Franciacorta: vendere è importante: ma farlo negli autogrill è inconcepibile….

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Dopo aver salutato con favore, nel post pubblicato venerdì scorso, l’exploit, in termini commerciali (oltre che di crescente immagine e apprezzamento da parte dei consumatori più consapevoli) fatto segnare nel 2012 dalla Franciacorta, non posso certo lamentarmi trovandomi di fronte ad un’azienda franciacortina che sfrutta tutti i possibili canali commerciali per vendere le proprie “bollicine”.

Non solo il canale tradizionale di enoteche e ristoranti, ma la GDO dove di recente, nella fattispecie Auchan a Bergamo, ho avvistato belle selezioni di Enrico Gatti, San Cristoforo, Vezzoli, Barone Pizzini, Cavalleri, Bellavista, Cà del Bosco, Monte Rossa, Uberti, e altri che ora non ricordo.

Niente in contrario al fatto che si cerchi di andare incontro al consumatore intercettandolo in ogni dove. E pur essendo, dichiaro subito il mio personale “conflitto d’interessi” immeritatamente membro del Collegio dei probiviri della più importante associazione delle enoteche italiane, Vinarius, non sono affatto contrario a che i vini, Franciacorta compresi, vengano proposti un po’ ovunque.

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Però c’è un limite. E questo limite è rappresentato da un canale di vendita, assurdo ed improponibile, nel quale già sette anni fa, nel 2006, avevo chiaramente detto che non dovevano essere presenti i vini. Parlo degli autogrill che troviamo lungo le autostrade spostandoci in giro per l’Italia. Un posto dove viene venduto, ad un pubblico indifferenziato, non certo di enosnob antifranciacortini o di fanatici del vino, di tutto, dai pannolini alle mortadelle alle merendine ai preservativi. Arrivando purtroppo sino ai vini e ai distillati. Che uno può tranquillamente acquistare, poi sale in macchina e mentre guida si può bere un bel calice di rosso o di grappa…

Cosa ho trovato recentemente fermandomi, in direzione Verona, all’autogrill di Brescia Est? Tra Prosecco e vinelli vari, salami, fazzoletti di carta, stecche di cioccolato, riviste e biscotti, assorbenti igienici e lucida labbra, mi sono imbattuto in un bel numero di bottiglie, non una o due, di due Franciacorta di fascia alta di una bella azienda di Coccaglio, uno degli storici portabandiera della diversità franciacortina rappresentata dall’area del Monte Orfano.

Sto parlando della Tenuta Bonomi che da qualche anno, dal 2008, come ho scritto qui, è entrata nell’orbita della famiglia di produttori di vini veneti Paladin. Produttori di vini onesti ma non certo irresistibili. Di una vasta gamma di vini tra cui figurano “Prosecco, spumanti e frizzanti”. All’autogrill di Brescia Est, peraltro venduti a prezzi sostenuti, quasi 30 euro, prezzi che dubito il viaggiatore itinerante possa giudicare appealing, ho trovato il Brut CruPerdu ed il Rosé, vini proposti da un team qualificato e qualificante dove figurano persone in gamba.

Quello che mi chiedo, e magari non mancherò di chiederlo al Vinitaly (Palaexpo, stand D11) agli attuali responsabili di questa bellissima tenuta, è semplicissimo da esprimere: cari Signori Paladin, ma avete capito la differenza, sostanziale, fondamentale, clamorosa, che intercorre tra un frizzante e un prosecchino e un Franciacorta? Come potete pensare che una metodologia commerciale che vale per questi due “spumanti” possa valere anche per un metodo classico a denominazione d’origine controllata e garantita, di immagine e ambizioni elevate, come il Franciacorta?

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Vedendo i vostri vini proposti non solo in un posto dove ogni giorno transitano migliaia di persone come l’aeroporto di Milano Orio al Serio Il Caravaggio, dove li ho avvistati da tempo, ma in un canale assolutamente non qualificato e casuale com’è un autogrill, quello di Brescia Est (e magari i vini sono disponibili anche in altri autogrill) mi viene da pensare che questa differenza, chiara anche ai bambini, vi sfugga. E se considerate un Franciacorta allo stesso livello di un prosecchino, un frizzante o uno spumante, perché mai, anche se i soldi sono vostri e potete ovviamente farne quello che volete, avete mai acquistato Tenuta Bonomi?

Una cosa è certa: urge aggiornamento della pagina del sito Internet che indica dove trovare Franciacorta e Curtefranca. Per completezza dell’informazione e rispetto del consumatore ditelo che si trovano, accanto a salami, pecorini, mortadelle al pepe, e profilattici, anche all’autogrill…

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non dimenticate di leggere anche Vino al vino

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76 commenti

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76 commenti

  1. Fabrizio

    marzo 4, 2013 alle 11:07 am

    Mi trovo perfettamente d’accordo con quanto scrive. L’autogrill per la varietà di offerta non è il posto più indicato per proporre prodotti di questo genere, si corre il rischio che la gente etichetti i franciacorta come “roba da autogrill”.
    Le devo dire però che l’altro giorno in un supermercato di Treviglio (BG), dove risiedo, ho avuto modo di vedere un rosè barone pizzini e mi sono sentito davvero orgoglioso che in Italia si cominci a proporre i nostri prodotti anche al supermercato.
    Non so come la pensa ma personalmente trovo offensivo, come Italiano, vedere come nei supermercati propongano esclusivamente bollicine francesi come prodotti di un certo livello.
    I franciacorta non hanno nulla da invidiare, sono buoni, sono Italiani e a servirli si fa sempre un figurone.

