Nuovi Franciacorta premono alle porte: presentazioni a breve

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Nuovi Franciacorta sempre più naturali e speriamo anche sempre più buoni e piacevoli da bere bussano alle porte e si presentano. Si comincia sabato 2 marzo ai 2700 metri del Sunny Valley Kelo Resort a Santa Caterina di Bormio dove avverrà la prima sboccatura del Franciacorta Brut Simbiotico senza solfiti di Villa Crespia (maggiori dettagli qui) per proseguire giovedì 7 marzo alle 17.30 presso l’Auditorium del Convento di San Pietro in Lamosa Via Monastero 5 – Provaglio d’Iseo (BS) con la presentazione, da parte della aziedna Mirabella di Rodengo Saiano del Franciacorta “Elite” Extra Brut definito come “il primo Metodo Classico italiano senza allergeni e con solfiti inferiori al limite di dichiarazione.

EliteFranciacortaUn convegno moderato da Mario Pappagallo del Corriere della Sera che prevede gli interventi di:
Dott. Antonio Tirelli Docente di Enologia Corso di Laurea Magistrale in Scienze Viticole ed Enologiche sul tema Conservanti e allergeni nel vino.
Dott. Pietro Rocchetti consulente per Maurizio Rocchelli S.r.l. sul tema Marketing Vendite e Comunicazione per Settore Vinicolo e Alimentare Vini senza solfiti, considerazioni su un consumo sempre più informato e in continua evoluzione
Dott. Mario Pappagallo Giornalista Medico Scientifico Corriere della Sera sul tema Solfiti e salute
Chiusura affidata all’enologo Teresio Schiavi Fondatore di Mirabella: Come nasce “Elite”.

 

 

PER LA VERSIONE IN INGLESE LEGGETE QUI

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

27 commenti

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27 commenti

  1. Champagnista

    marzo 1, 2013 alle 7:42 pm

    Buonasera dott Ziliani,

    In Franciacorrta di novità di una certa qualità dietro ai grandi lanci pubblicitari, dietro ai vari bicchieri che vengono elargiti ogni anno, solitamente c’è poco o nulla. Noto spesso invece, (ahimè per bere bene devo sempre buttare lo sguardo oltralpe), che in fondo al bicchiere , dove si gioca la partita, rimangono vini sempre più artefatti, sempre più omologati e sempre meno legati al territorio. Ho notato negli ultimi 2/3 anni una perdita di, o per meglio dire l’allontanamento da, quello che ha mio avviso poteva essere la pequliarità di maggior soddisfazione per il Franciacorta, cioè la freschezza, l’acidità e le riduzioni per lasciar il posto a brut sempre più “abbocati” e opulenti.

    Lei cosa ne pensa a proposito?

    Cordialmente

    C.

    • nicola bonera

      marzo 2, 2013 alle 1:34 pm

      Buongiorno Champagnista, mi perdoni se non sono d’accordo con lei; la tendenza in Franciacorta è proprio, al contrario di quanto sostiene lei, la riduzione dello zucchero nei dosaggi finali.
      In Franciacorta la peculiarità non è mai stata, ne mai sarà, la freschezza, è un territorio tendenzialmente caldo, teoricamente non adatto come altri per fare vini effervescenti; nel prodotto finito al Franciacorta mancano 1-2 grammi/litro, e talvolta più, di acidità in rapporto alla Champagne, o addirittura rispetto ai Trento Doc.
      Gli studi sul territorio vertono proprio verso una ricerca di un maggior punto di freschezza, selezionando i cloni che meglio esprimono tale caratteristica, le vigne più anziane o le aree più fresche. Il lavoro è esattamente all’opposto di quanto lei dice, ovvero la ricerca di qualcosa di meno grasso rispetto ad un tempo.
      E’ un fattore squisitamente tecnico, le vigne giovani hanno molta vigoria e devono essere frenate, altrimenti rischiano di produrre vini alcolici e spesso privi di fascino.
      Se si vuole generalizzare, almeno si generalizzi bene. Secondo quanto da lei scritto io potrei interpretare così, proporzionando ai vini rossi: “Ho notato negli ultimi 2/3 anni una perdita di, o per meglio dire l’allontanamento da, quello che ha mio avviso poteva essere la peculiarità di maggior soddisfazione per il Primitivo di Manduria, cioè la freschezza, l’acidità e le riduzioni per lasciar il posto a vini sempre più “abbocati” e opulenti, rispetto ad un Nebbiolo”.
      Cordialmente
      Nicola

      • Champagne

        marzo 2, 2013 alle 8:40 pm

        Buonasera sig. Bonera,

        Che piacere ricevere la prima risposta su uno fra i miei primi commenti che lascio su questo importante blog nazionale proprio da uno fra i Sommelier che più stimo nel panorama mondiale e Europeo, scrivo ciò veramente senza false lusinghe.

