Champagne Brut Blanc de Blanc 1999 Billecart-Salmon per una grande fin de soirée

Billecart1999

…Metti un finale di serata, in un posto bellissimo, a Turi, nel cuore della Puglia, il Menelao a Santa Chiara, tra le mura incantate del centro storico, dopo aver vissuto le emozioni di una stupenda verticale di un grande Negroamaro salentino. Metti, dopo aver gustato un’ottima cena, opera di un giovane e appassionato team di cucina, che ci ha proposto
Spuma di Fave Bianche con Cipolla Rossa di Acquaviva Croccante
Puntarelle, Mazzancolle e Olio alla Vaniglia (foto di Manila Benedetto)
Tartare di Podolica con Funghi Cardoncelli e Sfoglia di Polenta
Ravioli di Coniglio alla Cacciatora
Filetto di Maiale in Crosta di Fave di Cacao e Torcinelli alla Brace
Gelato al Latte di Capra con Cannolo al Pistacchio e Salsa Calda ai Lamponi
e aver bevuto, copiosamente, due vini che amo, il Mjere Rosato (anteprima del 2012, già splendido e da bere a secchiate) ed il Mjere rosso 2010.

AntipastoMenelao

Metti un gruppo di amici, vecchi e nuovi amici (vedi la foto sotto dei “magnifici 7” di Manila Benedetto), rimasti a “cazzeggiare” e commentare la serata, felici di stare insieme, di essere stati lì, con vini veri e l’atmosfera giusta. Metti la squisita cortesia e la classe del padrone di casa, Michele Boccardi, alias Villa Menelao, una di quelle persone che basta incontrarle una sola volta per entrare in piena sintonia con loro, e poi Nicola Campanile finalmente rilassato, Manila Benedetto sempre intenta a documentare in immagini e parole su Facebook e Twitter quanto accade, Giuseppe Barretta incontinente chiacchierone scatenato e Lucianone Pignataro sereno reduce da una co-conduzione di degustazione che ha regalato, da parte sua, tesori di saggezza e folgoranti illuminazioni.

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Metti altra bella gente al nostro tavolo, e la voglia di stare ancora insieme e non andare ancora a dormire (nel nostro caso in quel posto raffinato, luxe, calme et volupté, che è il Giovi Relais di Polignano a Mare), e allora come stupirsi se dopo tanto Negroamaro ci venga la voglia di “pulirci la bocca” con una “bollicina” di quelle giuste? Cosa bere dunque pescando da una bella carta dove la Franciacorta recitava Bellavista, Cà del Bosco, Barone Pizzini, Mirabella e un’alternativa valida potevano essere gli Extra Brut di sua eminenza nebbiolosa Bruno Giacosa?

BillecartBlancdeBlanc99La serata meritava un finale degno, una bottiglia all’altezza della situazione, in grado di emozionarci come ci aveva emozionato quella discesa a ritroso negli anni (ho visto l’amico Giovanni Calò veramente colpito dai vini prodotti, ma che dico, vissuti da suo padre Michele e anche un po’ emozionato…), e allora, complice quel grande servitore di Bacco nonché titolare di un’agenzia che introduce in terra pugliese tante buone cose, “baffo” Gerardo Leone (il primo da sinistra nella foto qui sopra), la risposta è stata ovvia. Champagne, ça va sans dire, e uno Champagne serio, proposto da una Maison esemplare di cui apprezzo tutti i vini, ma di cui sono letteralmente innamorato perso di un vino in particolare, l’elegantissima, suprema, unica, adorabile Cuvée Elisabeth Salmon. Sto parlando di Billecart-Salmon, si sarà capito…

Cosa ci siamo concessi, come una carezza, un bacio della buona notte, un premio per essere stati bravi e aver fatto al meglio il nostro lavoro di cronisti amici della terra pugliese e dei suoi vini?
Un vino emozionante, vero, pieno di energia e carattere, un grand millésimé, il Brut Blanc de Blanc 1999. Un grand vin de Champagne che la Maison definisce così: “Chardonnay de grand style, modèle d’équilibre dans l’aboutissement le plus pur du cépage  Chardonnay, il est le résultat de l’assemblage des meilleures parcelles des grands crus de la Côte des Blancs : Chouilly pour la finesse, Avize pour la puissance et Mesnil-sur-Oger pour la structure et la longévité”, ovvero l’assemblaggio delle migliori parcelles di grands crus de la Côte des Blancs: Chouilly per la finezza, Avize per la potenza e Mesnil-sur-Oger per la struttura e la longevità.

Inutile tentare di descrivere se non per sprazzi questo vino che ci ha letteralmente elettrizzato per la sua energia, il nerbo scattante, la classe innata, il naso freschissimo salato, con agrumi, pompelmo soprattutto, in evidenza, fiori bianchi, mandorle non tostate, un accenno di crosta di pane croccante e soprattutto sale, pietra, mineralità a volontà, a dismisura. E dotato di una bocca così scattante, viva, assertiva, eppure avvolgente e delicata come una carezza di seta, di una freschezza, e poi ancora sale, pietra, il terroir inimitabile dei grands crus de la Côte des Blancs e dell’espressione più compiuta della potente eleganza, della verticalità e del nerbo dei grandi Chardonnay di lasciarci tutti ammirati, attoniti, felici come bambini cui era stato regalato un giocattolo ambitissimo.

Un vino il cui finale, infinito, preciso, nitido, ci ha presi per mano e accompagnati serenamente beati sino all’abbraccio con la notte. Le notti serene, prologo di mattinate risplendenti della luce dell’abbagliante azzurro dei cieli di questa Puglia da amare e da riabbracciare, anche per bere un grande Champagne, perché no?, al più presto. Prima della grande festa, della celebrazione che ci attende a giugno

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

 

 

 

5 commenti

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5 commenti

  1. Champagnista

    marzo 11, 2013 alle 10:26 am

    Buongiorno dott.Ziliani,

    Che dire… Invidia, invidia, invidia!

    Il blanc de blanc in oggetto d’articolo è uno trai i miei vini preferiti in assoluto anche se non amo particolarmente, per usare un eufemismo, la Maison che lo produce.

    Complimenti come sempre per la qualità e la fruibilità di lettura con cui scrive i suoi articoli.

    Cordialmente

    C.

  2. Pingback: Champagne Brut Blanc de Blanc 1999 Billecart-Salmon per una grande fin de soirée | Il Prosecco

  3. lorenzo gatti

    marzo 13, 2013 alle 5:11 pm

    Ciao Franco! Grande invidia anche la mia, sai ho vissuto un’esperienza indimenticabile da Billecart Salmon ,Circa 8 anni fa in visita da loro ,ben introdotti (eravamo con Secondè un enologo francese che ha collaborato con qualche azienda franciacortina) Insomma quel giorno con lo chef de cave abbiamo degustato 12 vini base ,ogni base proveniva da un comune diverso , Estasi totale tipo ,quarto movimento dell’ottava sinfonia di Bruckner. UN abbraccio .

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