  2. Zakk

    marzo 4, 2013 alle 11:10 am

    In linea di massima son d’accordo, da notare che almeno il prezzo non è da autogrill.
    Le do un’imbeccata Ziliani (anche se probabilmente già lo sa) vada a Montichiari presso il supermercato Perini e dia un’occhiata al comparto vini in fondo alle corsie e poi mi dica se è il caso che praticamente tutte le aziende più prestigiose italiane (e non!) siano sugli scaffali tra pannolini e mortadelle e soprattutto alla rinfusa. Se ci andasse in periodo prenatalizio la cosa sarebbe ancor più impresentabile…. Ma si sa, pecunia….

    • Chamapgnista

      marzo 4, 2013 alle 6:33 pm

      Buonasera,

      che Domineddio benedica Perini, lo menziono solo perchè lei stimato Zakk lo ha fatto, non so come faccia e non me lo chiedo più di tanto, ma dalla sua “boutique” ho bevuto delle ottime cose a prezzi ottimi.

      cordialmente

      C.

      • Franco Ziliani

        marzo 4, 2013 alle 6:39 pm

        ha visto Zakk, ha trovato un commentatore che la definisce “stimato”. Un suo alter ego, un suo sosia, un amico fidato?

        • Champagnista

          marzo 4, 2013 alle 7:12 pm

          Dott. Ziliani,

          Nessun Alter ego e nessun amico fidato; semplicemente condivido alcuni punti di vista del sig Zakk nella qual tastiera ritrovo intelligenza e competenza.

          Saluti

          C.

          • Franco Ziliani

            marzo 4, 2013 alle 7:19 pm

            “intelligenza e competenza”: nientemeno? Sicuro di non essere un sosia del propagatore di zakkate?
            Rispondo anche all’altro suo commento: perché non ha stima del prodotto Franciacorta?
            Un suggerimento: si rifugge da tutti i canali commerciali di basso lignaggio, non si ci rifugia… 🙂

          • Champagnista

            marzo 4, 2013 alle 7:45 pm

            Grazie della sottolineatura all’errore che ho commesso nel post di sotto.

            Non ho stima del prodotto Franciacorta perché oltre a non piacermi se non in poche eccezioni, credo che sia un prodotto sopravvalutato e sospinto negli ultimi anni da una sorta di speculazione che si è auto alimentata.
            Il Franciacorta ha sempre celebrato se stesso senza trovare riscontro nel pubblico al di fuori dei confini Nazionali, per non dire “padani”.

            Nel resto d’Europa sostanzialmente non sanno neanche cos’è il Franciacorta.
            Eppure continuate ad indorare questo prodotto come se fosse un eccellenza, secondo me è un fenomeno che prima o poi si ridimensionerà.

            Grazie dell’attenzione

            C.

          • Franco Ziliani

            marzo 4, 2013 alle 8:10 pm

            se lei é straniero mi scuso con lei per aver fatto notare il suo errore. Mi dispiace che lei non apprezzi il Franciacorta e che si ostini a definirlo un prodotto a diffusione esclusivamente padana. Cosa che non é vera, come lei che é una persona intelligente, sa bene.

          • Zakk

            marzo 4, 2013 alle 8:45 pm

            Ziliani vede complotti ovunque.
            Se ne faccia una ragione Ziliani, il Fanciacorta all’autogrill ha trovato la sua giusta collocazione :-):-):-):-):-):-)
            Champagnista attento CGE a stimarmi ti becchi un nomignolo, se ti va bene, altrimenti diventi propagatore di zakkate.

    • Marco Braga

      marzo 5, 2013 alle 9:40 am

      Grazie al cielo esiste Perini. Il comparto “vini in fondo” e’ l’eldorado e il ragazzo e’ un super professionista che di vino ne sa un sacco!!! L’abito non fa il monaco e Perini ha vini super a prezzi decisamente piu’ contenuti… Sicuramente Zakk non avra’ mai avuto la tentazione di prendere uno Champagne, un Brunello o un Barolo da Perini pagandoli 20/30 euro in meno rispetto agli “altri” canali di vendita… Ma va la!!! Il signor Perini muove un numero di bottiglie che neppure si immagina e quindi puo fare anche prezzi concorrenziali, chi se ne frega dei pannolini visto che le Bottiglie (con la B maiuscola) restano sugli scaffali al massimo una settimana!!!

      • Zakk

        marzo 5, 2013 alle 2:41 pm

        Del numero di bottiglie che Perini muove ne so abbastanza. Per motivi di lavoro viaggio tanto e spesso esco al casello di Desenzano, 5 minuti e sono li. Però non compro mai da lui, nonostante i prezzi davvero favorevoli, perchè per il vino ho una cura maniacale e da Perini questo non mi sembra avvenga. Ho canali d’acquisto simili a quelli che ha Perini con l’acortezza di sapere a menadito la storia della bottiglia che entra nella mia cantina. Aggiungo che quando so che un’enoteca o un ristorante si approvvigiona da Perini, ne capisco i motivi, ma esce dal mio’ elenco ” fornitori”. Se non va bene l’autogrill, non vedo come possa andar bene Perini.
        Su questo sono abbastanza d’accordo con Ziliani.