        Bonera le mie sono esperienze personali e sensoriali da appassionato che di lavoro fa tutta altro ma con la grande passione per il vino. L’anno scorso ho aperto tra degustazioni alla cieca in compagnia e bevute solitarie non meno di 200 bottiglie di di bollicine almeno il 30 % di queste erano Franciacorta.

        La mia sensazione negli ultimi anni è, e mi ripeto, quella di assaggiare vini molto dosati, molto omologati, poco emozionali e molto cari.

        Generalizzo? Certo da consumatore mi girano un po’ le scatole, mi scuserà, ma per uno come me abituato a bere molto secco la sensazione di “lingua caramellata” è molto fastidiosa.

        Anche ad una degustazione alla cieca a cui ho partecipato giusto qualche giorno fa in cui erano presenti una dozzina di soli prodotti “base” delle più disparate cantine Franciacortine ( il tema era proprio quello di capire dove si colloca commercialmente il vino “entry-level” Franciacortino) è emerso una sensazione di “caos armonico piacioso” cioè vini uguali tra loro, dolci e lasciando poco spazio alla distinguo tra zone, vitigni, ecc., e molto ruffiani. In questo degustazione particolare il coro si è elevato unanime quindi mi sento supportato dal pensiero di altri consumatori e bevitori presenti alla suddetta serata.

        La mia non è una critica vera e propria, ma una constatazione da cliente un po’ deluso.

        Ovviamente per correttezza non farò mai nomi ne cognomi, ma so già che lei ha perfettamente capito più di chiunque altro cosa voglio dire.

        ringraziandola per la cortese attenzione porgo i miei più sinceri omaggi.

        C.

        • Franco Ziliani

          marzo 2, 2013 alle 8:47 pm

          Vedrò’ di risponderle anch’io Monsieur Champagne ma dinnanzi a Bonera taccio ammirato

          • Nicola Bonera

            marzo 5, 2013 alle 12:32 am

            Troppo buono Franco, non merito ciò! Quantomeno Champagnista ha intelligentemente motivato le sue opinioni con testimonianze di degustazioni e tentativi per conoscere meglio, e chiaramente alcuni Franciacorta si staccano da altri per dolcezza, ma ha anche puntato l’obiettivo sui Brut senza annata, per cui è più chiaro il suo punto di vista; questi Franciacorta non vengono prodotti in 5000 pezzi per accontentare me e Champagnista, oppure te Franco, ma spesso in decine di migliaia o centinaia di migliaia di bottiglie, anche questo ha un suo peso.
            Mi domando se sia più valido commercialmente accontentare subito 5000 palati che amano i non dosati o accontentarne 500000 con un po’ di zucchero e portarli piano piano verso vini più secchi? Perché questo puotrebbe essere uno scenario per il Franciacorta del futuro, i numeri di bottiglie ci sono, la curiosità anche, la conoscenza un po’ meno.
            Sai che i miei interventi non sono mai direttamente contro qualcuno, ma vogliono più informare, tentare di far conoscere un territorio, almeno per come lo vedo io, lontano dal voler evangelizzare, che ha troppa poca storia e esperienza per subire giudizi estremi, sia troppo positivi che logicamente troppo negativi.
            Un caro saluto
            Nicola

          • Franco Ziliani

            marzo 5, 2013 alle 6:53 am

            grazie ancora per il tuo intervento Nicola! Tu rappresenti il volto, la sostanza, il raziocinio della migliore sommellerie italiana. E un’immagine dell’A.I.S. che vorrei tanto corrispondesse a quella dei suoi vertici nazionali, anche se così, purtroppo per A.I.S., non é

      • Cristianmark

        marzo 3, 2013 alle 1:50 am

        Chapeau

  2. zakk

    marzo 1, 2013 alle 10:15 pm

    ahia 🙂

  3. Lino c.

    marzo 2, 2013 alle 3:55 am

    sarà perchè sò scegliere,ma io vedo altri film.

  4. Vittorio Vezzola

    marzo 2, 2013 alle 9:43 am

    Queste sono iniziative che mi piacciono, tollero poco la solforosa e purtroppo alcuni spumanti ne hanno parecchia. Alla prima occasione assaggerò questi due vini.

  5. Zakk

    marzo 3, 2013 alle 9:03 pm

    Cito Nicola Bonera:
    “in Franciacorta la peculiarità non è mai stata, ne mai sarà, la freschezza, è un territorio tendenzialmente caldo, teoricamente non adatto come altri a fare vini effervescenti; (…)”

    Se scrivessi io una cosa del genere verrebbe bollata come zakkata dell’anno, ma siccome la scrive Nicola Bonera, allora il nostro ospitante tace ammirato.

