Dati spedizioni Champagne 2012: 308,8 milioni di bottiglie contro i 323 del 2011

ExportChampagne2011

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Come avevamo previsto e monitorato periodicamente lo scorso anno, scrivendone qui, qui, e poi ancora qui, le spedizioni di Champagne nel corso del 2012 hanno fatto registrare una flessione rispetto al 2011. 308,8 i milioni di bottiglie partiti dalle caves champenoise alla volta dell’universo mondo, contro i 323 del 2011, ovvero 14,2 milioni di bottiglie in meno. Mi consentite una battuta? In altre parole l’equivalente più o meno delle bottiglie vendute dalla Franciacorta lo scorso anno…

Nel 2011 la Champagne aveva fatto registrare una crescita superiore al 7% a valore, ossia 4,4 miliardi di euro, a volume nel 2012 le spedizioni totali hanno raggiunto i 308,8 milioni di bottiglie, con un calo del 4,4% rispetto al 2011. Però, a differenza di quello che accade con i rampanti spumantisti italiani, alias Prosecco, nel 2012, le spedizioni di Champagne hanno generato un volume d’affari di 4.37 miliardi di euro (dalle cantine), mantenendosi stabili rispetto al 2011 e in crescita rispetto agli anni precedenti. Questo dato molto positivo esprime un aumento del prezzo medio per bottiglia, in particolare per quanto riguarda l’export. A valore, quindi, lo Champagne si conferma ai primi posti rispetto a tutte le regioni vitivinicole in Francia e nel mondo.

Come era accaduto nel 2011 sono i Paesi terzi a far crescere i consumi, visto che le esportazioni al di fuori dell’Unione Europea (61 milioni di bottiglie) registrano una crescita del 3,2% toccando la più alta percentuale mai raggiunta, che corrisponde a circa il 20% delle spedizioni totali di Champagne.

Una novità invece, la diminuzione delle vendite in Francia, dovute non solo alla crisi economica che morde anche nella terra di Sarkozy (e Carla, ça va sans dire..), ma alla diminuzione del numero di turisti che hanno scelto la Francia come meta lo scorso anno. E una cosa da studiare attentamente, come evoluzione, il calo delle vendite in Europa. Le vendite in Francia, in calo del 5,6%, rappresentano il 55,5% delle spedizioni totali, mentre quelle relative all’Unione Europea, diminuite del 7,1%, rappresentano quasi il 25% del totale.

Le spedizioni verso altri Paesi del mondo sono in continua crescita nei mercati chiave e segnano una forte crescita nei mercati emergenti registrando un nuovo record sia a volume sia a valore. Il dato, già previsto a causa della difficile congiuntura economica, si spiega in particolare con il forte calo delle vendite registrato in dicembre (-8,8%).

Questi risultati, malgrado la diminuzione dei volumi sui mercati europei, rafforzano la strategia di creazione di valore e aumento del prestigio dello Champagne. I Vigneron e le Maison di Champagne, riuniti nel Comité Champagne (CIVC), intendono perseguire questa strategia per migliorare la reputazione internazionale dello Champagne e per preservare i valori di autenticità e di qualità della denominazione. Queste le prime riflessioni. Nei prossimi giorni una valutazione a 360 gradi più dettagliata, con un esame dell’andamento sui principali mercati, Italia compresa.

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8 commenti

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8 commenti

  1. Graziella

    marzo 6, 2013 alle 3:38 pm

    non si possono avere dati più dettagliati circa l’andamento sui vari mercati come UK, USA e Italia?

    • Franco Ziliani

      marzo 6, 2013 alle 3:40 pm

      per dati più precisi bisognerà, mi dicono al Centro Champagne Italia, pazientare ancora una quindicina di giorni. Per chi legge l’inglese altri elementi utili si possono trovare qui:
      http://www.thedrinksbusiness.com/2013/02/champagne-shipments-fall-by-14m-bottles/
      Relativamente al Regno Unito, il primo mercato estero dello Champagne, c’é stato sicuramente un calo valutato, secondo i dati Nielsen, intorno al sette per cento.

      • Roberto Morelli

        marzo 6, 2013 alle 11:00 pm

        L’articolo parla di contrazione dei consumi di Champagne a causa della politica dei prezzi (meno sconti) e del bere responsabilmente, ma e’ possibile collegare il calo di vendite di champagne in UK ad un incremento del successo degli sparkling wine inglesi di cui si e’ scritto anche su questo blog e/o del crescente successo del Prosecco italiano? oppure dipende solo dalla crisi generale che comunque ha colpito fortemente anche in UK? grazie e saluti

  2. Champagnista

    marzo 7, 2013 alle 7:10 am

    Buongiorno,

    Com’è possibile che il nostrano prosecco tolga spazio al mercato dello Champagne?

    Può un consumatore pensare di sostituire uno Champagne con un Prosecco?

    Benché esistano prosecchi estremamente gradevoli, si trattano comunque di due prodotti molto molto diversi tra loro e con caratteristiche gustative molto molto distanti.

    Saluti

    C.

    • Franco Ziliani

      marzo 7, 2013 alle 7:20 am

      caro Champagnista sono totalmente d’accordo con lei, ma é quello che, purtroppo, causa crisi economica, é accaduto in UK, dove una fetta di pubblico che definirei non di gran gusto e molto risparmioso é disinvoltamente passato, in un clima molto cheap and chearful, dallo Champagne al Prosecco.

      • Champagnista

        marzo 7, 2013 alle 10:07 am

        Comincio ringraziandola per la risposta dott.Ziliani,

        Mi rendo conto che le mie domande hanno un sapore retorico; la gente mangia e beve perché “deve farlo” e molto spesso lo fa senza consapevolezza.

        Il consumatore medio evita di porsi troppe domande su cosa sta ingerendo e all’atto del acquisto valuta un prodotto dall’etichetta e dalla campagna pubblicitaria che lo promuove.

        Se queste sono le premesse, e probabilmente lo sono, prosecco e champagne sono prodotti intercambiabili nella dieta e nelle abitudini dello stesso consumatore medio.

        Cordialmente

        C.

      • JJ LEHTO

        marzo 30, 2013 alle 7:20 pm

        addirittura purtroppo che un vino italiano riesce a rubare spazio al re degli spumanti?il padre della mia ragazza è passato dall’auto teutonica all’Alfa per risparmiare 7000 euro e si è accorto che la guida gli piace pure di piu..
        mi permetto anche di fare una domanda forse cattiva:se fosse stato il Franciacorta a rubare quote ai francesi avrebbe detto purtroppo?saluti

        • Franco Ziliani

          marzo 30, 2013 alle 7:21 pm

          assolutamente no, mi sarei complimentato. Perché passare da uno Champagne ad un Franciacorta ha un senso logico, passare da uno Champagne ad un Prosecco é un po’ triste e veramente brutto segno di questa crisi… 🙂

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