        • Marco Braga

          marzo 6, 2013 alle 11:33 am

          Ma va la!!!

    • Marco

      gennaio 8, 2016 alle 2:52 pm

      Perini proprio per le caratteristiche che altri hanno descritto come dice mia sorella è un posto radical-chic… più radical che chic 🙂 lo adoro!

  3. bevo_eno

    marzo 4, 2013 alle 12:34 pm

    ma se uno che ha visitato queste zone,
    o sta andando a cena da un amico passa e vuole prendersi una bottiglia…
    è peggio svendere nei supermercati o svendere negli autogrill? io credo che se i produttori potessero venderebbero tutto in cantina a privati, prezzo pieno soldi cash e zero sbattimenti…purtroppo questo non è piu possibile

    • Franco Ziliani

      marzo 4, 2013 alle 1:43 pm

      svendere non va bene da nessuna parte. Ma qui non si tratta di una svendita legata al prezzo, ma all’idea del vino, alla sua immagine, all’immagine di tutta la denominazione e di tutta la zona.

      • bevo_eno

        marzo 5, 2013 alle 5:36 pm

        concordo, purtroppo però l’elenco dei settori che si stanno svendendo è lungo qualche pagina,
        anche il vino, con qualche anno di ritardo segue il trend della nostra economia

  4. Gianmario

    marzo 4, 2013 alle 2:16 pm

    Ma no!!!NOn che non è un problema! Anzi, se il prezzo è giusto è un ottima vetrina, per tutte quelle persone intrippate nel traffico ma che, a orari sempre più assurdi, devono andare ad un invito …con una bella bottiglia! Mi delude di più quando i vini sono in svendita a pile di cartoni tipo supermercato tedesco! senza nessuna grazia! Almeno questo è il mio punto di vista…Mentre vorrei spendere una parola per quel supermercato che, gli addetti al lavoro, conoscono benissimo! Perini vende dei vini con ricarichi bassissimi, al limite dell’imbarazzo, e, se fossi un enotecario, potrebbe farmi arrabbiare! Ma da cliente e ristoratore….sono ben contento di una proposta così interessante e ampia a prezzi ragionevoli. Per la confusione chiudo un occhio….Anche quella sembra una strategia…Io avevo un amico che mi portava delle riserve straordinario con i pantaloni senza orlo e con i buchi nelle scarpe….Non ho mai capito se fosse uno caduto in disgrazia con le carte o un tirchione pazzesco, ma il suo vino ricercato era straordinario….faccio per dire!!

    • Franco Ziliani

      marzo 4, 2013 alle 2:22 pm

      vorrei conoscere un solo autentico appassionato che per comprare una buona bottiglia da portare ad una cena non passi in enoteca ma vada all’autogrill: ma per favore, non diciamo stupidaggini!
      Vendere un Franciacorta, di buon livello per di più, all’autogrill e una scelta commerciale assurda e suicida. Punto e basta

      • Champagnista

        marzo 4, 2013 alle 7:16 pm

        se posso permettermi, concordo con lei Ziliani.

        Non ostante non ho stima del prodotto Franciacorta, credo che un’azienda che vuole mantenere un’immagine di livello debba rifugiare da tutti i canali commerciali di baso lignaggio.

        cordialmente

        C.

        • Giovanni Palazzi

          marzo 4, 2013 alle 8:43 pm

          Non ho ben capito perche’ il signor Champagnista ritenga la catena Autogrill di basso lignaggio, da parte mia ho notato che la proposta di Autogrill si differenzia in base alla collocazione territoriale nel senso che a fronte di una presenza fissa di alcuni prodotti nazionali vi e’ la tendenza a proporre alcuni prodotti che caratterizzano il territorio ; ritengo che questa sia un’ottima iniziativa , soprattutto considerando che sulla A4 vi e’ un rilevante passaggio turistico, ulteriormente valorizzata dal fatto che l’Autogrill, posto proprio a poche centinaia di metri dal Monte Orfano, in area Franciacorta, e’ una struttura molto curata e ben allestita.

          • Champagnista

            marzo 6, 2013 alle 9:48 am

            Buongiorno Giovanni,

            Non mi riferivo ad Autogrill in particolare, ma a tutte quelle situazioni che possano “screditare” il nome di un produttore, o di un Condorzio di produttori perchè una bottiglia di Franciacorta di fatto rappresenta anche questo, che vuol rendere prestigioso il proprio marchio.

            Se lei apprezza Autogrill come punto vendita di prodotti di alta qualità, non ho proprio nulla in contrario ci mancherebbe.

            Cordialmente

            C.