    Venendo a bomba, i brut franciacortini sono tutti tendenzialmente morbidi per i motivi detti da Bonera, non è una colpa, abbiamo questa combinazione ta territorio e clima e dobbiamo tenercela. Sugli extra brut o sui pas dosé ci sono (poche) interpretazioni interessanti.

    • cristianmark

      marzo 3, 2013 alle 9:28 pm

      Zac, mai provato il dosaggio zero di Faccoli o Andrea Arici.?
      Ecco, provali.
      Prosti, sugar free ovviamente.

      • zakk

        marzo 4, 2013 alle 12:22 am

        Faccoli è uno dei miei preferiti in Franciacorta, Arici è uno di quelli che per me è stato portato in alto dagli addetti ai lavori (ho sentito paragoni con produttori di champagne in odore di santità) ma per me non vale gran chè.

        • Franco Ziliani

          marzo 4, 2013 alle 5:13 am

          Bene, prendiamo atto che nemmeno Colline della Stella per Zakk, il notissimo riconosciuto grande esperto di vini, uno al cui confronto Tom Stevenson é un nessuno, vale la pena di essere bevuto. E chi se ne frega!

          • Zakk

            marzo 4, 2013 alle 8:36 am

            Ecco, se Arici non lo gradisco è una zakkata, se invece mi piace Faccoli neanche un complimento. Dai Ziliani avanti così.
            Se io sono una macchietta lei è come Bersani: il giaguaro non lo smacchia. 🙂
            E si faccia una risata.

    • Franco Ziliani

      marzo 4, 2013 alle 5:12 am

      Zakk, quello che dice Nicola Bonera é per me sacrosanto e non diventerà mai una zakkata, o meglio un’emerita “cazzata” come quelle che lei dispensa, senza accorgersi di essere ormai diventato una macchietta, a piene mani.

      • Zakk

        marzo 5, 2013 alle 8:43 pm

        Ma allora, se quel che dice Bonera è “sacrosanto” come si fa a dire che la Franciacorta è un territorio vocato per il metodo classico?
        Lei Ziliani è di Bergamo, conosce sicuramente la cantina Carlo Zadra. Comprano basi spumante in Trentino e fanno un metodo classico fresco e appagante che trovo più interessante del 90% dei franciacorta base. È uno degli indizi che mi a pensare che magari la Franciacorta non è vocata quanto il Trentino Alti Adige (è si, ci metto anche l’Alto Adige)

  6. Zakk

    marzo 4, 2013 alle 8:42 am

    Evidentemente io per farmi un’opinione su quello che bevo non ho bisogno ne di Tom Stevenson ne di altri guru. Mi basta il mio palato e una buona parte della mia vita passata ad assaggiare e bere di tutto in campo enoico. A lei invece sembra che serva l’avvallo di qualcuno. È strano come nel campo delle bollicine (ops) non siamo concordi, mentre se si parla di brunello, Chianti, nebbiolo…. Sono molto in sintonia con lei. Boh, sarà una zakkata pure questa.

    • Franco Ziliani

      marzo 4, 2013 alle 1:44 pm

      prima Zakk si cerca l’avallo e non l’avvallo come ha scritto lei. Secondo io non cerco il conforto di nessuno, tantomeno suo. Terzo, visto che sa tutto lei di vino, perché non apre un blog e ci illumina?

      • Zakk

        marzo 5, 2013 alle 2:32 pm

        Chiedo venia.
        A palato, però son messo meglio io 🙂

        • Franco Ziliani

          marzo 5, 2013 alle 4:24 pm

          tra un po’ devo aspettarmi che dica che é “messo meglio” anche per altri “argomenti”?

          • Zakk

            marzo 5, 2013 alle 8:02 pm

            Per esempio che argomenti? Su, mi dica!

          • Franco Ziliani

            marzo 5, 2013 alle 8:05 pm

            non ha capito che si trattava di una battuta, il solito Zakk 🙂

  7. Vittorio Vezzola

    marzo 4, 2013 alle 3:00 pm

    Quest’ultimo scambio di botta e risposta è stato niente male. Comincio a sospettare che Zakk sia l’alter ego “antifranciacortino” di Franco.

    • Franco Ziliani

      marzo 4, 2013 alle 3:16 pm

      ehi Vittorio non scherzare! Non ho nessun alter-ego e di certo se ne avessi sceglierei ben altro personaggio 🙂

  8. Zakk

    marzo 5, 2013 alle 2:30 pm

    A me non mi sceglie nessuno! Figurarsi uno che non si è accorto di che magnifica operazione di marketing sia la Fanciacorta. Niente da fare, i bresciani hanno una marcia in più!!! Bisogna ammetterlo.

  9. Pingback: Franciacorta Extra Brut Blanc de Blanc Elite Mirabella | Il Prosecco

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