, Deutz aveva già lavorato per Bollinger, e portava con se la sua esperienza, mentre a Geldermann spettava l’aspetto finanziario, grazie alla disponibilità di capitali.
Ai primi del Novecento le cantine Deutz ebbero gravissimi danni in seguito ai moti del 1911 e anche la Deutz risentì pesantemente delle conseguenze per i due eventi bellici mondiali che seguirono. Negli anni 80 l’attuale proprietario André Lallier-Deutz decise per una diversificazione delle attività acquisendo non solo delle nuove cantine in California e Nuova Zelanda ma anche delle compagnie di navigazione fluviali. I profitti della Deutz subirono un duro colpo sembra a causa di una recessione seguita alla guerra del Golfo del 1991, tanto da dover cedere il 63% della propria società alla Louis Roederer. Oggi Deutz conduce circa 42 ettari in proprietà, oltre ad acquistare uve da vignerons di fiducia. Nulla da dire sulla Maison, sul suo stile e sulla qualità dei vini, ma perché una Maison come Deutz comunica in maniera così lacunosa?
Non mi riferisco solo all’assenza di una qualsiasi indicazione circa la data del dégorgement sulla bottiglia dell’ottimo Rosé ma alla carenza di informazioni sul vino sul pur bellissimo, fascinoso sito Internet. Non solo il sito presenta il vecchio millesimo, il 2006, di questo Rosé millesimato, ma nessuna scheda tecnica sul vino e notizie ridotte veramente all’osso. Pertanto, per avere notizie sulla composizione della cuvée cosa ho fatto?
Mi sono rivolto ad un libro di riferimento per chiunque in Italia ami lo Champagne, la Guida Grandi Champagne 2012 curata da Alberto Lupetti che vede la presenza nel panel dei degustatori dell’ottimo Alessandro Scorsone, sommelier A.I.S. di gran rango.

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A pagina 84 di questo Champagne – Vangelo leggo difatti che si tratta di un “classico rosé d’assemblaggio, ma a fortissima prevalenza di Pinot noir, come si conviene ad una Maison di Aÿ: a quello Grand Cru della Montagne de Reims (oltre il 70%) se ne aggiunge una parte della Vallée de la Marne (circa il 20%), quindi lo Chardonnay di Avize, e, per completare il quadro, il 9% di vino rosso realizzato con il celebre Aÿ del vigneto “La Pelle”. Dopo l’imbottigliamento lo Champagne rimane a contatto con i lieviti per non meno di quattro anni”.
Appreso questo (in verità queste notizie le ho cercate in un secondo tempo) ci siamo messi a bere (nel caso di questi Champagne si beve, non si assaggia) e abbiamo trovato un Rosé davvero esemplare. Di quelli che non solo ammiri “filosoficamente” ma bevi, meglio se con la giusta compagnia, di gran gusto.
Rosa appena accennata, un melograno brillante, un rosa appena accennato con sfumatura che richiama la cipria, la robe, finissimo, delicato, continuo, a nuvolette il perlage nell’ampio bicchiere. Delicatissimo, compatto, fine il naso, tutto giocato su un nitido pompelmo rosa, note di ribes, lampone, accenni di mirtilli, molto delicati e leggere sfumature di cacao, con una bella vena di mandorla e poi tanta mineralità e sale, per un insieme fragrante, elegantissimo, aereo e fresco.

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Altrettanta fragranza, delicatezza, freschezza innata all’attacco in bocca, diretto, scattante, diritto, e poi progressivamente l’emergere di una polputa, succosa, golosa, ma sempre fresca, dolcezza di piccoli frutti di bosco, di bell’ampiezza e giusta consistenza. Una bocca di assoluta armonia ed equilibrio, viva, articolata, delicatamente dolce, carezzevole sul palato, a regalare una piacevolezza assoluta, e un finale vivo, giocato su note minerali e sapide.
Uno Champagne Rosé, prezzo tra i 45 ed i 50 euro, godibilissimo. D’obbligo l’applauso convinto con tanto di Chapeau!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

5 commenti

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5 commenti

  1. Luca G.

    marzo 21, 2013 alle 1:17 pm

    Grazie !

  2. Pingback: Champagne Extra Brut Deutz: più ne bevi e più ne berresti (con ostriche possibilmente) | Il Prosecco

  3. Stephane Jaen

    agosto 4, 2013 alle 3:21 pm

    Absolement questo champagne è eccellente, vendiamo molto nella nostra cantina Aix Les Milles (Francia).

  4. Stephane Jaen

    agosto 5, 2013 alle 10:20 am

    Prego, congratulazione per questo blog.

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