      • Zakk

        marzo 4, 2013 alle 8:50 pm

        Vorrei conoscere un solo autentico appassionato che porta una bottiglia di Fanciacorta ad una cena alla quale è stato invitato e non una di champagne.
        Vede Ziliani, mettere una frase come la sua o come la mia è facile, bisognerebbe almeno dare una definizione di appassionato prima di dire certe cose.
        Dai che sono in vena di zakkate…. Questa sera ve ne faccio dono, usatele bene però, altrimenti smetto 🙂

        • Franco Ziliani

          marzo 4, 2013 alle 8:52 pm

          ma perché non va a sparare le sue zakkate altrove? Riuscirei, riusciremo a dormire anche senza la sua presenza stile erba infestante su questo blog

        • Zakk

          marzo 4, 2013 alle 11:54 pm

          Ho sempre una speranza ce si ravveda sulle bollicine!
          Su barolo e brunello è tanto bravo, ma sulle bollerò primo non ci siamo.

  5. karl

    marzo 4, 2013 alle 8:40 pm

    Mi chiedo:
    Ma che ha di particolare il vino di diverso……dai formaggi dai salumi ecc ecc!!
    Il vino deve rimanere un prodotto solo per personaggi facoltosi ?
    A Ziliani…..giù dalle piante
    Karl

    • Franco Ziliani

      marzo 4, 2013 alle 8:53 pm

      karl, solo se in malafede può attribuirmi una volontà di mantenere il vino appannaggio di “personaggi facoltosi”. Dalle piante venga giù lei e attento a cadere che si fa male. Mi saluti il suo “compagno di merende” Zakk

      • Zakk

        marzo 4, 2013 alle 11:51 pm

        Ma come si permette?!?
        Compagno di merende lo dica ai suoi sodali, a quei “mena cö” che non riescono mai a mettere una parola di contraddizione, si vabbè, di critica su tante zilianate che sparge qua e la. Io non so chi sia Karl e non mi interessa saperlo, prendo atto delle sue idee, ma il fatto che siano lontane da chi il franciacorta lo idolatra non lo rende un mio compagno di merende: io le merende le accio on chi mi garba, capito?

        • Franco Ziliani

          marzo 5, 2013 alle 12:04 am

          la informo che mi ha rotto i corbelli. Si eviti la fatica di mandare altri commenti, perché verranno automaticamente cestinati.

          • Zakk

            marzo 5, 2013 alle 7:58 am

            Vede? io vengo qui, esprimo il io parere e non insulto o offendo nessuno. Lei invece si permette di dare del “compagni di merende” a gente che neanche conosce e poi vuol fare il censore? Capisco tante cose.

          • Franco Ziliani

            marzo 5, 2013 alle 8:24 am

            Lei non ha proprio capito nulla:auf wiedersehen!

        • karl

          marzo 5, 2013 alle 10:59 am

          Vedi Zakk !! Il comportamento di Ziali è il tipico comportamento di quelli che si sentono dei “so tutto io e tu non sai un….”.
          Insomma c’e chi predica bene e chi razzola male…e vedrai che si offenderà quando leggerà queste cose!

          • Franco Ziliani

            marzo 5, 2013 alle 4:25 pm

            non mi offendo: mi turba solo il suo ragionare con l’anello al naso. Mi chiamo Ziliani non Ziali

        • karl

          marzo 5, 2013 alle 11:01 am

          Lasci perder Zakk!! Il “pallone” è suo e vuol giocare come dice lui!!

          • Zakk

            marzo 5, 2013 alle 2:23 pm

            Fosse capace di giocare almeno! 🙂
            Quel che non capisco è come possa un giornalista preparato (perchè io così lo considero) non accettare i pareri contrari ai suoi. Per di più non mi pare di essere ne volgare ne offensivo.

          • Franco Ziliani

            marzo 5, 2013 alle 3:08 pm

            Ho tanta umana pazienza ma non pensate sia infinita ok?

  6. Zakk

    marzo 4, 2013 alle 8:52 pm

    Dimenticavo: volete sapere come a Perini a tenere i rezzi bassi? Dai, fare girare le rotelle, è facile e….. (commento censurato da Franco Ziliani)

    • Marco Braga

      marzo 5, 2013 alle 10:11 am

      ” e’ facile e … ” Sentiamo voglio proprio saperlo!!! Come fa???

      • Zakk

        marzo 5, 2013 alle 12:51 pm

        Io di querele non ne voglio! Però non ci vuole molto a capire come funziona. Dai, uno sforzo!

  7. Cristianmark

    marzo 5, 2013 alle 8:06 pm

    Black is blanck….

  8. Lorenzo

    marzo 5, 2013 alle 9:18 pm

    Salve, scusate l’off topic ma è in promozione alla metro franciacorta docg barone di erbusco brut o saten a 8,22 euro ivati ma che prezzi sono? il franciacorta docg in cantina lo pago almeno il doppio . La cantina sembrerebbe Ziliani ma non capisco chi sia esattamente il produttore. Che prodotto è? E del berlucchi base a 9 cosa dite?

