Champagne Cuvée Charlemagne 2006 Guy Charlemagne

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
10


CharlemagneCuvée2006

E’ sempre una fonte di interessanti scoperte il sito Internet Vendita Champagne creato da un appassionato come Vittorio Vezzola (un nome che per me è una garanzia di qualità) per selezionare e proporre agli appassionati delle “bollicine” francesi (quorum ego) classici della produzione champenoise e nuove suggestioni.
Un’autentica scoperta, che potete trovare ancora proposta qui, ad un prezzo assolutamente bilanciato di poco più di 30 euro, è lo Champagne Cuvée Charlemagne 2006 della piccola Maison Guy Charlemagne, 15 ettari (13 a Chardonnay, 2 a Pinot Noir, età media di 31 anni), situata in piena Côte des Blancs, nel piccolo villaggio di Mesnil sur Oger. Che per tutti noi appassionati di metodo classico è, molto più di quanto accade citando Erbusco per i fan del Franciacorta, uno dei luoghi mito della Champagne. Una terra fonte di mille delizie bollicinose.
Dinastia di vignerons fin dal 1892 gli Charlemagne vinificano esclusivamente uve da vigneti di proprietà, solo 130 mila bottiglie vendute per il 35% in patria e per il 65% all’estero. Soprattutto Norvegia, Stati Uniti, Giappone, Svizzera, Australia e, fortunatamente per noi, Italia. Per questa famiglia qualità fa rima con verità e la ricerca della qualità è una preoccupazione costante.
Un’ impresa familiare “dove si perpetua la tradizione” che ha la fortuna ed il privilegio di lavorare su vigneti posti in due dei soli 17 villaggi (su 313) classificati Grand Cru, ovvero Le Mesnil sur Oger et Oger, villaggi dove lo Chardonnay è l’indiscusso sovrano. Questi Grands Crus proprietà degli Charlemagne sono esposti ad est – Sud est su un solo “crayeux”, ovvero gessoso che conferisce allo Chardonnay il giusto regime idrico regolare tale da conferire ai vini finezza, eleganza e mineralità. Gli Charlemagne selezionano per i loro vini le parcelle migliori di lieux-dits denominati Chétillon, Coullemets, Vaucherots, Mont-Joly, Aillerand du Midi che hanno 42 anni d’età e sono veramente vieilles vignes, e sono proprietari anche di piccole parcelles a Sézanne 87%, Mancy 88%, Cuis 95%, Glannes 84%.

particolareCharlemagneChampagne

Inutile dire che le uve vengono raccolte con vendemmie esclusivamente manuali e che le cuvées più importanti vengono fermentate in fûts de chêne. Venendo allo Champagne che ho (de)gustato, con la migliore delle compagnie possibili, va ricordato che si tratta di una cuvée tutta Côte des Blancs e Mesnil sur Oger e Oger con terreno calcareo, che viene prodotta soltanto nelle annate migliori. Un 100% Grand Cru Chardonnay prodotto solo con tête de cuvée e vinificato in acciaio inox termo regolate. Un dosaggio molto leggero (6 grammi per litro) e un affinamento sui lieviti che varia da 3 a 4 anni nelle cantine di gesso.
Come mi è sembrato questo Champagne 2006, prodotto in 10580 esemplari (il mio era il 9784) che la maison consiglia di abbinare a crostacei e molluschi cotti a vapore profumato di erbe, sushi, salmone marinato alle erbe o in carpaccio, foie gras, prosciutto crudo Pata Negra?

Charlemagne 014

Per dirla in sintesi direi meraviglioso, elegante come una donna elegante e raffinata in abito da sera, possibilmente in seta. Colore paglierino oro brillante, molto luminoso, perlage finissimo ed esuberante nel bicchiere (mi piacerebbe riprovarlo nel geniale speciale rivoluzionario bicchiere che Luca Bini della Casa del Vino di Isera ha messo a punto).
Naso molto ricco e di bella complessità, tutto giocato su note di frutta esotica essiccata, agrumi, fiori bianchi, frutta secca leggermente tostata, a comporre un insieme di assoluta eleganza, discreto, in punta di piedi nel modo di porsi, eppure avvolgente, discorsivo – mai ciarliero – in grado di toccarti l’anima come la carezza di un angelo.
Attacco in bocca preciso, deciso, di grande coerenza con le note olfattive, palato cremoso e setoso, bolla fine e non aggressiva, vinosità bilanciata, tutto equilibrio, armonia, leggerezza e freschezza e piacevolezza assoluta.
Talmente piacevole che in due avremmo avuto bisogno di una seconda bottiglia o meglio ancora di un magnum per farcene pienamente ristorare e per goderlo, come avremmo voluto, sino in fondo.
Insomma per questa Cuvée Charlemagne 2006 chapeau, standing ovations, orejas y musica!

PER LA VERSIONE INGLESE LEGGETE QUI

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

una cosa mi pare certa da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per Fermare il declino!

3 commenti

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3 commenti

  1. Daniele

    febbraio 12, 2013 alle 8:53 am

    Franco,
    la invito a provare tutta la gamma di questa cantina, in particolare: Brut Nature, Brut Extra, ed il Mesnillesimè, capolavori.
    E se interpreto bene il suo gusto, dovrebbero piacerle assai 😉

    Daniele

    • Franco Ziliani

      febbraio 12, 2013 alle 8:54 am

      Grazie Daniele, ho già allertato Vittorio Vezzola e segnalato che intendo degustare anche gli altri Champagne della gamma che ha in catalogo.

  2. Champagnista

    marzo 1, 2013 alle 12:42 pm

    Buongiorno dott. Ziliani,

    Sono un appassionato di vino ed in modo particolare di “Bollicine” (non so come si tira la riga) ed appunto per questo che leggo sempre con vive interesse i suoi post. Apprezzo molto come descrive i prodotti che assaggia, come in questo articolo: una buona dose di riferimenti sul produttore, la cantina, metodi e tecniche…. e poi il piglio appassionato nella descrizione “sensoriale”, che secondo me è deve essere lo scopo, il fine del vino, trasmettendo così molto bene al lettore le sensazioni che Lei stesso ha provato.

    Fatta questa doverosa precisazione, non posso proprio non notare con leggero ribrezzo quest’improprio paragone (cito testualmente): ” Che per tutti noi appassionati di metodo classico è, molto più di quanto accade citando Erbusco per i fan del Franciacorta,”

    Conoscendo abbastanza bene la zona di Mesnil, con il suo valore storico, enoicamente parlando, fatto di tradizione arcaiche di tramando di padre in figlio, di bellezza paesaggistica bucolica quasi fiabesco, di Chardonnay straordinari, eleganti, potenti, longevi…. Paragonato ad Erbusco lambito dalla A4, dove da solo qualche decina di anni si fa del vino di pessima qualità e venduto caro… mi pare inappropriato.

    Cordialmente

    C.

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