  9. Franco Ziliani

    marzo 6, 2013 alle 12:11 pm

    Torno ancora a chiedere: ma alla Castello Bonomi e alla Paladin non hanno nulla da dire e da rispondere a quanto ho scritto?
    Sono in difficoltà e non sanno cosa dire o snobbano quello che ho scritto?
    Possono anche non rispondere ma non cambia la sostanza di quello che ho detto. E di quanto pensano, in negativo, molti, di questa strana scelta commerciale

  10. BLAUBURGUNDER

    marzo 6, 2013 alle 2:27 pm

    e perchè non parliamo anche del Berlucchi Franciacorta?
    visto mezzora fa all’autogrill Villoresi ,Milano nord,16,50 euro …e addirittura astucciato…
    l’astuccio so che costa un paio di euro più iva tra l’altro,non poco..quindi il vino è un 13 e rotti euro,col ricarico del venditore…a fianco un Ferrari astucciato a mezzo euro di più..saluti

    • Franco Ziliani

      marzo 6, 2013 alle 2:46 pm

      parliamone signor fan del Pinot nero! Io non ho nessuna preclusione. Chiunque venda i propri Franciacorta negli autogrill a mio avviso sbaglia e danneggia quell’immagine di prestigio della Franciacorta che si vuole diffondere. Nulla di personale contro la Castello Bonomi.

    • bevo_eno

      marzo 6, 2013 alle 3:11 pm

      il costo dell’astuccio è impossibile che sia a quei livelli, forse l’astuccio in legno può costare 2 euro piu iva

  11. BLAUBURGUNDER

    marzo 6, 2013 alle 2:59 pm

    son d’accordo con lei che il canale Autogrill sia un pò svilente,tuttavia bisogna fare anche i conti con una fascia di consumatori che non discrimina cosi tanto quel canale,son prodotti che spesso si trovano anche al conad,alla coop ecc(il Gioiosa,il Ferrari ,il Berlucchi,il Cavit e Cecchi sono i primi che mi vengono in mente),quindi se si trovano bene con quel marchio che trovano al supermarket,perchè non comprarli anche all’autogrill?la gdo non mi pare molto più ”qualificata”anzi,propone i vari bottiglioni e Gotto D’oro che all’autogrill non si vedono…e il conto economico che fa brillare gli occhi Ferrari e Berlucchi lo fanno con la vendita a scaffale,non certo con bar enoteche ristoranti…saluti

    • Franco Ziliani

      marzo 6, 2013 alle 3:16 pm

      caro “pinotnerista” nella GDO spesso i vini vengono presentati e valorizzati in un modo, penso ad Esselunga e Auchan ad esempio, ma anche Carrefour non fa male, che non esiste in alcun modo negli autogrill, dove i vini, anche quelli di valore come Castello Bonomi, sono sistemati tra una mortadella un pannolino e una confezione di profilattici. Se questo é il modo giusto di presentarli e valorizzarli io sono juventino ed elettore del PD…

  12. bevo_eno

    marzo 6, 2013 alle 3:12 pm

    e se fossero i rivenditori che a loro volta piazzano merce in autogrill?

  13. Riccardo

    marzo 6, 2013 alle 3:20 pm

    non ho motivo di dubitare di quel che lei dice, ovvero che non ha nulla di personale contro la Castello Bonomi. La ferocia della sua stroncatura di due loro Franciacorta agli autogrill fa però pensare al contrario, ovvero che lei abbia colto questa occasione per tirare un bel colpo ad un’azienda che, chissà perché, le sta antipatica
    Mi sbaglio?

    • Franco Ziliani

      marzo 6, 2013 alle 3:29 pm

      Riccardo, nemmeno uno Zakk al culmine delle sue più farneticanti uscite avrebbe potuto avanzare l’ipotesi che lei propone. Stroncatura? Feroce? Mi spiace per lei, ma io sono un giornalista indipendente e non faccio il tirapiedi o il propagandista di nessuno. Quando i produttori della Franciacorta fanno cose eccellenti, e lo fanno spesso, batto le mani e mi becco le accuse di essere troppo filo-franciacortino da qualche commentatore. Quando, a mio modesto avviso, il punto di vista é mio e lo esprimo firmandomi e mettendoci la faccia, sbagliano, come in questo caso, non mi auto-censuro di certo. E scrivo quello che ho scritto. Quanto all’essermi “antipatica” questa azienda, rammento che un anno fa, le dedicai questo articolo non negativo http://www.lemillebolleblog.it/2012/03/15/franciacorta-brut-cruperdu-castello-bonomi/ e non ricordo di aver letto moltissimi articoli prima e dopo il mio su quell’azienda. Non più tardi di una settimana fa una persona che fa parte dello staff aziendale mi invitava a fare visita allo stand dell’azienda al Vinitaly. Certo, ci sono aziende che poi ti stanno più simpatiche e altre meno, ma credo di non farmi condizionare da questo aspetto. Ho scritto, anche bene, di qualche produttore franciacortino che cordialmente antipatico mi sta, perché le sue “bollicine”, magari degustate alla cieca, erano più convincenti e piacevoli di lui. Io sono fatto così. Non consumo vendette e non faccio agguati mediatici. Se penso che un tale sia… non ho problemi a dirglielo in faccia o a scriverglielo privatamente. Chiaro egregio Signore?

  14. michele tarentini

    marzo 6, 2013 alle 4:56 pm

    il concetto di vendere negli autogrill prodotti tipici delle zone in cui sono situati, non sarebbe di per se una cattiva idea, quello che da fastidio è appunto la conservazione così come nella GDO (avuto brutta esperienza sabato con una bolla bresciana che ho sempre apprezzato). Se all’interno ci fosse una pseudo enoteca non ci sarebbe nulla di male. Tante volte quando si va in un posto per lavoro o per diletto capita che per un motivo o per l’altro non si riesca a visitare le cantine del luogo (a non tutte le mogli piace) e quindi visto che sono sulla via del ritorno/andata non mi disgusterebbe trovare in autogrill un bel ricordino enologico.

    • Franco Ziliani

      marzo 6, 2013 alle 5:05 pm

      ragionamento impeccabile il suo. Ma, le chiedo, come é possibile che io che viaggio in autostrada possa fermarmi, acquistare una bottiglia o più di vino o di altro, tornare in macchina e magari aprirmela e scolarmela mentre guido. E che le leggi vigenti mi criminalizzino, al punto che rischio il ritiro della patente, se vengo fermato per un controllo e scoprono che sono di un briciolo al di fuori dei limiti perché ho bevuto due bicchieri di vino?
      Alcuni anni fa un personaggio importantissimo della sommellerie italiana ha subito il ritiro della patente per diversi mesi essendo stato trovato di un briciolo al di sopra dei limiti consentiti rientrando a casa dopo aver condotto una degustazione. In un Paese normale non sarebbe consentito vendere vini e alcolici negli autogrill, invece in questo Paese delizioso accade…

      • michele tarentini

        marzo 6, 2013 alle 5:19 pm

        verissimo non c’è ombra di dubbio!mi ero soffermato solo sul punto di vista prettamente della vendita tralasciando il discorso sicurezza stradale (vero anche che potrei comprarmi il vino nell’enoteca appena fuori del casello e bermela durante il viaggio) però visto che l’autogrill è a servizio degli automobilisti effettivamente ha ragione.

      • Zakk

        marzo 6, 2013 alle 9:28 pm

        Ziliani, però quello del limite alcoolometrico è un falso problema: la bottiglia la posso comprare all’autogrill, ma anche portarmela da casa. Sempre di alcool si tratta.
        Poi per me rimane che l’immagine di un’azienda viene svilita, sia che si vada in GDO che in autogrill. Poi ognuno faccia ciò che vuole, io i canali per arrivare a ciò che voglio li ho.

  15. Cristianmark

    marzo 7, 2013 alle 1:40 pm

    Dott. ziliani le offro uno spunto per un post, se gradisce, anche se argomento spinoso.
    La mancanza degli ingredienti in etichetta.
    Palla nel suo campo…..
    Prosit! Sugar free
    C.

  16. Stefano m.

    marzo 9, 2013 alle 8:44 am

    Complimenti per i suoi post di denuncia veramente poco aderenti alla realtà.
    Conosciamo tutti la situazione dei consumi di vino imbottigliato in generale.
    Il ricercare nuovi canali di visibilità ( a mio avviso più nobili di qualsiasi supermercato) non altro che una necessita’ commerciale, ribadisco necessita’ non strategia.
    Accetterebbe una pagina settimanale su CHI O VERO ( giornali da ombrellone) con tirature di milioni di copie…o preferirebbe continuare a scrivere sul suo blog MOLTO MOLTO settoriale.

    Cordialità

  17. Stefano m.

    marzo 9, 2013 alle 8:59 am

    I suoi post sono fuori dal tempo, molto lontani dalla fase economica che stiamo attraversando, mi stupisce visto che sicuramente sarà a conoscenza dei dati sul consumo di vino imbottigliato.
    La necessita commerciale di ricercare nuovi canali di vendita non è altro che un rimedio per fronteggiare un periodo non proprio florido…ribadisco necessita non scelta.
    Non accetterebbe lei una pagina settimanale su CHI O DIVA con tirature di milioni di copie, o preferirebbe continuare a scrivere sul suo blog molto molto settoriale.

    Credo che la scelta fatta sia comunque più selettiva rispetto al canale del supermercato. Perché non fa l’elenco di tutti i vini docg presenti degli scaffali. Forse qualcuno le paga lo stipendio.

    • Franco Ziliani

      marzo 9, 2013 alle 7:44 pm

      Blog settoriale letto da 4 gatti eppure lei gli ha dedicato 2 lunghi commenti: perche’? Dica alla famiglia Palladin che farebbe migliore figura a rispondere direttamente non per interposta anonima persona

      • Stefano.m

        marzo 10, 2013 alle 12:02 am

        La famiglia Bonomi fara quello che crede..ma visto la sterilità di argomentazioni che lei sig zillani cerca sempre di raggiungere…penso faccia bene a non intervenire…e nemmeno io lo farò più, stia tranquillo, la rilascio ai suoi 4 gatti.
        Intervengo solo perché sono un serio estimatore dei prodotti CASTELLO BONOMI, e mi dispiace che questi vengano attaccati gratuitamente.
        Perché non parla della difficoltà che hanno l 80 % dei medi/piccoli produttori in Franciacorta a far conoscere i loro prodotti pregevoli, snobbati a favore dei colossi che con onerose campagne di marketing hanno saturato il mercato.
        Perché non parla della concorrenza spietata dettata dalla necessita di vendere con prodotti Franciacorta che arrivano in tavola, anche grazie ai sui cari supermercati, a prezzi bassissimi.
        Perché non parla di una terra la nostra che è rappresentata fuori dai confini, e all’estero da prodotti scadenti che certamente non rendono giustizia a chi lavora con sacri crismi.
        E comunque condivisibili o meno queste situazioni, ribadisco rimaniamo aderenti alla realtà , le aziende sopravvivono se si confrontano con le esigenze di mercato, non sopravvivono con lo spocchioso desiderio di essere presenti solo nei salotti che contano.
        Buon lavoro sig Ziliani

        • Franco Ziliani

          marzo 10, 2013 alle 7:47 am

          ma come, nonostante questo sia un blog molto molto settoriale, seguito da 4 gatti (miao!) lei trova il tempo (evidentemente ne ha da perdere) per intervenire per una terza volta? Suvvia “Stefano M” o presunto tale!
          Rispondo alle sue ennesime farneticazioni.
          Non ho attaccato i prodotti Castello Bonomi, che reputo essere dei Franciacorta di eccellente livello, ma la politica commerciale decisa dai responsabili dell’azienda. Che qui non intervengono e preferiscono rispondere o fare rispondere da loro servitori, pardon, “seri estimatori” come lei.
          Quando lei afferma “una terra la nostra che è rappresentata fuori dai confini, e all’estero da prodotti scadenti che certamente non rendono giustizia a chi lavora con sacri crismi” non so più se dia mostra di scarsa intelligenza, nessuna conoscenza delle cose o semplicemente capacità denigratoria di aziende franciacortine di primario valore. Se per lei sono “prodotti scadenti” i Franciacorta, che si vendono in Paesi esteri come Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Polonia, come Bellavista, Cà del Bosco, Cavalleri, Il Mosnel, Gatti, Fratelli Berlucchi, Barone Pizzini e altri, allora vuol dire che o vive sulla luna o che ha urgente bisogno di una visita psichiatrica. Quanto ai suoi giudizi, tipo “I suoi post sono fuori dal tempo” e “i suoi post di denuncia veramente poco aderenti alla realtà”, fanno ridere: sono talmente aderenti alla realtà, quella di un’azienda franciacortina, che sceglie di vendere i propri validi prodotti all’autogrill, tra una scatola di preservativi e un salame, che hanno indotto un misterioso (ma non troppo) personaggio come lei ad intervenire in questo blog che non si filerebbe nessuno. Ma che a lei e ai suoi amici dà parecchio fastidio. Me ne farò una ragione, anzi, un fiore all’occhiello…

  18. Zakk

    marzo 9, 2013 alle 3:34 pm

    Ahia 🙂

  19. Bevo eno

    marzo 9, 2013 alle 11:14 pm

    Secondo me alla fine della questione, la ragione ce l ha chi vende e deve tirare avanti l azienda…
    Facile dire che bisognerebbe vendere senza sconti e solo nell enoteca piu figa del mondo, immagino piacerebbe a tutti i produttori….

  20. Schigi

    marzo 11, 2013 alle 9:08 am

    Nessun problema a vedere vini, anche ottimi come quelli di Bonomi, in autogrill(soprattutto se in ottica territoriale, la Francia insegna,ottimi Alsace nei distributori intorno a Colmar e Strasburgo e Champagne RM negli autrogrill della Marne)
    C’é crisi, forse Ziliani non se n’é accorto, e qualunque canale, anche le edicole, fanno brodo.
    La cosa del comprarlo per stapparlo in auto , caldo , e provocare una strage è risibile.
    I ragazzotti che fanno queste cose comprano la vodka alla lidl prima di passare sotto il telepass, non si sbronzano con un Franciacorta a 20 euro.

    • Franco Ziliani

      marzo 11, 2013 alle 9:10 am

      ringrazio Schigi per avermi segnalato che c’é la crisi. Davvero gentile di avermi fornito quest’utile informazione.
      Resto della mia idea: vendere vini negli autogrill é prassi da aziende di secondo livello o da aziende che tentano anche questa carta, avendo magari le cantine piene

      • Schigi

        marzo 11, 2013 alle 9:27 am

        Ringrazio Ziliani per avere segnalato che lo fanno perchè hanno le cantine piene.
        Pensavo privilegiassero quel canale.
        Ho ancora un’ovvietà da regalare:le cantine piene non le hanno solo aziende di secondo livello.

        • Franco Ziliani

          marzo 11, 2013 alle 9:51 am

          non ho segnalato Schigi, non stravolga quello che ho scritto, ho IPOTIZZATO
          Quanto alla sua seconda ovvieta, conosco fior di cantine di ottimo livello, in Franciacorta e non, che le cantine piene non le hanno: come mai?
          Forse anche perché non vendono negli autogrill? 🙂

  21. maurizio gily

    marzo 11, 2013 alle 9:47 am

    Non concordo con l’anatema. Non vedo particolari differenze tra vendere in GDO e vendere in autogrill. Il cliente dell’autogrill è un cliente “multitarget”, ci passano il ricco e il povero, l’inesperto e l’esperto, e nell’acquisto dei prodotti svolge spesso un ruolo simile a quello dei duty free degli aeroporti, soprattutto per la regalistica: cioè quello di supportare chi si è ricordato per strada che sarebbe opportuno portare qualcosa a qualcuno. Negli autogrill si trovano ormai, in effetti, ottimi marchi sull’alimentare: sul vino, per ora, di meno, ma non credo che il muro resisterà a lungo. Può piacere o meno, ma crollerà.

    • Franco Ziliani

      marzo 11, 2013 alle 9:54 am

      caro Maurizio, sai quanto ti stimi profondamente. In questo caso registro un nostro dissenso – non politico, quello c’é sempre stato e non é mai stato un ostacolo alla nostra amicizia – ma sul ruolo degli autogrill. Che se posso tendo ad evitare, perché, non parlo del vino, trovo che in questi esercizi autostradali, che non amo, si applichi una politica di prezzi da ladrocinio che penso dovrebbe attirare l’attenzione di qualche autority. Se queste avessero voglia di indagare su cose serie. Vogliamo parlare di quanto fanno pagare, a prezzi folli, una bottiglietta di acqua? E delle fottute brioches industriali che ti fanno pagare molto di più che se tu fossi in pasticceria?
      Io spesso quando viaggio preferisco uscire ad un casello e cercarmi un bar nei dintorni per fare colazione e poi rientrare. AUTOGRILL? NO, GRAZIE!

  22. Saverio Palmieri

    marzo 11, 2013 alle 12:03 pm

    Caro Ziliani, ovvio che non mi fa piacere trovare il Franciacorta all’autogrill, ma si sa, anche forse complice la crisi, si cerca di vendere tutto a tutti, per cui anche a quelli di passaggio.
    Quello che mi preoccupa però, è che si cerchi di vendere a prezzi più alti (in genere tutti i prodotti alimentari)che in altri posti, gabbando quindi il consumatore finale.
    E poi sorge un problema annoso.
    E se la bottiglia è difettata? (Sentori di tappo o altro) una volte che vengono acquistate e ……portate altrove, a chinci rivolgerà?? O il malcapitato di turno si vedrà …cornuto e mazziato??

    Cordiali saluti
    Saverio Palmieri
    Sommelier

    • Franco Ziliani

      marzo 11, 2013 alle 12:09 pm

      caro Saverio (attenzione a scrivermi, se lei é un sommelier A.I.S. per questo semplice fatto potrebbe finire sulla lista dei cattivi…) complimenti per l’angolatura del suo commento e per il problema che pone…
      Ma mi sa che quell’azienda franciacortina che vende all’autogrill di queste problematiche non si cura affatto 🙂

  23. Gian Luigi Vavassori

    marzo 11, 2013 alle 10:03 pm

    Gentile Ziliani,
    concordo solo in parte con il suo post: negli autogrill non si dovrebbero vendere alcolici di nessun genere, perché ovviamente si deve guidare…ma chiaramente non tutti guidano (es i passeggeri), non tutti consumano quello che acquistano sul posto o per strada, il consumo di alcuni alcolici è più difficoltoso (aprire un tappo raso di un vino fermo è più difficile che aprire una bottiglia di vodka, che fa danni ben peggiori…), ecc. La problematica è complessa e credo si più una questione di educazione stradale e di controlli che di proibizionismo.
    Rispetto al Franciacorta DOCG in autogrill credo sia un sistema come un’altro per vendere un prodotto che purtroppo non vive più un momento commerciale di crescita e di espansione, o almeno non per tutti i produttori… come anche lei evidenzia molte cantine sono vuote, ma purtroppo ce ne sono anche altrettante che vuote non lo sono, che diminuiscono le bottiglie tirate e che pur di vendere fanno di tutto, infischiandosene del canale distributivo, qualora voglia passare ad Erbusco per un caffè posso elencarne un numero abbastanza cospicuo, anche se credo lei sia al corrente quanto me della situazione. Ovviamente non mi riferisco al produttore da lei citato, del quale non conosco la situazione delle vendite.
    Cordiali saluti
    Gian Luigi Vavassori

    • Franco Ziliani

      marzo 11, 2013 alle 10:23 pm

      A disposizione! A Erbusco c’e’una pasticceria caffè’ che adoro

  24. Zakk

    marzo 12, 2013 alle 12:18 pm

    Schigi: una garanzia!

  25. Franco Ziliani

    marzo 30, 2013 alle 7:19 pm

    transitato qualche giorni fa presso l’autogrill di Brescia Est. Le bottiglie di Franciacorta di Castello Bonomi erano ancora lì sugli scaffali, accanto ad orsacchiotti di peluche, salami e preservativi

  26. Angelo

    maggio 20, 2013 alle 12:07 pm

    ………il problema del Franciacorta non sarà mai la qualità, la politica commerciale, il territorio ecc….il problema del nostro amato Franciacorta è che è fatto e commercializzato da noi Italiani….che purtroppo siamo dei grandissimi bifolchi che sanno solo vedere al proprio bene personale immediato e basta…..imparare dai Francesi sotto questo punto di vista forse ci farebbe bene!!

  27. ago

    aprile 23, 2015 alle 10:05 pm

    polemica sterile e arrogante come questo blog e il blogger chiaramente

    • redazione

      aprile 24, 2015 alle 1:14 am

      Ha ragione da vendere (in autogrill): blog e giornalista di serie Z: ma perche’ lei perde il suo prezioso tempo a leggere e commentare? Schizofrenico forse?

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